Capitolo 50

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Chloe

Come può essere così cafone?

Sa benissimo che parlare di mio padre è ancora una ferita aperta, difficile da saldare, ma nonostante tutto non si è preoccupato di come mi potessi sentire.

È davvero uno stronzo. Noah non mi avrebbe mai detto una cosa del genere.

Dopo due ore abbondanti mi faccio forza e rientro nel dormitorio, sperando di non incontrare di nuovo Dylan.

Entrando in stanza, per mia sfortuna, me lo ritrovo sul letto a leggersi orgoglio e pregiudizio.

Appena mi vede chiude con forza il libro, posizionandolo sul letto e viene verso di me.

<<Ti prego lasciami spiegare>>.

Sono le uniche parole che riesce a dire mentre io chiudo la porta alle mie spalle.

<<Risparmiati le cattiverie che stai per dire per un'altro giorno, grazie>>, lo sorpasso e vado a sedermi sul mio letto.

<<Mi dispiace Chloe>> confessa seguendomi.

Presa ancora dalla frustrazione lo ignoro e continuo a tenere lo sguardo basso.

Mentre lo sento sospirare, si china sulle ginocchia e poi incrocia il mio sguardo.

<<Ero arrabbiato e non ho pensato a come ti saresti potuta sentire. Non ho giustificazioni e lo so, credimi mi dispiace tanto, ma non volevo ferirti. Quando sono arrabbiato il mio intento è quello di fare più male possibile alla persona che ho difronte, so che sbaglio ma sono fatto così e non posso farci niente>> spiega posando due dita sotto il mio mento.

<<Non pensi mai prima di parlare.>>

Con un movimento lento, sposto la sua mano da sotto il mio mento e la unisco alla mia.

<<Lo so piccola e mi dispiace, vedrò di non farlo più, ok?>> mi rassicura lui ed io, da cogliona come sempre, mi limito ad annuire.

<<Vedi Chloe..>>, si alza da terra e si siede affianco a me sul letto.

<<Io con mio padre non ho mai avuto un bel rapporto, nemmeno da piccolo e dopo l'abbandono di mia madre si è distrutto ancora di più>> rivela iniziando a fissare un punto fisso della camera.

Come..? La madre lo ha abbandonato?

<<Be' almeno ci prova a ricostruire qualcosa con te>> ribatto facendogli notare la realtà.

Il mio se ne frega altamente di come sto.

<<Si, ma io non voglio.>>

Continua a guardare nello stesso punto e la sua mascella inizia a farsi più visibile.

<<Dylan devi capire che le persone cambiano>> gli ricordo posando successivamente la mia mano sulla sua spalla.

<<Certo, lo so, ma i suoi comportamenti non potranno mai cambiare. Ciò che ha fatto a me in passato non può cambiare>> ribatte lui.

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