CAPITOLO 66

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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Lo zar avanzò con la camminata silenziosa e guardò il suo sicario che si staccò dalla parete salutandolo con un chino della testa.

« Zar»

« Cosa è successo con la ragazza, Markov?» Domandò in un tono gelido fermandosi a pochi passi da lui che rimase in un muto silenzio per qualche secondo indeciso su cosa rispondere.

Il ladro si strofinò la faccia e scosse leggermente la testa, sospirando esausto. «Non ne sono sicuro, zar. Oggi stava bene ed è crollata dai dolori qualche ora fa. Ha dormito un po' ed è scesa in salotto dopo essere stata visitata » 

Lo zar socchiuse gli occhi e inclinò la testa a lato, studiandolo con gli occhi azzurri a cui non sfuggivano niente. Quella mocciosa era fottutamente brava a far abbassare la guardia ai suoi uomini soprattutto al suo sicario. Interessante, notò. «Dove cazzo eri quando è successo? Non ti avevo ordinato chiaramente di non perderla di vista neanche un fottuto secondo !?»

Il sicario s'irrigidì e sollevò la testa, scontrandosi con gli occhi crudeli dello zar che pretendevano una risposta plausibile e velocemente. « Desiderava privacy, signore. » Rispose e trattenete a stento imprecazioni in tutte le lingue che conosceva perché rischiava grosso con lui quando si trattava di quel scricciolo testardo.

L'aveva abbracciata, maledizione.

L'uomo di fronte a lui non è incline a certi atteggiamenti soprattutto riguardo le cose che gli appartenevano e lui aveva toccato sua fottuta moglie, porca puttana.

«Da quando in qua i miei ladri prendono gli ordini da una donna e per giunta una bambina che non ha voce in capitolo, mhm?»

«Ho commesso un errore e non si ripeterà più »

«Vai» Ordinò autoritario e gli indicò con il cenno della testa che poteva andare , pronunciò prossime parole il sicario si bloccò a metà strada  teso come una corda di violinino  , confermando i suoi sospetti. Sapeva tutto e non negava di aver capito di avergli mentito « Dovrei punirti per aver disobbedito al mio ordine soltanto per accontentarla. La tua lealtà verso di lei spesso ti spinge a tradirmi e infrangere la mia autorità, Markov. Ti ho permesso che ti avvicinassi alla ragazza più di chiunque altro perché si fida di te. Chiuderò un occhio sul fatto che tu mi abbia guardato negli occhi mentendomi ben due volte! Un'altra volta sento di essersi sentita male e tu non c'eri, ti staccherò la testa dal collo»

« Posso spiegare»

« Silenzio! Ho ancora un proiettile nella pistola, perciò vattene prima che lascio decidere alla roulette russa la tua fottuta vita, Markov» Dichiarò semplicemente e chiudendo l'argomento. 

Scosse la testa con rimprovero e rimase fermo sulla soglia.  

Aveva l'aria così dannatamente vulnerabile!

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora