CAPITOLO 50

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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Era sveglio completamente.

Osservò con gli occhi socchiusi la stanza in cui si trovava quasi un mese, cazzo.

Un'ampia finestra occupava quasi tutta la parete alla sua destra da cui entrava il sole in tutta la sua bellezza, facendolo irritare.

Non aveva neanche la più pallida idea che giorno fosse, cazzo.

Gli martellava la testa.

Abbassò lo sguardo sull'addome fasciato e imprecò pesantemente mentre si metteva seduto con fatica, intento a lasciare quella fottuta stanza.

Neppure la scopata con l'infermiere riusciva a mettere a tacere i suoi pensieri e toglierle dalla mente quella donna che era diventata il suo chiodo fisso.

Aida Gonzael era il suo fottuto tormento, cazzo.

Cosa diammine aveva che lo attirava a lei?

La domanda risuonò di nuovo nella sua mente e gli provocò l'emicrania del cazzo perché non era abituato e di certo il suo cervello  non si faceva scrupoli a fargli capire che non apprezzava quei sensazioni che era riuscita a risvegliare in lui in breve tempo ed era una combinazione mortale per un uomo come lui

Aveva pensato di averla sottomessa, ma era lei a fottere lui.

Un dolore lo avvertì e gli svuotò i polmoni che dovette serrare le mascelle. 

In quel momento la porta si aprì e vi entrò Igor Markov con un sorrisetto sarcastico. «Figlio di puttana, bentornato tra i vivi» Esclamò e si fermò a pochi metri dal letto con le braccia al petto «Sei fortunato ad essere vivo, Koja»

«Ma non mi dire, coglione!?» Rispose a denti stretti e serrò le mascelle a causa del dolore che gli trafisse il corpo insieme alla gamba che pulsava come dannato inferno.

«Non hai una bella faccia»

«Mi sento una fottuta meraviglia, cazzo»

«Misha dice che sei stato molto fortunato e per tua fortuna la pallottola non ha sfiorato il pancreas, ci mancava poco, questione di millimetri» Replicò freddo , soffiò forte dalle narici e s'infilò  le mani in tasche, scrutandolo con espressione seria.

Il sicario Nikola Plotnikov si alzò in piedi lentamente e indossò la felpa.

«Dove cazzo credi di andare? Sei impazzito, Koja?»

Riportò gli occhi blu, distaccati e freddi su di lui «Te lo ripeto, sto bene e non ho bisogno di ulteriori cure del cazzo» Ringhiò spaventosamente, mettendolo a tacere. Afferrò la fondina con la pistola e se la sistemò sotto la giacca in pelle. «Togliti dai piedi, brat »

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora