Warning: violenza fisica e psicologica su minori (ma dai? che novità).
Marzo 1987
«Quando ti vedo disegnare mi si scontorcono le budella.» Tommaso afferra un mestolo di legno dalla pila di stoviglie ancora da lavare e lo colpisce sulla mano con cui stringe il pastello a cera. Tre volte, come di consueto.
«Devi usare la destra!» tuona a ogni colpo, come se stesse compiendo una sorta di rituale.
Alessio ricaccia indietro le lacrime perché non vuole beccarsi anche una bella dose di cinghiate, prende foglio e pastelli e se ne va in camera sua. Sedersi a disegnare al tavolo della cucina è stata una pessima idea, una leggerezza che non poteva permettersi. Marta è al lavoro e lui è a casa solo con il Quasi Patrigno. Deve stargli il più possibile lontano.
Guarda desolato la propria opera, pensando che, a dispetto di quanto dicano sua madre e la prof di Educazione Artistica, come artista è proprio mediocre. Quello che dovrebbe essere il ritratto di Tommaso somiglia più a un lupo mannaro, ha esagerato con peli e capelli, e quegli occhi senza pupilla probabilmente avranno senso solo per lui. Ma ormai è fatta. Manca meno di mezz'ora all'incontro settimanale dell'oratorio e non ha tempo di fare un altro disegno. Apporta gli ultimi ritocchi e aggiunge una croce rovesciata per mettere bene in chiaro il concetto che intende rappresentare: Gesù, nella sua vita, non c'è. I suoi insegnamenti di pace, amore e speranza sono stati ribaltati dal mostro che vive sotto il suo stesso tetto, che li ha modificati a proprio uso e consumo per spaventarlo e punirlo.
Piega con cura il foglio e lo ripone tra le pagine del diario scolastico, indossa scarpe e giubbotto, e si avvia verso la parrocchia. Potrebbe prendere l'autobus, ma preferisce farsela a piedi. Ha voglia di respirare aria fresca, di passeggiare tra estranei che non sanno chi sia e che, in caso si degnassero di notarlo, vedrebbero solo un qualunque ragazzino di undici anni, un po' troppo mingherlino per la sua età ma apparentemente normale. Ha voglia di passare una ventina di minuti fuori dalle tante gabbie in cui è confinata la sua vita: casa, scuola, oratorio, piscina. L'autobus semmai lo prenderebbe per raggiungere la stazione ferroviaria e fuggire. Stavolta su un treno, non sotto.
A conti fatti, però, fuggire è una soluzione di difficile attuazione e dall'esito incerto, potrebbe addirittura peggiorare la sua situazione se qualcosa andasse storto, per cui ha deciso di cercare aiuto e visto che non riesce a farlo in modo diretto, lo farà col suo disegno.
Nei film funziona sempre: i bambini raccontano quello che non riescono a dire trasformandolo in immagini inquietanti, e per lui non è stato difficile trovare una rappresentazione efficace di quello che sta passando. Una casa senza finestre, una famiglia che a differenza delle altre è composta solo di una donna con i colori di sua madre, vestita da infermiera per fugare ogni dubbio, e di un ragazzino sanguinante e con gli angoli della bocca rivolti all'ingiù, sovrastato da una figura nera, pelosa (troppo, ma ormai il danno è fatto) e incombente. E quella croce scura e rovesciata, così diversa da quella che irradia fasci di luce nella parte del foglio dove altri bambini sorridono e tengono la mano a madri, padri, fratelli.
Qualcuno capirà e lui stavolta non si comporterà come ha fatto con l'animatrice Alessia. Non mentirà. Non gli importa che il suo disegno non verrà scelto tra quelli che finiranno sul giornalino parrocchiale per l'articolo Gesù nelle nostre vite. Ci sono cose più importanti che un attimo di gloria effimera, e comunque già il fatto che ne verranno scelti solo cinque lo fa imbestialire: tutti dovrebbero avere il diritto di dire la propria, e sicuramente è come dice sua madre, quella stupida gara è solo un modo per spingerli a disegnare quello che vuole Padre Eustorgio. La posizione di Marta nei riguardi della religione e soprattutto della Chiesa è chiarissima, e quando lui le ha chiesto perché lo incoraggia a partecipare alle attività parrocchiali se non crede in Dio e ha una pessima opinione di suore e preti, la risposta è stata che lì può socializzare e stare con i suoi coetanei in un ambiente sicuro, fintantoché non si lascia abbindolare da leggende e storielle.
STAI LEGGENDO
Alessio
Ficção GeralATTENZIONE! Storia ad alto contenuto di violenza, descrizioni crude e linguaggio spesso volgare. -5 luglio 1999- "(...) paziente non collaborativo, mostra ostilità e atteggiamento provocatorio verso il personale medico. Nega di aver tentato il suici...
