CAPITOLO 23

4.2K 150 15
                                        

ATTENZIONE 🔞 : Questa storia contiene il linguaggio esplicito e scene forti e si consiglia una lettura consapevole e adeguata al genere.

Quella era decisamente una biblioteca più grande che abbia mai visto in vita sua , ci era stata un paio di volte ed aveva sensazione di trovarsi lì per la prima volta, tanto che si sentiva un piccolo topolino incuriosito e ignaro alle conseguenze

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Quella era decisamente una biblioteca più grande che abbia mai visto in vita sua , ci era stata un paio di volte ed aveva sensazione di trovarsi lì per la prima volta, tanto che si sentiva un piccolo topolino incuriosito e ignaro alle conseguenze.

Adorava leggere e sentire l'odore dei libri la facevano sentire in un certo senso a casa, solo se la casa non fosse una dannata prigione grande quanto un labirinto con un esercito di uomini fuori a fare la guardia. 

Non sapeva quante ore fosse rimasta a fissare ogni angolo, concentrata su ciò che la circondava mentre gli occhi scorrevano da una parte all'altra in cerca di qualche libro che avrebbe attirato la sua attenzione, ma di una cosa vi era sicura non conteneva i libri romantici né fantascienza, chiaro come il giorno.

Sfiorò vari libri con polpastrelli fino ad arrivare di fronte a una porta possente. Si guardò intorno che non vi sia nessuno e con decisone la spalancò, trovandola aperta. Si ritrovò in un grande salotto dall'arredamento tra moderno e classico, cupa nei colori da essere soffocante e al tempo stesso calda, avvolgente e dannatamente autoritaria  che aveva sensazione di sentire la presenza di lui, lì dentro.

Dominante e misteriosa.

Era arredata con pezzi d'arte contemporanea, gli scaffali erano fatti in legno massiccio insieme alle librerie che occupavano pareti grigio scuro e quelle laterali che abbracciavano l'intero salotto. Una scala in acciaio permetteva di accedere alla passerella che circondava tutto lo spazio che si trova a circa un paio di metri dal pavimento e l'intero ambiente era illuminato da lampadari a sospensione in vetro Feven.

In centro vi era una grande scrivania in quercia e dietro essa una poltrona in pelle nera.

Le era stato impedito di varcare quella soglia della biblioteca, in quanto  l'accesso non fosse autorizzato a chiunque , eccetto a lui, ma nonostante la curiosità aveva meglio su di lei tanto che vi entrò lo stesso, meravigliata di quanto fosse intima e personale.

«Mio dio, è meraviglioso qui» Esclamò a voce alta stupefatta da tanta bellezza dell'arte contemporanea e opere del calibro dell'Uovo Fabergé che sembravano dominassero ogni cosa, lì dentro. «IGOR, GRAZIE PER AVERMI PORTATO » Alzò la voce per farsi sentire, non ricevette alcuna risposta ed era sicura che  l'abbia sentita , eppure il fatto che non si fosse presentato a rimproverarla per essere lì dove non doveva, era altrettanto strano.

Non fece caso e osò esplorare di più, sfidando la sua sorte e andando contro l'autorità del suo rapitore.

Sorrise dolcemente e piegò la testa, sospirando emozionata solo al pensiero di curiosare tra tutti quei libri che sembravano così maledettamente personali che un senso di pericolo l'attraversò seguito da una brama oscura di poter essere scoperta o peggio punita se non fosse uscita immediatamente prima che arrivasse. 

ALEXANADAR, LO ZAR DELLA RUSSIALa tua prossima ossessione. Scoprilo ora