Capitolo 81

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Dylan

Sono ormai cinque ore che non vedo Chloe. Sono all'incirca le nove e mezzo di sera e sono ancora qui, in uno stupido bar di Los Angeles. Non è tanto lontano da casa mia, saranno più o meno venti minuti di macchina, ma per uno ubriaco come me, anche cinque minuti di macchina posso essere un inferno. Per fortuna sono uno che regge bene l'alcol, ormai possiamo dire che io e lui siamo come migliori amici. Dopo ore e ore che non guardo il mio telefono, decido di prenderlo in mano per vedere se ho ricevute altre chiamate dal numero sconosciuto.
No, e da una parte è meglio così. Le uniche chiamate che mi ritrovo sulla schermata del mio telefono, sono quelli di Chloe. Decido di non richiamarla, visto che adesso me ne ritornerò a casa. Pago il barista ed esco dal bar. Mi avvio verso la mia macchina e quando entro, subito mi squilla il telefono. Di nuovo quel dannato numero sconosciuto.
<<Pronto>> rispondo freddo, <<Dylan>> una signora risponde dall'altro campo del telefono. È la stessa voce di prima. <<Senta non so chi sia e cosa vuole da me, ma è pregata di lasciarmi in pace o finirà per beccarsi una bella denuncia>> dico scorbutico e irritato allo stesso tempo. Non mi capacito di come in questo stato, riesco a fare un discorso di senso compiuto. Di solito quando sono ubriaco l'unica cosa che mi riesce bene è rimorchiare, iniziando a fare il deficiente con tante ragazze per poi portare a letto, ma di certo non parlare in questo modo. <<Sono mamma>> la voce gli si spezza e a quelle parole il mio cuore si infrange. <<Cosa?>> rispondo incredulo, <<sono mamma, amore sono io>> la donna inizia a piangere di nuovo ed io preso dal panico gli riattacco in faccia. Non può essere...
Non può farsi viva ora, non dopo tredici anni. Non può pretendere che io l'accolga a braccia aperte, dopo tredici anni passati senza di lei. È stata lei ad abbandonarmi, a lasciarmi da solo con quel figlio di puttana di mio padre. La odio, è mia madre e so che dovrebbe essere la persona più importante della mia vita, ma ora come ora provo solo rancore, schifo e odio verso questa persona. Dopo tredici anni vuole tornare... E per fare cosa? Per portarmi con lei? Per rimettersi insieme a mio padre? Per rendermi la vita uno schifo, più di quanto già lo sia?.
Se non fosse per Chloe ora come ora non sarei qui. Non sarei il ragazzo che sono adesso, non che sia un granché. Sono quello di prima, sono stronzo, acido e odio il mondo intero. Però prima ero vuoto, avevo un vuoto dentro di me che non riuscivo a colmare in nessun modo. Molto probabilmente quel vuoto è stato causato dalla perdita di mia mamma, ma per fortuna è arrivata Chloe e ho stravolto tutto. Si è presa cura di me e tutt'ora lo sta facendo, anche se devo dire che non ho bisogno di questo. O forse si..
Di qualunque cosa abbia bisogno gli sono grato. So che è difficile stare con me, che sono uno stronzo e i miei sbalzi di umore non hanno fatto altro che provocargli un sacco di dolore e rabbia, ma nonostante tutto mi ama. Cazzo Dylan. Mi rimprovero da solo.
Perché la tratto così? È l'unica persona che riesce a sopportarmi, che riesce a sopportare i miei sbalzi di umore e nonostante questo continuo a trattarla male. Non la sento da ormai cinque ore, lei non sa dove sono e sicuramente sarà a casa preoccupata. Si chiederà dove sono, e con chi sono. Magari pensa che sia con qualche ragazza, o addirittura con Allison. Invece di dargli certezze, riesco a dargli solamente problemi su problemi, dubbi su dubbi e gli aumento del doppio le paure che ha. Comincio a pensare che forse sua madre e tutti gli altri hanno ragione. Non sono il ragazzo giusto per lei, io non mi merito una come lei. Merito di stare solo, non c'è un'opportunità per ragazzi come me. 
Sono troppo ubriaco per pensare a questo adesso. In questo momento desidero solo tornare a casa e avere Chloe tutta per me. Sapere che è a casa ad aspettarmi mi rassicura molto. Sicuramente ora quando arriverò mi riempirà di domande, mi chiederà dove sono stato, se sto bene e tutto quanto, e mi va bene. Mi va bene essere assalito di tutte queste domande, anche da ubriaco. Mi va bene perché so che la persona che mi riempie di domande, fino a farmi venire il mal di testa, è lei. E nessun'altra.
Parto e dopo una mezz'oretta arrivo a casa. C'ho messo così tanto perché ho trovato traffico durante il tragitto.
Entro in casa e come immaginavo, Chloe si precipita verso di me.
<<Ehi, si può sapere dove sei stato? Ti ho chiamato per tutto il pomeriggio e non mi hai risposto>> viene nella mia direzione ed io mi tolgo il giubbotto,per poi appenderlo nell'attaccapanni. <<Dylan ti ho fatto una domanda. Non puoi tornare a casa quando..>> la zittisco con un bacio. È sbagliato, tutto questo: è sbagliato e lo so. Io sono sbagliato, il mio comportamento è sbagliato, lei è sbagliata, noi siamo sbagliati, ma sono troppo sbronzo per pensare a questo proprio adesso. Mi prenderò le mie responsabilità domani, non ora. Si stacca dalle mie labbra e mi guarda inferocita. <<Dylan non puoi risolvere tutto con un semplice bacio>> arretra di un passo, <<e per di più sei ubriaco, che cosa hai fatto? Dove sei stato?>> domanda ulteriormente, <<ti prego Chloe ne ho bisogno, ho bisogno di te. Dopo ti spiegherò tutto ma ti prego, anzi ti scongiuro, di dirmi che mi vuoi. Che mi vuoi come io voglio te>> avanzo verso di lei e le sfioro la pelle calda del viso. Quel tocco provoca in Chloe un brivido di freddo, a causa del contatto delle mie mani fredde e ruvide sulla sua pelle calda e liscia. <<Si che ti voglio>> sussurra a pochi centimetri dalle mie labbra. Ha l'aria così innocente e dolce, che per un secondo non penso più alle cose sporche che vorrei fargli.
Le afferro delicatamente il viso e unisco le nostre labbra in un bacio lento, ma allo stesso tempo voglioso e pieno di passione.
Prima o poi questa ragazza mi farà perdere la testa. L'afferro per il retro delle cosce e la sollevo da terra. Avanzo verso le scale e quando arrivo in camera mia, adagio Chloe sul letto, mettendomi in mezzo alle sue gambe. Con un ginocchio premo sulla sua intimità e lei geme sopra le mie labbra. Inarca la schiena e mi stringe il ciuffo, quando le infilo la mano nelle mutandine. <<Sei sempre così bagnata per me>> le sussurro sopra le labbra. Lei in risposta mi bacia e inarca sempre di più la schiena, venendo contro la mia mano. <<Devo ricambiare il favore dell'altro giorno>> sorrido maliziosamente mentre gli sfilo la maglietta. <<Dylan s-sei sicuro? Sei ubriaco e non voglio che..>> cerca di dire, <<shh>> la zittisco di nuovo. Le lascio una scia di baci in tutto il corpo e quando gli sfilo il reggiseno, mi avvento immediatamente sui suoi seni. Succhio con forza i capezzoli e con la lingua svolgo dei movimenti circolari intorno a quest'ultimi. Scendo sempre di più e quando arrivo all'orlo dei pantaloni gli e li sfilo direttamente, senza chiederle il permesso o meno. So benissimo che mi vuole. Lo percepisco. Mi desidera, più di ogni altra cosa. Le sfilo anche le mutandine rosse di pizzo e mi avvento su di lei.
Sussulta di piacere quando le mie dita si fanno strada in lei. <<Dimmi che sono l'unico Chloe, ne ho bisogno>> rallento il movimento, <<s-si sei l'unico, ma ti prego Dylan aumenta di nuovo l-la velocità>> mi prega, <<cosa sono io?>> rallento ancora di più. Sono uno stronzo e lo so, ma mi piace un sacco provocarla e ridurla in questo stato. <<Se-sei l'unico>> dice ansimando, <<molto bene>> riprendo con il movimento e lei si trattiene. <<Non trattenerti, voglio sentirti urlare il mio nome>> dico con voce allettante aumentando sempre di più la velocità. Passano pochi minuti quando Chloe raggiunge il massimo. Sfilo le dita e succhio il liquido che ha lasciato la mia amata, proprio su quest'ultime. <<Non smetterò mai di dirti che amo il sapore che hai>> le mordo il labbro inferiore e lei infila le mani tra i miei capelli.
