CAPITOLO 35

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ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere. 

                                                                                           UN MESE DOPO 

Il sicario russo Nikola Plotnikov si aggirava per i lunghi corridoi dell'Hotel Pennsylvania diretto verso l'appartamento del bastardo che stava cercando da una settimana

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Il sicario russo Nikola Plotnikov si aggirava per i lunghi corridoi dell'Hotel Pennsylvania diretto verso l'appartamento del bastardo che stava cercando da una settimana. 

Le mani avvolte dai guanti in pelle prudevano dalla voglia di prendere quella testa di cazzo fra esse e staccarla a mani nude. 

Non era un uomo a qui sfuggiva qualcosa specialmente se si trattava di una minaccia,  eppure non aveva fatto caso al figlio di puttana che lo teneva d'occhio soltanto perché era troppo concentrato sulla figa della ragazza che si scopava da un paio di mesi e questo non era affatto un buon segno , cazzo. 

Il suono del cellulare interruppe bruscamente i suoi pensieri che si erano creati nella testa. Dopo un paio di squilli rispose e sentì il commentò sarcastico dall'altra parte.

«Finalmente mi rispondi, Plotnikov.» Esclamò con tono basso Velimir Novakov «Stavo giusto pensando di mandarti a farti fottere ! Ho perso cinque cazzo di minuti ad attendere che tu mi risponda considerando che ho altre cose di qui devo occuparmi a breve.» 

Il sicario si fermò al centro del corridoio a pochi passi della porta del bastardo, infilò la mano nella tasca e tirò fuori una torcia «Ti ho risposto, no!? » Rispose con un sorriso cupo. «Sono tutto orecchie, Novakov! » 

Ci fu un lungo silenzio.

«Avevi ragione, Plotnikov! La lettera che hai ricevuto e quella mandata alla ragazza  viene dalla dalla stessa persona. Ho fatto qualche ricerca e indovina chi è l'uomo che stai cercando? »

«Illuminami » 

« Trafficante del vecchio Boss! Si chiama Alen Balwin e deve un bel po' di soldi allo zar. Nei dati del suo computer risulta un volo prenotato tra un'ora verso Santa Clara. Ho dato un'occhiata al sistema aereo e ho camuffato la prenotazione, il volo è stato posticipato fra due ore a causa di un problema tecnico» Spiegò il ladro con un sorriso sinistro misto a divertimento  «Hai due ore a disposizione a farlo cantare, recuperare i soldi che deve all'organizzazione e farlo sparire dalla circolazione » 

Il sicario si scostò il guanto e guardò l'orologio sul polso, controllando l'ora. «Cosa mi dici delle telecamere e l'allarme?» 

«Via libera e la porta si aprirà tra dieci secondi senza alcun sospetto. Dalle telecamere che ho davanti, la tua faccia non compare da nessuna angolazione, perciò prego cazzo, non c'è di che» Rispose e riattaccò lasciando l'altro ladro di occuparsi della feccia. 

La porta si aprì con un click. 

Diede rapidamente un'occhiata alle spalle per assicurarsi che non vi siano delle sorprese prima perché le odiava e non avrebbe avuto il tempo di occuparsi dei testimoni che avrebbero posticipato  il volo per la Russia. S'infilò nell'appartamento e puntò la torcia in avanti , gli occhi blu e socchiusi guardavano attentamente ogni cosa  e  perquisivano ogni angolo in cerca di qualche minaccia. 

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora