CAPITOLO 74

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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La notte non era mai stata così scura, né silenziosa e misteriosa.

La pioggia aveva smesso di cadere e dal cielo cupo si potevano intravedere delle nuvole dall'aspetto poco rassicurante come lo era l'espressione dello zar che vi calpestava il prato bagnato con le scarpe costose mentre percorreva il vialetto della sua immersa villa.

Aggrottò le sopracciglia e socchiuse appena gli occhi.

 La sua dannatamente mente era un groviglio infinito di tenebre, domande e dubbi.

Il destino aveva un senso dell'umorismo fottutamente contorto, cazzo. 

Non agiva d'istinto e lasciarsi guidare dai propri impulsi immediati senza riflettere troppo, poteva essere una scelta saggia in alcune situazioni del cazzo e in altre poteva portare a conseguenze indesiderate.

Era sempre stato un uomo che si basava sulla logica.

Programmava, prevedeva e controllava.

Doveva essere completamente uscito fuori di senno per aver permesso alla sua razionalità  di avere meglio sulla sua mente. 

A un leader nella mafia  non era concesso il lusso di commettere alcun errore di valutazione perché era una questione di disciplina, di ordine, di principio e di morale.

Eppure lo aveva fatto. 

Portare la famiglia della ragazza era un errore fatale e fottutamente illogico che il vero lui non avrebbe mai commesso neanche lontanamente.

Qualcosa dentro di lui non reagiva.

Stava cambiando ed era una sensazione affatto piacevole di cui vantarsi, lo rendeva brutale e privo di controllo.

Un'inquietudine gli rodeva le budella.

Una fame che nessuna violenza poteva saziare. 

Lei aveva portato soltanto caos.

Una sorta di strana consapevolezza si fece largo in lui ed era il fatto che stava permettendo molto più di quanto era disposto ad ammettere a voce alta a  quella piccola  mocciosa di cui sangue del traditore scorreva nelle vene.

La fottuta consapevolezza che lo spezzava.

Camminava su un terreno instabile e sconosciuto  di cui non riusciva a prevedere prossime mosse.

Un'altra stranezza che non gli apparteneva, cazzo.

Dannazione, come aveva potuto permettere di farsi affascinare tanto da una mocciosa del cazzo fino a questo punto?

Così fottutamente lontana dalle donne a cui era abituato? 

Una bambina del cazzo che gli si rivolgeva con arroganza e ostilità. 

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora