NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
🔞ATTENZIONE : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
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L'intero viaggio verso ritorno trascorse in silenzio.
Tutto ciò che vedeva intorno a sé era il buio e nonostante le luci stradali facessero un buon lavoro nel mantenere luminoso le strade era inutile.
Era come se l'oscurità sconvolgente del cielo fosse scesa e terra l'avesse consumata con l'intenzione di non lasciarla mai più.
Il leggero fruscio dell'aria contro i finestrini chiusi sembrava simili a un sussurro quasi volessero salvarla dalla tensione che vi era fra loro due.
Natalie appoggiò la tempia contro il finestrino, lasciò che la sua mente vagasse doveva volesse e presto immagini e vari scenari presero possesso dei suoi pensieri che correvano più veloce dell'auto.
Ne erano tanti.
Troppi da per fermare.
D'istinto si sfiorò il pancione.
Voleva dare a questo bambino una possibilità di vivere, ma aveva paura, così tanta paura che questo mondo crudele gli strappasse via i colori dalla vita come avevano fatto con lei.
Potrebbe non ricevere mai l'amore di suo padre, però vi erano altre persone che lo avrebbero amato tantissimo e accettato.
Temeva se in mezzo a tutti questi atti spietati e gesti crudeli, Alexandar diventasse davvero come suo padre e finisse per fare a Kirill la stessa cosa che aveva fatto a lui?
No, si rifiutava a credere.
Probabilmente sarebbe stato un padre severo, ma la sua mente si rifiutava a immaginarlo uguale a suo padre.
Crudele.
Disumano.
Sarebbe troppo da sopportare.
Sarebbe morta piuttosto.
Non gli avrebbe mai permesso una cosa simile.
La morte non la spaventava tanto quanto vedere il lato peggiore di Alexandar.
Non aveva l'idea di cosa avrebbe fatto a riguardo, quale sarebbe stata la scelta giusta da prendere e se dovesse prenderla da solo o meno, ma ogni volta che il pensiero del bambino non ancora nato l'attraversava la mente, otteneva una ragione in più per continuare a odiare Alexandar per aver condannato un'anima innocente alla vita criminale.
Non era disposta a lasciare che Alexandar rovinasse il futuro di loro figlio e renderlo simile a lui.
Non era disposta a lasciare che diventasse il mostro e l'incubo di suo stesso figlio anche se non aveva alcuna garanzia su quanto tempo ci avrebbe voluto perché capisse il vero significato della vita che gli stava dando insieme a loro due.