Alessio rimase a fissarla imbambolato, incapace di guardarla negli occhi, ma soprattutto incapace di dire anche una sola parola.
Se un adulto esordiva con devo parlarti , c'era da aspettarsi una cosa sola: rogne. L'aveva imparato nel peggiore dei modi otto anni prima, quando sua madre l'aveva portato a prendere il gelato in un bellissimo bar del centro e, mentre gustavano le loro coppe giganti, aveva pronunciato la frase che avrebbe segnato l'inizio di un incubo mascherato da sogno.
«Tesoro, devo dirti una cosa. Ho conosciuto un ragazzo a cui voglio molto bene e quando avremo la casa nuova verrà a stare da noi. Domani ci porta a pranzo fuori e lo conoscerai... Lui non vede l'ora di conoscere il mio bambino.»
Da allora non c'era mai stata un'eccezione alla regola: devo parlarti o devo dirti una cosa implicavano sempre guai in vista.
«Dov'è finita la tua parlantina?» Kornelia gli sorrise. Non sembrava né arrabbiata né preoccupata quindi, forse, c'era ancora speranza che quella giornata iniziata male non peggiorasse ulteriormente e addirittura che prendesse la piega che lui aspettava da due settimane. «Sei diventato timido?»
«Io sono sempre stato timido.»
Ma che sto dicendo? Avrei fatto meglio a rimanere in silenzio.
«Oh sì, me ne sono accorta. Sali, dai.» La donna si guardò intorno un po' in apprensione, mentre Alessio, come ipnotizzato, prendeva posto sul sedile del passeggero. Sembrò sollevata quando lui chiuse lo sportello, permettendole di ripartire.
«Non vorrei ci vedesse qualcuno e si facesse strane idee» spiegò, accelerando. «Che dici? È inopportuno dare un passaggio a uno studente?»
«Penso di no. E poi io sono maggiorenne.»
«Sarai pure maggiorenne ma sei sempre un ragazzino. E io sono la tua professoressa, non una tua amica.»
«Questa macchina non è adatta a chi è più alto di un metro e cinquanta!»
«Hai sentito cosa ti ho detto?»
«Certo. Sta ribadendo la differenza d'età tra noi, e il tipo di rapporto che ci lega.»
«Ti esprimi in modo molto più maturo dei tuoi coetanei, dimostri un paio d'anni di più e hai più esperienza con le donne della maggior parte di loro, ma rimani un diciottenne, Alessio. Devo spiegarmi meglio?»
«È stata chiarissima.»
«Puoi darmi del tu. Non in classe, però.»
«Mancano solo tre settimane alla fine della scuola.»
«Pensi di riuscire a comportarti decentemente per venti giorni?»
«Era questo quello che mi dovevi dire?» Alessio non riuscì a celare un certo fastidio. Il suo tono di voce divenne gelido. «E dove stiamo andando? Non ti ho detto dove abito.»
«Tu invece sai dove abito io, vero?» Kornelia si voltò a guardarlo, aspettandosi di vederlo arrossire o abbassare lo sguardo, ma il ragazzo invece le rivolse un sorriso furbo, volutamente seduttivo.
«Quella è stata una mossa da sedicenne, in effetti. Immagino che da me ti aspettassi qualcosa di più.»
Fu lei ad arrossire.
«Senti, questa cosa dobbiamo chiarirla una volta per tutte» disse. «Ti va di pranzare insieme? Se devi avvisare i tuoi, nella borsa appesa al sedile c'è un telefono cellulare. Sai come si usa?»
«La mia mamma e il mio papà sono al lavoro, e non vogliono che io vada in macchina con chi conosco poco, ma io sono un bambino disubbidiente.»
***
Kornelia si concentrò sul traffico e non disse una parola finché non arrivò di fronte a una piccola tavola calda, in una zona isolata alla periferia estrema della città. Era palesemente imbarazzata da quel ragazzo dallo sguardo magnetico e dall'atteggiamento spavaldo. Reputò di averlo sottovalutato e iniziò a temerlo. Non era la prima volta che uno studente mostrava interesse per lei, ma fino ad allora si erano limitati tutti a guardarla con occhi innamorati, a sgomitare per il primo banco e ad avvampare quando gli rivolgeva la parola. Alessio Speranza invece sembrava in grado di spingersi oltre, nonostante i suoi primi approcci fossero stati tutto sommato ingenui.
Si sforzò di non guardarlo troppo perché le suscitava pensieri indecenti e inconfessabili.
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Alessio
Fiction généraleATTENZIONE! Storia ad alto contenuto di violenza, descrizioni crude e linguaggio spesso volgare. -5 luglio 1999- "(...) paziente non collaborativo, mostra ostilità e atteggiamento provocatorio verso il personale medico. Nega di aver tentato il suici...
