CAPITOLO 120

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere

-1.5

Il cuore batteva a mille

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Il cuore batteva a mille.

Le gambe tremavano violentamente  che a malapena si reggeva in piedi.

Era troppo dolorante.

Troppo stanca e le contrazioni erano peggiorate.

Non c'erano parole per descrivere ciò che stava provando dentro di sé.

Scosse la testa con smorfia dolorosa,   la vista si annebbiò che quasi perse l'equilibrio se non fosse per la stretta dell'uomo intorno al braccio. 

Non sapeva dove la stesse portando. 

Non voleva lasciare che la paura avesse meglio su di lei.

Doveva proteggere suo figlio.

«Dove mi stai portando?» Domandò in un sussurro debole, ignorando la paura che si stava accumulando, ma con essa si stava intrecciando qualcos'altro, più immondo, una brama oscura che quasi le fece venire i conati.

Uccidere.

«Non parlare. Non chiedere. Fai come ti dico», Rispose l'uomo, con la voce profonda, continuando a tenerla strettamente per il braccio «Resta concentrata, ragazza.» Si girò, inchiodandola con un'occhiata serissima. « Farti del male non è una delle mie priorità, sennò tenerti in vita più possibile.»

La voce tremava, però si sforzò di renderla ferma « N-Non capisco, per quale motivo? Sei il nemico di mio marito»

« Al dire il vero, non lo sono » Mormorò freddo, spalancando la porta della cella « Sono l'unico contatto che ha all'interno tra queste mura »

L'odore di muffa e chiuso era forte e nauseante.  Non vi era nessuna finestra, tranne il buio inquietante e il silenzio deprimente che scese in esatto momento in cui vi entrò.

Deglutì.

Ansimò.

Il petto si strinse mentre si abbracciava il corpo dolorante e nudo. Gli occhi lucidi vagavano nel buio prima che una luce si accese colpendola in viso gonfio che dovette alzare le mani per proteggersi.

«C'è una telecamera dietro alle mie spalle, si accenderà a breve ed è meglio che ti siedi e ascolti. Abbiamo forse mezz'ora di vantaggio » Ordinò l'uomo, afferrandola bruscamente per il braccio. «Lo so che sembra strano, intendo aiutarti e ho bisogno che tu collabori. Javier Torres ha in mente un parto cesareo per te e non si limiterà ad alleggerirti  , te lo strapperà dal grembo, cazzo. Posso farti un epidurale adesso, sono un medico chirurgo specializzato anche se dal mio aspetto non si direbbe»

Natalie rabbrividì.

Ansimò sempre di più.

Strinse forte il bordo del materasso e serrò le mascelle, rifiutandosi a credere.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Aug 16 ⏰

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