CAPITOLO 68

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

                                                                                KURGAN, RUSSIA 1991

Il giovane ragazzo Nikola Plotnikov non avrebbe mai dimenticato la faccia terrorizzata del suo compagno di stanza di appena quattrodici anni quando il viscido comandante della base aveva tirato fuori il suo "amichetto" dai pantaloni della divisa m...

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Il giovane ragazzo Nikola Plotnikov non avrebbe mai dimenticato la faccia terrorizzata del suo compagno di stanza di appena quattrodici anni quando il viscido comandante della base aveva tirato fuori il suo "amichetto" dai pantaloni della divisa militare come lo chiamava lui e gli aveva ordinato a succhiargli per poi stuprarlo e stuprarlo ripetutamente.

Il suo compagno di stanza tremava ed era piegato sopra il tavolo del cazzo, gridava e lo stava implorando ad aiutarlo.

Non poteva fare niente per fermare quell'agonia che gli stava infliggendo.

Era costretto a guardare e il rumore dei loro corpi era andato per ore, cazzo.

Aveva trattenuto il conato per non vomitare l'anima.

Un scenario assai crudele. 

Si sentiva inerme e debole, cazzo.

Non riusciva a liberarsi neanche quando lo aveva visto togliersi la vita davanti a lui con un colpo di pistola, scappando dalla vergogna e umiliazione.

Non c'era niente di peggio al mondo che essere spogliati del proprio orgoglio e dignità.

Quel stesso giorno si era trovato legato su una cazzo di sedia che aveva visto i giorni migliori, scomoda e rotta.

Ci era finito in quel posto di merda per colpa di uomo che aveva giurato di proteggerlo, suo padre adottivo.

Che grande pezzo di merda.

Cosa che aveva subito erano gran lunga raccapriccianti e nonostante i suoi undici cazzo di anni aveva smesso di provare qualsiasi cosa. 

Lottava per sopravvivere.

Lottava come un leone in gabbia.

Il dio non esisteva in quel luogo.

Doveva combattere da solo le sue battaglie.

Stringere i denti e gettarsi nell'oscurità che vi era più che entusiasta ad allungare le mani e trascinarlo all'inferno, privando dell'innocenza e marchiarlo di peccati.

Provava solo rabbia e sete di vendetta verso colui che lo stava torturando da ormai due anni.

Lo sguardo crudele il sorriso strafottente era l'unica cosa al mondo che desiderava togliere a quel figlio di puttana.

Farlo a pezzi.

Pisciare sopra il suo cadavere, cazzo. 

« Cosa ne dici di scoprire quanto tu sia immune al dolore, Plotnikov ? »

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora