CAPITOLO 7

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

Era uscita da una prigione per finire in un'altra ed era la stessa dove l'avevano portata dopo il rapimento la prima volta.

Buia e fredda come il ghiaccio.

Quella vecchia strega arrogante le aveva consegnato un pacco regalo con il fiocco come per umiliarla non fosse sufficiente a nutrire il suo ego decrepito e superficiale. 

Che idea carina. 

Ne era convinta che probabilmente  si era divertita alle sue spalle mentre faceva quel dannato fiocco come se stesse impacchettando il regalo di Natale e non un indumento che avrebbe risvegliato anche un uomo morto, tra l'altro.

Quando aveva aperto la scatola per poco non si era strozzata. 

Un completo provocante e seducente  in pizzo di un colore nero; Composto da reggicalze nere, un paio di mutandine trasparenti sul davanti che non lasciavano niente all'immaginazione e un reggiseno dalle bretelle sottilissime che bastava poca forza per strapparle del tutto, il corpetto in pizzo lasciava scoperti i capezzoli e a completare il look c'erano décolleté nere col tacco a spillo alte e sottili  che non sapeva neppure come ci si camminava su quelle trappole senza rischiare di rompersi l'osso del collo. Il completo intimo era fatto di un tessuto delicato, raffinato e costoso bastava guardare la marca che vi era riportata sull'etichetta.

 Qualsiasi donna darebbe di matto pur d'indossarlo e si sentirebbe femminile e unica, eppure lei  non era della stessa opinione considerando che lo stava indossando per qualcuno che decisamente l'avrebbe potuto mantenere ogni minaccia a lei indirizzata con tanta sincerità e gentilezza da commuoverla, maledizione. 

Era un uomo delle caverne e un grandissimo bastardo che non solo le stava rovinando la vita come se ne avesse il diritto, ma anche costretta a una vita che non desiderava affatto. Una cosa che purtroppo aveva assaggiato innumerevoli notti dopo notti di quanto  godeva a divertirsi con lei e la sua poca esperienza in fatto di uomini considerando che tutte le volte erano prime per lei ed erano con lui. 

Lasciò da parte il capitolo in cui si frequentava con un ragazzo di nome Aiden, del suo stesso corso e di un'anno più grande  con cui non era andata oltre i baci, una cosa che non poteva dire del suo rapitore anche perché ormai i preliminari li aveva superato  ed era questione di tempo prima che prendesse anche la sua verginità.

Era tardi sera quando gli uomini del suo rapitore l'avevano scaricata in  stanza come una consegna a domicilio. 

Adesso se ne stava immobile e seduta sul grande letto in completa solitudine con lo sguardo triste e vuoto  accarezzandosi il tessuto con movimenti ripetitivi e circolari.

Il silenzio inquietante che sentiva intorno a sé si mescolava con il vento che sentiva fuori dalla finestra.  L'enorme sagoma degli alberi vicino alla finestra colpivano il vetro con la forza, aumentando il battito del suo cuore ormai privo di controllo.  La neve cadeva delicatamente sui rami degli alberi colorandoli di bianco e poi veniva trascinata con la furia dal vento lasciando solo le tracce e fischio. 

 L'inverno era una stagione davvero affascinante che lo rendeva magico rispetto alle altre stagioni. Tutto era silenzioso come il letargo in attesa che la natura si risvegliasse e ritornasse a vivere di quella bellezza che solo il calore del sole riusciva a esprimere ed era proprio per questo motivo la sua stagione preferita fin da bambina.

Anche se non avrà più lo stesso significato per me perché mi ricorderà  tutto questo. Pensò e spostò i capelli sulla spalla nuda che le cadevano addosso in onde delicate, abbracciandola nascondendola dal freddo e dall'angoscia che l'avvolgeva.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora