Capitolo 12

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Chloe

Oggi è domenica e domani finalmente iniziano le prime lezioni.
Devo dire che sono molto curiosa di sapere che cosa mi aspetterà in quest'anno scolastico, ma vabbè, non voglio pensarci.
Per adesso, preferisco godermi il mio ultimo giorno di vacanza se così si può definire.

<<Buongiorno Chloe>> dice con voce impastata Lea.

<<Buongiorno>> replico alzandomi dal letto.

Si alza pure lei e apre entrambe le finestre per dare aria alla stanza.

<<Scusami per ieri sera, ho reagito male e lo ammetto, ma voglio che tu capisca che se sono stata così dura e acida con te è solo ed esclusivamente per il tuo bene.
Mi preoccupo per te e voglio farti capire che razza di persona di merda è Dylan. 
Non voglio che tu soffra come ho.. Come hanno fatto tutte le ragazze che gli sono andate dietro..>> ammette voltandosi verso di me.

<<Non accadrà, stai tranquilla. Non mi piace e ti ricordo che sono fidanzata>>, le sorrido in modo comprensivo e le rinfresco la memoria.

<<Certo lo so, ma non mi meraviglierei se succedesse il contrario. Dylan può avere ogni difetto, ma la bellezza è il suo punto forte. Tutte hanno sempre cercato di resistergli, ma nessuna ci è riuscita e non mi stupirei se anche tu...>> si interrompe, <<insomma si.. Se anche tu finissi nel suo letto>> conclude.

Non lo farei mai. Ho il ragazzo e poi lui.. Lui è così, così.. Così cattivo che non ti avvicina per nulla. Anzi, ti allontana soltanto.

<<È un ragazzo deciso e se si mette in testa di voler una cosa va a finire che la ottiene sempre>> continua.

<<Lo so ma tranquilla davvero, amo il mio ragazzo e sto bene con lui>> la rassicuro.

Non sono sicura di ciò che dico, lo amo da morire Noah ma certe volte preferiti non farlo.
Mi è capitato molte volte di dubitare del mio amore nei suoi confronti ma non so perché.

Mi sono sentita una merda ieri sera sapendo che il mio amato era in un'altra città, ed io a spassarmela con uno stronzo.
Ho sbagliato, avrei dovuto fermarlo subito.

Perché non l'ho fatto?

<<Va bene se lo dici tu>> si interrompe di nuovo e prende fiato, <<che pensi di fare con il tuo ragazzo? Gli dirai di Dylan?>> domanda.

Oh cavolo non ci avevo pensato.

<<Oh ecco non lo so, non penso, infondo è stato solo un bacio insignificante quindi non penso di dirglielo>> dico convinta.

Lei si limita ad annuire ed esce dalla stanza.

È strana, si vede che questa storia di Dylan non le è proprio piaciuta, l'ha turbata molto a quanto pare. Capisco che è preoccupata e che ci tiene a me, anche se mi conosce solo da qualche giorno, ma infondo è stato solo un bacio, non capisco perché se la sia presa così tanto.

Senza pensare troppo mi vesto e mi sistemo i capelli, per poi andare in bagno a lavarmi i denti. Quando ritorno in camera, prendo il telefono, guardo l'ora e noto che sono le nove.

Mi ritrovo tre messaggi da Noah e due da mamma, rispondo ad entrambi dandogli il buongiorno e poi vado verso lo specchio per truccarmi. Metto un filo di eye-liner e un po' di mascara ed infine esco.

Mentre mi avvio verso la porta mando un messaggio a Lea chiedendole dov'è ma non ricevendo risposta decido di mandarne uno anche a Carol che, per fortuna, poco dopo si degna di rispondermi.
Sono tutti insieme in un bar qui vicino, Lea compresa.

Mi faccio inviare la posizione del bar e successivamente apro la porta per uscire.
Mentre mi avvio verso questo luogo sconosciuto, mi arriva una notifica da mia madre.

Buona giornata. Dice il messaggio .

La ringrazio e poi torno sulla cartina per vedere il luogo indicato dalla mia amica.

Arrivata inizio a fissare la struttura.
È un ristorante-bar credo e al di fuori sembra molto carino. Mi soffermo sulla fantasia dei muri e su ogni particolare per poi entrare.

Subito vado a sbattere contro qualcosa o meglio dire, contro qualcuno.
Quest'ultimo mi cinge i fianchi in modo da non farmi cascare e quando mi giro vedo l'ultima persona che avrei voluto vedere.

<<Stai più attenta la prossima volta>> dice con aria scorbutica Dylan.

Tiene ancora le mani sopra i miei fianchi e per un momento mi chiedo perché non si sia ancora staccato da me.

<<Lasciami stare>>, mi libero da lui e lo guardo male.

<<Non l'ho fatto apposta>> confesso.

Mi guarda e senza dire una parola se ne va dandomi leggermente una spallata.

<<Stronzo>> sussurro.

Improvvisamente mi sento prendere per il polso e mi ritrovo faccia a faccia con lui.

<<Che cazzo hai detto?>> mi domanda in tono minaccioso.

Il suo tocco mi sta facendo male, stringe forte il mio polso in modo da non farmi andare e istintivamente gli rivolgo una smorfia di dolore.

<<Mi stai facendo male>> gli faccio notare.

Lui allenta la presa ma continua a tenermi ben salda per il polso.

<<Allora? Che cazzo hai detto prima>> ripete in tono secco.

<<Che sei uno stronzo ecco cosa ho detto>>, mi libero dalla sua presa e gli do una piccola spinta. Ma guarda un po' questo!

Subito vado in cerca degli altri e quando li vedo in lontananza mi lascio scappare un sospiro di sollievo.

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