CAPITOLO 36

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

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Il dolore era troppo da poter pensare lucidamente.

Un dolore che non avrebbe mai superato né dimenticato facilmente. 

Insopportabile e dannatamente reale da poter ignorare.

Confusione e rifiuto che il suo cervello stava registrando non le permetteva di tornare al presente e con i piedi per terra.

La morte della sua dolce nipote Natalie l'aveva scossa parecchio che neppure i farmaci riuscivano a tenerla tranquilla.

Gli occhi di Vanessa Roger, spalancati dal terrore e shock vi erano fermi sulla busta che vi teneva tra le mani pallide e tremanti.

Il certificato della morte.

Un'altra perdita a cui non era pronta ad affrontare. 

Inghiottì un conato , intenta a raggiungere il divano con passi instabili. Crollò a peso morto e senza forze, si portò la busta al petto e gridò addolorata.

«NATALIE, NATALIE, NATALIE» Ripeté il suo nome come una preghiera e scoppiò a piangere, scuotendo la testa ripetutamente non volendo accettare quella brutta realtà che stava diventando reale a ogni respiro.

Qualcuno l'abbracciò da dietro e provò a calmarla, ma la sua coscienza non percepiva niente intorno a sé tranne le parole del capitano Montergory che si erano conficcante così profondamente da sentire il cuore spezzarsi di fronte ogni sillaba maledetta.

Si piegò e dilatò le narici in cerca di aria, iniziò ad ansimare disperatamente e sgranò gli occhi di fronte all'ennesima scossa che l'attraversò il cuore spezzato e distrutto dal dolore.

«Cristo, Vanessa.....stai avendo un crollo»  Ringhiò a denti stretti suo marito e la scosse per farla tornare in sé, ma lei ormai era lontano in un mondo tutto suo da cui  non voleva uscire perché non era pronta a lasciare la sua nipote «Tesoro, guardami! Sono Antony! Ehi, sono qui, sono qui» L'attirò contro di sé e l'accarezzò sulla testa.

Respirò freneticamente e si scostò da lui per guardarlo negli occhi cerchiati di stanchezza e dolore «Tony? Oddio, ferma questo dolore»  Lo supplicò e lo afferrò per la camicia quasi stesse per svenire mentre lottava contro le vertigini  «P-Perché? Dimmi perché tutto questo? Cosa abbiamo fatto per meritarci questa perdita? Dimmi, ti prego!»

Una lacrima scese sulla guancia dell'uomo e nonostante cercasse di essere più forte tra i due, la sua corazza si stava spezzando a ogni lacrime che vedeva negli occhi di sua moglie ed era una pugnalata in pieno petto che lo faceva sentire impotente  «Non riesco a darti una risposta sensata, tesoro.....»

Gli mancavano le parole.

Rimasero così abbracciati e scossi dalla perdita.

Entrambi erano fin troppo consapevoli che avevano un funerale da organizzare, ma nessuno dei due era pronto a separarsi dalla nipote e ancora meno diffondere la notizia agli amici.

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