Alessio aprì gli occhi e li richiuse subito, infastidito dalla luce che invadeva la sua stanza. La sera prima non aveva abbassato la tapparella, ed era evidente non fosse l'unica cosa di cui si era scordato. Riaprì gli occhi, stavolta più lentamente. Aveva mal di testa. Ivanka era sdraiata accanto a lui, ancora addormentata, con indosso una sua maglietta e null'altro, lui era completamente nudo.
Abbiamo fatto sesso?
Ci mise un po' a ricostruire quello che era successo dopo cena, e la colpa doveva essere dell'alcol. Ai piedi del letto c'erano una bottiglia di vodka, vuota, e numerose lattine di birra. Nel portacenere sul comodino, quel che rimaneva di tre spinelli. Si alzò in fretta e furia, e come prima cosa si preoccupò di far sparire le tracce dello sballo notturno. I suoi erano partiti per un weekend romantico nella campagna toscana, come facevano ogni anno in occasione del compleanno di Tommaso (e per la prima volta gli avevano dato fiducia, lasciandolo a casa da solo invece di parcheggiarlo da qualche vicino), ma non sapeva quando sarebbero tornati, non ricordando i turni di sua madre. Che Ivanka avrebbe dormito da lui l'avevano messo in conto, Tommaso gli aveva anche fatto l'occhiolino e allungato tre profilattici con fare complice, ma ubriacarsi e, soprattutto, fumare erba, rientrava tra le Cose Da Non Fare, passibili di punizione. E se di beccarsi qualche cinghiata non gli importava, l'idea che avrebbero informato i genitori dell'amica era intollerabile.
Svuotò il portacenere nel cesso, nascose bottiglie e lattine in fondo all'armadio, e spalancò la finestra per arieggiare la stanza. Pian piano iniziò a ricordare: il giorno prima aveva dormito tutto il pomeriggio, come accadeva spesso negli ultimi tempi. Il suo ritmo sonno-veglia era completamente sballato da quando gli amici avevano ripreso a studiare e lui non aveva niente da fare tutto il giorno. Si alzava di malavoglia alle nove del mattino, ciondolando annoiato per casa, e si riaddormentava dopo pranzo se non trovava niente di abbastanza interessante a cui dedicarsi. La sera era quindi vispo come un grillo: di mettersi a letto per le undici non se ne parlava proprio, volente o nolente faceva le ore piccole a leggere, scrivere o disegnare, dormiva poco e si rifaceva il pomeriggio seguente, in un circolo vizioso che stava diventando la sua routine.
Poi, cosa aveva fatto poi? Aveva cenato con Ivanka. Pizza, gli ricordarono i cartoni vicino alla pattumiera. Una serata normale, piacevole, fino a che non aveva deciso di chiamare Manuel. E aveva scoperto che l'amico e Gerardo erano andati al luna-park senza di lui. Oh certo, avevano provato a chiamarlo, almeno così diceva Manuel, ma evidentemente era immerso in un sonno talmente profondo che non aveva sentito squillare il telefono. Si era sentito abbandonato, tradito. Inutile. I suoi amici potevano divertirsi anche senza di lui, e a giudicare dal tono di Manuel, si erano divertiti parecchio.
A nulla erano serviti gli sforzi di Ivanka di convincerlo che nessuno voleva metterlo da parte: se davvero ci avessero tenuto, sarebbero passati a prenderlo. Il suo buonumore si era dissolto in un istante. Si era messo a piangere implorando l'amica di non lasciarlo solo e lei, vedendo che stava esagerando con l'alcol e con l'erba, l'aveva fatto sdraiare sul letto, gli aveva sfilato i jeans e l'aveva distratto con uno di quei giochini che a lui piacevano tanto, fino ad avere un rapporto sessuale completo.
Tecnicamente, aveva tradito Kornelia. Non si sentiva in colpa, però. Il sesso tra lui e Ivanka non era amore. Era un gioco, un bisogno, un modo di star meglio senza farsi del male. Mentre faceva la doccia, comunque, si chiese se Manuel e Gerardo non avessero ragione. «Siete legatissimi, vi piacete, cosa aspettate a mettervi insieme?»
Non seppe darsi una risposta. E ci sarebbero voluti ancora degli anni prima che sentisse la necessità di scavare a fondo nei propri comportamenti.
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«Alessio, vieni in cucina, subito.»
Guai in vista. Sua madre aveva un tono che non prometteva nulla di buono. Non l'aveva neanche chiamato tesoro.
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Alessio
General FictionATTENZIONE! Storia ad alto contenuto di violenza, descrizioni crude e linguaggio spesso volgare. -5 luglio 1999- "(...) paziente non collaborativo, mostra ostilità e atteggiamento provocatorio verso il personale medico. Nega di aver tentato il suici...
