Chloe
Mi sta fissando da qualche secondo e non so come reagire, sono imbarazzata e sicuramente sarò tutta rossa.
<<Perché scusa viene anche lei alla festa?>> domanda con aria scocciata, guardandomi dalla testa ai piedi.
<<Si>> aggiunge Lea.
Vedo il ragazzo dall'aria misteriosa sbuffare e successivamente ritorna a guardare Lea.
<<Va bene allora facciamo così. Lei adesso viene con me, mentre tu, Tyler e gli altri venite all'ora stabilita>> la avverte lui.
<<Cosa? No assolutamente, lei viene con me. Potresti benissimo andare tu a prendere il tuo amico>> ribatte Lea incrociando le braccia al petto.
<<Ho da fare e non posso andarlo a prendere>> risponde disinvolto.
<<E tu>>, mi indica, <<se ci tieni tanto a venire a questa festa vedi di darti una mossa, perché non ho intenzione di starti ad aspettare a lungo>> puntualizza.
Come si permette a parlarmi così?
Non mi conosce nemmeno e già assume questo tono da prepotente.
<<Dammi solamente dieci minuti e sono pronta>> sostengo.
<<Va bene, ci vediamo nel parcheggio>> esce dalla porta e se ne va.
Vado immediatamente davanti allo specchio e finisco di truccarmi. I capelli per fortuna li ho già sistemati stamani.
<<Io allora vado>> dico a Lea, richiamando la sua attenzione.
<<Va bene ma stai attenta ok?>> dice con una lieve preoccupazione nel suo timbro di voce.
<<Ma certo stai tranquilla, a dopo>> replico uscendo dalla porta per poi avviarmi verso il parcheggio.
Scese le scale del college, in lontananza lo vedo subito. Mi fa cenno di salire in macchina e piano piano mi avvicina.
Una volta entrata dentro il veicolo dico: <<bene adesso dove andiamo?>>.
Lo vedo stringere i pugni e, oltre alle nocche bianche delle mani, anche la sua mascella inizia a farsi più scolpita.
<<Stammi bene a sentire, non sono il tuo autista personale, ok? E se ti ho offerto questo passaggio l'ho fatto solamente perché, se ti avessi detto davanti a Lea di non venire alla festa, di sicuro lei si sarebbe incazzata e sinceramente per colpa di una ragazzina come te>>, mi guarda dalla testa ai piedi con un'aria schifata e poi continua a dire: <<di certo non mi rovino una serata del genere>>.
Più guardo i suoi occhi più lo vedo freddo.
Ritiro tutto quello che ho detto dieci minuti fa.
Non è affatto gentile, è un finto gentile.
<<Numero uno non ti ho mai detto di essere il mio autista personale, numero due vedi di moderare i termini quando parli con me visto che non mi conosci nemmeno, e numero tre non ti preoccupare, tolgo il disturbo>>, apro la portiera e metto un piede sopra l'asfalto per scendere, ma qualche istante dopo mi sento afferrare per un braccio.
<<Lasciami>> dico incazzata.
<<Adesso non fare la bambina>>, con uno strattone mi riporta dentro e mi fa cenno di chiudere la portiera della macchina.
Faccio come mi chiede, incrocio le braccia al petto senza nemmeno guadarlo e inizio a guardare fuori dal finestrino.
Non mi capacito di come mi sia permessa di rispondergli, ma è come se mi fossero uscire fuori da sole le parole.
Non mi era mai capitato prima d'ora, ma non mi pento di averlo fatto. Anzi, magari è la buona volta che qualcuno mi rispetti.
Mette in motore la macchina e facciamo un viaggio all'incirca di venti minuti.
Dopo una certa si ferma ed io cerco di capire bene dove siamo. Se conoscessi le strade di Los Angeles sarebbe molto più facile scoprirlo.
<<Ho da fare, dammi solamente cinque minuti e ritorno, così poi andiamo alla festa>> dice guardandomi.
Lo ignoro completamente e prendo in mano il telefono, tirandolo fuori dalla mia borsa.
Non mi da nemmeno il tempo di guardare che ore si fossero fatte, che mi strappa il telefono dalle mani, portandoselo dietro la schiena.
<<Ehi ma che cazzo fa..>> non riesco a terminare la frase perché mi ritrovo ad un centimetro dalle sue labbra.
<<Quando ti parlo mi devi ascoltare e sopratutto esigo una risposta>>, mi fissa attentamente le labbra ed io faccio lo stesso.
Mi stacco bruscamente da lui e mi riprendo il telefono. Razza di cretino.
<<Non sono obbligata a fare nulla e di certo non prendo ordini da un ragazzo viziato e scorbutico come te>> sbotto inacidita.
<<Fai come ti pare>> apre la porta della macchina e scende. Prima ancora di chiudere lo sportello vedo che è intento a dire qualcosa e infatti poco dopo dice: <<Ah quasi dimenticavo, non azzardarti ad uscire da questa macchina, ok? Resta qua e non ti muovere>>.
Adesso si mette pure a darmi ordini.
Bene perfetto.
<<Vorrei tanto scappare credimi, ma non so nemmeno dove ci troviamo quindi la vedo dura>> dico facendo l'indifferente.
Mi ignora completamente e sbatte la portiera della sua auto per poi avviarsi verso una traversa, da solo.
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Nothing more
ChickLitCOMPLETA ッ ⚠️⚠️ A BREVE IN REVISIONE ⚠️⚠️ Due anime completamente opposte,lei il sole lui la luna. La nostra protagonista è Chloe Johnson, una ragazza dalle mille aspettative. Dopo ben 4 anni di sacrifici si trova in un college per continuare i suo...
