I see the bad moon a-rising
I see trouble on the way
I see earthquakes and lightnin'
I see bad times today
Don't go around tonight
Well it's bound to take your life
There's a bad moon on the rise
(CCR- Bad moon rising)
Gli eventi che portarono al suo primo, grande crollo, furono innescati dalla caduta di una vecchia tazza bianca e blu che si frantumò sul pavimento in una perfetta metafora di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.
La mattina del quindici dicembre, un giovedì, Alessio si alzò presto per andare a correre per le strade del quartiere. Al ritorno trovò il patrigno che faceva colazione e, dopo una doccia veloce, si sedette a tavola con lui.
Nelle ultime settimane, sembrava aver trovato un equilibrio. Il senso di tragedia imminente aveva lasciato il posto a un umore quasi euforico, facendogli credere di essere finalmente a una svolta. La sua relazione con Kornelia procedeva a gonfie vele, nonostante lei non si fosse ancora decisa a mollare il compagno ufficiale. Jon si era dimostrato una presenza costante e benefica, una sorta di figura paterna dalla pazienza infinita. Sua madre lo sommergeva di attenzioni, Tommaso continuava a sorprenderlo con atteggiamenti che sfioravano vere e proprie manifestazioni d'affetto. E poi, naturalmente, c'erano Ivanka, Gerardo e Manuel, amici fidati come sempre.
Versò in una ciotola una generosa porzione di Coco Pops e li inondò di latte.
«Stai facendo un buon lavoro» gli disse il patrigno, con lo sguardo compiaciuto. «Stai mettendo su un fisico da paura, se continui a impegnarti diventerai come me.»
«Io non voglio diventare come te.» In nessun senso. «Sei troppo grosso. »
«Ho solo un po' di pancia.» Tommaso tamburellò con una mano sul ventre sporgente. «Il resto sono tutti muscoli. Non dar retta a tua madre, alle donne piacciono gli uomini massicci, non i fotomodelli finocchi. E con un corpo come il mio non hai paura di niente. Potrei ammazzare chiunque a mani nude.»
Non ho il minimo dubbio.
Alessio, pur vivendo ancora in stato di costante allerta, ora provava più rabbia e disgusto che paura. Il patrigno poteva sforzarsi quanto voleva, non toccarlo più neanche con un dito, diventare completamente astemio, ma nulla avrebbe mai cambiato il suo nucleo marcio.
«Io sono diverso da te» ci tenne a precisare. «Non voglio suscitare terrore e soggezione, la violenza mi fa schifo.» Il rapporto col suo corpo stava cambiando, virando sempre più verso la sola preoccupazione estetica. Almeno, questo era quello che credeva. A livello inconscio, sentiva ancora la necessità di diventare più forte, per scoraggiare la Bestia dall'aggredirlo e non soccombere in caso non fosse riuscito a evitare uno scontro fisico.
«È perché l'hai sempre subita. Ma imparerai presto che o ti fai rispettare, o passerai il resto della tua vita da vittima. Ricordati sempre una cosa: chi se fa pecora il lupo se lo magna. Il mondo funziona così, principino.»
Alessio riprese a mangiare in silenzio, facendo il bis di latte e cereali al cioccolato. Con la bocca piena non correva il rischio di dire qualcosa che poteva risvegliare il mostro che, ne era strasicuro, si era solo assopito. Finita la sua colazione, decise che avrebbe sparecchiato la tavola e lavato le poche stoviglie per far trovare a sua madre tutto pulito e in ordine. Nel farlo, la tazza di Tommaso gli scivolò dalle mani e finì sul pavimento, frantumandosi.
L'uomo lanciò un urlo sovrumano, rimase qualche istante a guardare i cocci di ceramica, poi lo afferrò per un braccio e lo scaraventò contro il muro. Era furibondo.
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Alessio
Ficción GeneralATTENZIONE! Storia ad alto contenuto di violenza, descrizioni crude e linguaggio spesso volgare. -5 luglio 1999- "(...) paziente non collaborativo, mostra ostilità e atteggiamento provocatorio verso il personale medico. Nega di aver tentato il suici...
