CAPITOLO 89

3.7K 165 68
                                        

ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

Lo zar russo varcò la soglia nella sala in cui si svolgevano le riunioni della organizzazione, attirando l'attenzione di ciascun vor, tra cui Viktor Medvedov, seduto in fondo al tavolo rettangolare che lo aspettava, complice di quello che aveva in...

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Lo zar russo varcò la soglia nella sala in cui si svolgevano le riunioni della organizzazione, attirando l'attenzione di ciascun vor, tra cui Viktor Medvedov, seduto in fondo al tavolo rettangolare che lo aspettava, complice di quello che aveva in mente il loro leader.

L'aura autorevole di Alexandar Mihail Volkov piena di controllo, dominio e forza, abbracciò ogni ladro con tale fermezza e influenza che abbassarono lo sguardo rispettosi.

La sua presenza fece immediatamente congelare la stanza.

Rimasero in silenzio.

Nessuno parlava.

Nessuno osava muoversi.

Nella l'espressione illeggibile dello zar c'era qualcosa che ribolliva dietro i suoi occhi azzurri.

Non rabbia.

Non ancora, ma la consapevolezza del sangue che avrebbe versato a breve.

Doveva solo trovare il momento giusto, cazzo.

Infine spostò gli occhi con fare calmo verso il vecchio consigliere, Boris Milanov che ricambiò , pallido e tremante, ignaro di quello che lo stava aspettando.

Trasalì, mantenete la sua posizione con fatica e abbassò la testa.

Lo zar si sedette a capotavola e incrociò i polsi, studiando i suoi trenta consiglieri(gli uomini che avevano giurato la fedeltà, cazzo)

Non aveva tolleranza per i traditori e di loro ne faceva l'esempio assai memorabile.

Non pronunciò alcuna parola sull'accaduto precedente.

Non occorrevano le parole, la sua presenza autorevole era stata sufficiente a suscitare il terrore lì dentro.

Era un dannato stratega, calcolatore e astuto.

Non reagiva alle provocazioni, attendeva, valutava e allora colpiva quando conosceva con chi aveva a che fare.

La tensione nella stanza divenne pesante.

«(Сэр, если можно, я бы хотел выступить.)Signore, vorrei parlare se posso? » Esclamò il vecchio consigliere e si alzò in piedi di fronte a lui con il capo chino.

«(Ты будешь говорить, когда я тебе позволю, сядь и заткнись)Parlerai quando avrai la mia autorizzazione, seduto e chiudi il becco » Replicò freddamente con gli occhi ridotte a due fessure.

L'altro obbedì come un cagnolino, teso e nervoso.

Gli avrebbe dato un altro motivo a essere nervoso, cazzo.

Lo zar prese il telecomando e accese uno schermo di fronte a loro che illuminò intera stanza, l'immagini chiare e nitidi quasi irriconoscibili mostravano sagome che non si vedevano bene, ma abbastanza da intravedere il vecchio consigliere che camminava accanto alla ragazza prima che si spegnessero.

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora