NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
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Natalie lasciò un respiro nervoso, pronta a scendere nell'inferno e affrontare il demone e i suoi sudditi.
Sospirò e timidamente si avvicinò alla scalinata elegante e sbriciò in basso, intenta a studiare gli uomini presenti insieme alle loro mogli, vestiti elegantemente e sorridenti mentre accoglievano il suo marito con rispetto e ammirazione.
Come poteva essere sposata con un uomo del genere?
Lentamente spostò gli occhi su di lui come al rallentatore e deglutì dianzi tale camminata dominante, fiera e autoritaria che aveva il potere di attirare gli occhi su di sé con tale semplicità e naturalezza disarmante da lasciare senza fiato.
Niente e nessuno lo intimidiva tra i presenti e aveva l'atteggiamento e aura pericolosa da far sembrare gli altri uomini inferiori nonostante fossero uomini potenti e criminali spietati di un certo calibro.
Era davvero sposata con un dannato zar della mafia russa e incinta di suo figlio, maledizione?
Un estraneo di cui non sapeva un bel niente?
Restò a fissare il vuoto per qualche minuto e iniziò a camminare avanti e indietro, mordicchiandosi l'interno della guancia. Lottò contro la nausea che l'assaliva solo al pensiero di scendere giù a fingere la moglie di un criminale che l'aveva rapita e fatte delle cose di cui aveva gli incubi ogni volta non appena chiudeva gli occhi.
Un'altra volta guardò in basso.
Socchiuse gli occhi e intravede in quell'istante una presenza maschile altrettanto pericolosa e misteriosa, un uomo cinese, alto e magro intorno ai settant'anni e con il bastone avanzava verso suo marito insieme all'atteggiamento altrettanto autoritario e strafottente. Da come gli altri abbassavano la testa rispettosi, capì che quell'uomo aveva il potere più di quanto gli fosse concessa quella sera e la sua aura era a pari passi con quel bastardo di suo marito.
Sembravano due leoni in mezzo a un branco di lupi ed erano fatti dalla stessa pasta, notò spaventata a morte dal nuovo arrivato.
Aveva la ragionevole sensazione che suo marito fosse l'unico a non temerlo e con una maschilità dirompente incombeva nella sala affatto preoccupato del nuovo arrivato.
Si salutarono con una stretta di mano con reciproco rispetto e Natalie quasi riuscì a sentire l'atteggiamento distacco del marito con cui riusciva a trasmettere grande soggezione, ma il cinese sorrise malizioso non appena aprì la bocca.
Indietreggiò e d'istinto si premette la mano sulla bocca, scosse la testa «N-non c'è la faccio a scendere lì» Sussurrò con la voce tesa e si accarezzò la pancia come per allontanare il malessere.
«Ecco dove eri finita! Ti stavo cercando ovunque! Natalie, cosa ci fai ancora qui?» Parlò signora Elisabeth e attirò la sua attenzione visto che si girò di scatto e sussultò dalla sorpresa.