«Eccola!»
Il cuore di Alessio fece un doppio salto carpiato.
Wysniewski Kornelia, Via Teresa Gnoli 71
Doveva essere una di quelle vie attorno al mercato di Monte Mario. Relativamente vicina a casa sua, quindi.
Andarci a piedi era fuori questione, avrebbe dovuto prendere due autobus o farsi accompagnare in scooter da Manuel, ma non era distante come temeva. L'idea di incontrarla per caso dove sarebbero stati semplicemente un ragazzo e una ragazza (pardon, donna, è una donna che potrebbe quasi essere mia madre) invece che studente e insegnante, gli sembrava sempre più geniale.
Come aveva fatto a non pensarci prima?
Trovarla sull'elenco del telefono, oltretutto, poteva significare che viveva per conto proprio e che non fosse sposata. Del resto non portava né fede né fedina, era stata una delle prime cose che aveva notato osservando le sue belle mani lisce.
L'ultima lezione era stata un disastro. Kornelia l'aveva ignorato tutto il tempo, tranne per l'unico momento in cui gli aveva posto una domanda (sicuramente per verificare stesse davvero seguendo la spiegazione) e l'aveva chiamato per cognome, come faceva con gli altri suoi compagni. Però, a pensarci bene, quel disinteresse nei suoi confronti era troppo eccessivo per essere genuino. Era di sicuro solo un modo di evitare che qualcuno potesse fare illazioni su quello che stava nascendo tra loro, non poteva biasimarla. Rischiava di perdere il lavoro o comunque di farsi una pessima reputazione, il mondo era ancora troppo bigotto per accettare l'idea che una trentenne e un diciottenne potessero avere una relazione sana e pulita.
Mi inventerò qualcosa, ora so anche dove abita.
Alessio tagliò due fette di pane, le cosparse di olio e sale e, arraffata una lattina di Coca Cola dal frigo, si spostò in sala da pranzo. Non si era accorto che Tommaso era rientrato e si stupì di trovarlo sul divano.
Cambio di programma. Avrebbe fatto merenda in camera.
La voce della Bestia lo raggiunse come una frustata.
«Ma dove vai? Stai un po' qui con me, una volta tanto.»
«Devo finire i compiti.»
«Puoi dedicarmi una mezz'oretta, non crollerà il mondo.»
«Altrimenti?»
«Altrimenti cosa?»
«Cosa mi fai se non voglio stare un po' qui con te?»
«Non dirmi che hai paura di me!» Tommaso scoppiò a ridere e accarezzò l'aquila di metallo che decorava la fibbia della sua cintura. «Se non vieni a sederti qui ti infilo una bottiglia nel culo e poi ti prendo a cinghiate, ovvio!»
«Non ci trovo niente di divertente.» replicò il ragazzo, disgustato. L'idea che il quasi-patrigno potesse davvero fare una cosa del genere non gli sembrava così assurda.
«Figuriamoci. Ti manca proprio il senso dell'umorismo. Dai, Ale, non farmi incazzare, che oggi mi gira benissimo.»
«Ti hanno dato quel lavoro?» Alessio si arrese. Non raggiunse l'uomo sul divano, però. Prese invece posto su una sedia davanti a lui, con le gambe accavallate e le braccia conserte.
«No, ho scopato con tua madre tutta la mattina. Oh, non dovevo dirtelo? Ti ho messo in imbarazzo?»
«Perché fai così? Pensi che parlarmi di sesso come se fossi al bar con i tuoi amici ci avvicini?»
«Di che altro potrei parlarti? Non so niente di te. Sei chiuso e ostile.»
«Raccogli quello che semini.»
Dall'espressione di Tommaso, sembrava evidente non avesse ben chiaro il significato di quella frase. Grazie anche alle continue correzioni di Marta, che gli aveva insegnato l'uso dei congiuntivi e tanti vocaboli di cui ignorava l'esistenza, si esprimeva correttamente, ma rimaneva un uomo ignorante dalla cultura dozzinale. Le uniche metafore che capiva includevano deretani, organi genitali e pratiche sessuali.
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Alessio
General FictionATTENZIONE! Storia ad alto contenuto di violenza, descrizioni crude e linguaggio spesso volgare. -5 luglio 1999- "(...) paziente non collaborativo, mostra ostilità e atteggiamento provocatorio verso il personale medico. Nega di aver tentato il suici...
