NEW YORK, 2014
Natalie Reed è una giovane ragazza prossima a compiere vent'anni.
Determinata, testarda e timida.
Lavora come cameriera presso Terra Blues a New York e una sera la sua cambierà completamente in quanto assiste a un omicidio del suo dat...
ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.
CUBA, SANTA CRUZ
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Era stesa su un fianco, immobile nella stanza d'ospedale.
Fissava il vuoto con lo sguardo spento.
Sembrava che ogni parte del suo corpo si fosse atrofizzata, tanto era fredda.
Come un cadavere.
Ogni rumore fuori dalla porta la metteva in allerta, obbligandola a reagire e scappare lontano da lì prima che lui arrivasse.
Digrignò i denti in una smorfia incarognita e lottò contro l'intorpidimento per alzarsi, ma le vertigini l'assalirono e barcollò fino ad accosciarsi accanto il pavimento.
Priva di forze, debole e sfinita.
Una pressione insopportabile iniziò ad accumularsi dentro di lei.
Una pressione che aveva sapore di morte.
Non riusciva a descriverlo a parole.
Tanta orribile era la sensazione.
Non riusciva ad avvertire niente tranne il battito del suo cuore assai impazzito mentre pregava che suo marito non varcasse la soglia dell'ospedale.
Non le restava niente altro, tranne la solitudine e paura che scesero nella stanza ad abbracciarla con le mani fredde, dandole una bella fetta del ricordo del perché fosse finita lì.
Il suo ritorno a Cuba dopo il matrimonio della cugina Sofia si era rilevato un incubo che avrebbe voluto dimenticare.
Non avrebbe mai voluto sentire le parole disgustose uscire dalla bocca di suo stesso padre, parole ripugnanti indirizzate a lei. Non aveva l'idea quanto l'abbia ferita profondamente? Quante lacrime abbia versato per ogni sillaba pronunciata con tanto odio? Perché non riusciva a capire che era lei la vittima in tutta quella storia? «Mia figlia ti darà un erede, Torres ed è possibile che il bastardo non fosse neppure tuo e in tal caso l'eredità non avrebbe alcuna validità se dovessi fare un test di paternità. Tale madre tale figlia»
Non aveva capito a cosa si riferisse, però spaventata di sentire altro si era allontanata da quel posto in preda alle lacrime di quanto poco conoscesse l'uomo che l'aveva cresciuto e che giurava di amarla e proteggerla sempre.
Dov'era finito l'uomo dolce e dal cuore nobile che avrebbe mosso il mondo pur di vederla felice?
Chi era l'impostore che chiamava il padre?
Scosse la testa, cancellando i pensieri che le provocavano il mal di testa ed ebbe un sussultò dallo spavento appena la porta si spalancò.
Il suo corpo tremava mentre spostava lo sguardo terrorizzato a morte, lasciandosi sfuggire un sospiro appena intravede l'amica.