Sette e mezzo.
Sette. E. Mezzo.
Quella era stata un'interrogazione da nove, Alessio ne era straconvinto. Aveva svolto lo studio di funzione rapidamente, senza esitazioni, in modo talmente impeccabile che Gerardo non si era sentito in dovere di alzare la mano e puntualizzare su qualche passaggio. Aveva risposto a tutte le domande dimostrando una perfetta padronanza dell'argomento. Si era persino comportato bene, evitando sguardi allusivi e battute a doppio senso, perché mai lei aveva voluto mortificarlo? Ce l'aveva con lui? E allora perché non gliel'aveva detto chiaramente, invece di abbassargli la media a un mese dalla fine della scuola?
L'idea di quello che gli avrebbe fatto Tommaso se fosse venuto a saperlo gli diede la nausea.
Stavolta finisco come minimo in ospedale, poco ma sicuro.
«Sono stato tanto mediocre?» chiese, sforzandosi di sorridere.
«Mediocre? Ti ho dato un buon voto, molto più della sufficienza.»
«Ma io ho studiato tantissimo, dovevo confermare la mia media. Guardi il registro, non ho mai preso meno di otto e mezzo!»
Kornelia rimase impassibile.
«Non sempre le cose vanno come vorremmo.» disse, scrollando le spalle.
Maledetta stronza, fai anche la spiritosa? Vuoi rovinarmi la vita perché non sono il tuo tipo?
«Secondo me meritava di più.»
Ecco. Persino Gerardo si era reso conto dell'ingiustizia che aveva subito. Quel voto era di una crudeltà talmente gratuita che invece di far gioire uno dei suoi nemici, l'aveva portato a solidarizzare con lui.
«Sicuramente. Avrà modo di recuperare.»
Vaffanculo.
Alessio tornò al proprio banco sconfitto e ferito, ed evitò accuratamente di incrociare lo sguardo di Manuel. Sapeva cosa stava pensando. Te l'avevo detto che ti saresti cacciato in qualche guaio. E non aveva neppure idea della portata di quel guaio, lui che poteva permettersi di tornare a casa persino con un'insufficienza, senza conseguenze.
Il comportamento di Kornelia gli ricordò quello di sua madre, amore e odio, con una sostanziale differenza: l'aveva punito ingiustamente, come se innamorarsi di lei e cercare di farglielo capire fosse una colpa.
Maurizio Albero prese il suo posto alla lavagna. Fece confusione, si arenò a metà esercizio, si riprese dopo un suggerimento della professoressa e procedette poi spedito, riuscendo a salvare il salvabile. Sei e mezzo. La sua sufficienza stiracchiata era salva. Sorrise come se si fosse laureato in Astrofisica col massimo dei voti e la lode.
Poi fu il turno di Manuel. Indossava la camicia che gli aveva prestato il giovedì precedente e che su di lui faceva tutt'altro effetto. Manuel sì che era un bel ragazzo! A volte li scambiavano per fratelli, per via della struttura fisica simile, dei capelli scuri e folti, e di una certa somiglianza nei tratti del viso, ma Alessio sapeva che questo non implicava fossero entrambi piacenti. Fossero stati davvero fratelli, lui sarebbe stato quello venuto male, la brutta copia.
La sicurezza con cui l'amico affrontò l'interrogazione, poi, fu reale, ben diversa dalla sua strafottenza. E pensare che pochi giorni prima era convinto che non ce l'avrebbe mai fatta a prendere un buon voto nella materia che tanto lo terrorizzava!
Otto e mezzo.
Alessio ne fu felice. Non sarebbe mai riuscito a odiarlo per essere tutto quello che lui non era.
La Wysniewski aveva valutato equamente i suoi compagni. Forse, in fin dei conti, era stata corretta anche con lui? Forse lui aveva peccato di presunzione, pensando di meritare di più?
Quel pensiero gli fece compagnia per buona parte della giornata scolastica, rendendolo taciturno e distratto, e lo mollò solo a pranzo, sostituito dalla preoccupazione che lo coglieva sempre all'ora dei pasti. L'apparente buonumore della Bestia non era un buon motivo per abbassare la guardia.
A metà pomeriggio, tornando dalla palestra, decise di prendere l'autobus che andava nella direzione opposta a quella di casa sua.
STAI LEGGENDO
Alessio
Fiksi UmumATTENZIONE! Storia ad alto contenuto di violenza, descrizioni crude e linguaggio spesso volgare. -5 luglio 1999- "(...) paziente non collaborativo, mostra ostilità e atteggiamento provocatorio verso il personale medico. Nega di aver tentato il suici...
