NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
IL GIORNO DOPO
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«Non le interessa sapere se tutto è apposto?» Parlò la ginecologa, intenta a guardarla per qualche secondo prima di tornare concentrata sullo schermo.
«No! Perché dovrebbe importarmi? Non lo voglio nemmeno!» Rispose sincera e girò la testa verso la porta, pregando che creatura che portava dentro non ci fosse più.
«Bene! Direi che abbiamo finito allora, signorina Reed. Ah, dimenticavo, visto la sua condizione attuale credo sia meglio stia attenta a ogni tipo di sforzo e lo stress. Sarà sotto controllo e faremo più esami, una semplice routine »
Il rumore dell'acqua che cadeva si stava mescolando al battito del suo cuore assai agitato.
Era parecchio nervosa accidenti.
Fra poche ore Natalie Reed non esisterà mai, bensì Natalie Volkova.
Desiderava poter fermare il tempo e tornare indietro lontano da quella maledetta notte, maledizione.
Allontanò i pensieri che le facevano naufragare il cervello già incasinato e di cui fosse meglio tenere lontano la mente.
Non aveva alcuna via d'uscita.
Chiuse l'acqua e si avvolse nell'accappatoio.
Rabbrividì piacevolmente a contatto con il tessuto, caldo e morbido.
Non fece molti passi che un piccolo capogiro l'abbracciò, barcollò e si aggrappò ai lati del lavandino per non cadere e si guardò allo specchio.
«Mi sento così male e dannatamente stanca a fare qualsiasi cosa. » Sussurrò debolmente , osservando il suo riflesso stanco.
" Diventerai sua moglie! Non è strano il destino, futura signora Volkova? Sposata con l'uomo che ha distrutto la tua vita. Sicuramente ne soffri tanto, non è così? Sei rimasta incinta ed è colpa tua, povera piccola, indifesa e abbandonata. Non credi che la tua famiglia starà meglio senza di te? Andiamo, davvero pensi che ti staranno cercando ancora? Non essere sciocca, ti hanno già dimenticata. Tu sei morta" Sussurrò la voce crudele nella sua testa in una risata divertita e sarcastica.
Chiuse gli occhi e deglutì un paio di volte.
«Basta, ti prego. Lasciami in pace» Rispose e si tappò le orecchie, non volendo ascoltare altro, ma quella voce nella testa continuava a ridere di lei che barcollò indietro.
Scosse la testa ripetutamente e provò a schiacciare via quei pensieri, ma fu invano.
Singhiozzò.
"Non piangere. Diventerai mamma di un figlio identico all'uomo per cui senti un'attrazione forte , non sei contenta, tesoro?" La stessa voce continuava a schiaffeggiare il suo cervello senza pietà.