ATTENZIONE! Storia ad alto contenuto di violenza, descrizioni crude e linguaggio spesso volgare.
-5 luglio 1999-
"(...) paziente non collaborativo, mostra ostilità e atteggiamento provocatorio verso il personale medico. Nega di aver tentato il suici...
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Febbraio 1987
La scuola media è terribile non è il posto per me. La scuola media è la cosa più brutta che mi è capitata a parte LS.
L'ha scritto nel suo quaderno segreto, che tiene ben nascosto in una scatola di vecchi giocattoli che non usa più. Sente il bisogno di mettere nero su bianco i propri pensieri, da qualche tempo, disegnarli non è più sufficiente. Quel quadernetto con Qui Quo e Qua vestiti da Giovani Marmotte sarà il suo primo diario e l'accompagnerà per due lunghi anni, tra i più difficili della sua vita.
Lasciare le elementari è stato traumatico. Si è trovato catapultato in un mondo nuovo e ostile, in cui è uno dei pochi bambini. Gli altri sono ragazzi, sembrano quasi adulti. Sono alti, disinvolti, parlano di sesso e videogiochi. Hanno i capelli tagliati a spazzola o con ciuffi biondo paglierino, portano jeans con l'orlo sopra la caviglia e cinte con fibbie enormi, come quella di Tommaso. Alcuni di quelli di terza hanno addirittura qualche pelo in faccia. Di solito non lo trattano male, preferiscono ignorarlo e concentrarsi su Gerardo e Luigi. Il primo è un ragazzino grasso e timido, soprannominato Polpettone, vittima prediletta degli scherzi dei compagni più perfidi, che si divertono a spostargli la sedia quando si alza per rispondere a una domanda dei professori e a deriderlo quando cade atterrando sull'ampio deretano. Il secondo ha la carnagione scura, le sopracciglia che si incontrano alla radice del naso e una grave balbuzie. Lo chiamano Negro Zagaglia e ogni volta che viene interrogato, lo tormentano facendogli il verso.
Lui non si permetterebbe mai di prenderli in giro, neanche per ottenere un po' di popolarità. Sua madre gli ha insegnato a rispettare tutti, dice che ridere di qualcuno perché ha un difetto fisico o si comporta in modo diverso dagli altri, è da stupidi. Tommaso non è d'accordo, invece. Secondo lui va rispettato solo chi ha un handicap, a parte i down (che chiama mongoloidi), i ritardati mentali e tutti quelli che campano a spese dello Stato e non saranno mai cittadini produttivi e indipendenti.
Alessio non gli dà ascolto. È abbastanza grande per capire che le idee della Bestia ( o lo Stronzo, con la esse maiuscola, da cui l'acronimo LS nel suo diario) sono intolleranti e malate. È proprio questo, il suo problema: si sente più piccolo dei suoi coetanei e allo stesso tempo più maturo. Parla e scrive meglio di loro, è interessato a quello che accade nel mondo. Ogni sera guarda il TG, anche se la politica proprio non la capisce e ancora meno l'economia. Legge, tanto. Non solo fumetti e storie per ragazzi, ma anche gialli, horror, fantascienza. Però, finiti i compiti (e a volte anche prima, se è solo in casa) accende la TV e guarda i cartoni animati, come faceva quand'era alle elementari. E sogna. Sogna di salvare la Terra alla guida di un robottone. Sogna di girare il mondo e ritrovare il suo papà, anche se ha il sospetto che basterebbe fare un giro del quartiere, o al massimo prendere un autobus. Sogna di avere superpoteri con cui sconfiggere il Male, ma anche per cavarsela nelle situazioni difficili della vita quotidiana: sfuggire a Tommaso, tornare a casa volando quando sta facendo tardi, diventare invisibile o trasformarsi in un animale per spiare gli altri e scoprire cosa pensano davvero di lui. Si immedesima in qualsiasi personaggio dall'esistenza travagliata, maschio o femmina che sia, e li ammira per la forza e il coraggio con cui vanno avanti tra soprusi, abbandoni e pericoli vari, giungendo a un lieto fine.