CAPITOLO 103

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere

La chiamata arrivò uno dietro l'altra inseguito da messaggi WhatsApp che rimbombavano fastidiosamente, strappandola al sonno con la vibrazione del telefono contro il comodino

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La chiamata arrivò uno dietro l'altra inseguito da messaggi WhatsApp che rimbombavano fastidiosamente, strappandola al sonno con la vibrazione del telefono contro il comodino.

Aprì gli occhi con difficoltà, trovando una luminosità terribile a colpirla in faccia.

Piuttosto tardi per essere mattina, notò.

Ruotò la testa, sperando di trovare Nikola accanto.

Non c'era nessuno ed era sola.

Terribilmente sola.

«Maledetto telefono smettila di vibrare» Gemette infastidita e chiuse a suoneria.

Si girò su un fianco e poi ancora, ma la realtà la colpì appena scattò la segretaria.

« Questo è centesima chiamata da ieri! Ti ho mandato un sacco di messaggi a cui non ti sei nemmeno degnata di rispondere. Ora, sono davvero preoccupata e arrabbiata, Aida. Dove sei?

Spalancò gli occhi di colpo, si tirò su e si sedette sul letto del tutto scombussolata e dolorante tra le gambe.

Il profumo di Nikola la inebriava, una fragranza maschile e virile che arrivò dritto al basso ventre.

Un tremore attraversò il suo cuore.

«Merda, sarà uscita fuori di testa! Ma che ora sono in questo mondo?» Afferrò il telefono e notò che erano quasi le quattro di pomeriggio e lei era sparita da ieri sera.

Fantastico.

Sospirò e si lasciò cadere di nuovo sul materasso.

Respirò piano dal naso e rispose velocemente a Olivia che stava bene e di non preoccuparsi pima di appoggiare il telefono sul comodino e passarsi la mano sugli occhi ancora addormentati.

Ripensò a tutto quello che era successo tra lei e Nikola.

Aveva percepito qualcosa dietro gli occhi di lui.

Un fremito.

Una tensione.

Assistito alla sua vulnerabilità, eppure nonostante connessione che avevano condiviso per ore tra le lenzuola e parole non dette , l'aveva esclusa di nuovo, rifiutandosi di lasciarla entrare nel suo cuore freddo.

Il tormento che gli aveva letto negli occhi blu gelidi e privi di emozioni, l'avevano colpita ed era come se la guerra che stava combattendo non fosse contro di lei, bensì contro sé stesso.

Lo aveva visto cedere.

Abbassare la guardia.

Le crepe nella sua armatura, una volta così ben nascoste, ora erano visibili e li notava.

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