Sono ancora vestito io, ma Chloe sembra già aver capito a cosa sto pensando, perché proprio in quel momento afferra l'orlo della mia maglietta nera e la sfila. Rimane qualche secondo a fissare i miei muscoli, e successivamente mi guarda negli occhi. <<Questo corpo è fatto per me. Promettimi che sarai solo tu a toccarmi, promettimi che sarò solo tua>> dice con un tono di voce speranzoso e disperato. Mi stupisco delle sue parole. La Chloe di due mesi fa non mi avrebbe mai detto una cosa del genere. È sempre stata una ragazza timida, innocente e inesperta nell'ambito sessuale, ma adesso, sentirla parlare così mentre mi supplica di rimanere al suo fianco, mi eccita da morire e non posso fare altro che rassicurarle del fatto che sarà così.
<<Te lo prometto>> la bacio e le accarezzo i capelli leggermente bagnati, a causa del sudore. Nel mentre lei mi sbottona i pantaloni e afferra la mia erezione tramite i boxer.
Mi alzo in piedi e mi sfilo immediatamente i jeans, faccio lo stesso con i boxer e ritorno sopra di lei. Gemo quando sento passare il suo polpastrello sopra la punta del mio cazzo. Con un movimento veloce mi fa stendere sotto di lei e monta a cavalcioni sopra di me. Mi stupisco del gesto appena compiuto, sicuramente deve averlo imparato da me visto che ogni volta sono io a fare questo passo qui, portandola sotto di me. Sorrido divertito e mi mordo il labbro. Inizia ad ondularsi sul mio sesso e gemo quando sento, per la prima volta, il contatto di pelle contro pelle. <<Mi farai venire così se non la smetti>> confesso trattenendo un gemito. Lei sorride e mi bacia.
Succhia con forza il mio collo, lasciando un segno violaceo. Si ferma e mi guarda. Mentre mi guarda capisco che devo farla stendere sotto di me, per avere quel contatto che entrambi desideriamo. Mi alzo sui gomiti ma lei mi ributta giù. <<Che fai?>> chiedo con un ghigno in faccia, <<voglio provare a farlo in questa posizione. Sempre se per te va bene>> dice impacciata. Rido divertito <<certo che mi va bene, ma sei sicura? Guarda che così è molto più intenso>> l'avverto, <<non mi importa niente, voglio provare ugualmente. Se non mi ci trovo mi fermo, ma ti prego fammi provare>> dice in tono lamentoso, insistendo. Le sorrido per farle capire che ha via libera di fare qualunque cosa con il mio corpo e lei si alza da me per andare a prendere il preservativo nel mio cassetto. Lo apre e me lo infila. Rimango sbalordito quando vedo che riesce a infilarmelo senza difficoltà e senza timore. Mi c'è voluto più tempo a me per imparare, e questa qua già in tre volte sa già le mie mosse e per di più anche infilare un preservativo. Devo ancora insegnarle tante cose, ma mi fa piacere sapere che è un'alunna molto attenta e che apprende subito dal maestro. Chloe si cala su di me e chiudo gli occhi quando inizia a muoversi. <<Fai su e giù Chloe, aspetta ti faccio vedere come>> la prendo per i fianchi e inizio a fare su e giù con il suo corpo. Dopo qualche secondo capisce cosa deve fare e come continuare, così le lascio i fianchi e posiziono entrambe le mie braccia dietro la mia testa. Appoggia le mani sul materasso e aumenta ancora di più la velocità, iniziando a twerkare sul mio cazzo. Geme e sento che sta per venire. Decido di aiutarla e così alzo e abbasso il bacino, spingendomi sempre di più verso di lei. Chloe geme e si morde il labbro per non urlare. La blocco per i fianchi, facendole smettere di muoversi e finisco io il lavoro. La spingo sempre di più verso il mio sesso e inizio a dare delle spinge secche e allo stesso tempo veloci. Dopo qualche minuto veniamo entrambi, gemendo l'uno sulla bocca dell'altro.

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