Same old song
just a drop of water
in an endless sea
all we do
crumbles to the ground
though we refuse to see
dust in the wind
all we are is dust in the wind
(KANSAS - Dust In the Wind)
Rientrando per l'ora di cena, perso tra mille sogni e progetti che giravano tutti attorno alla dolce e sensuale Kornelia, li trovò avvinghiati sul divano.
La bella e la Bestia.
Vedere sua madre amoreggiare con Tommaso gli dava sempre il voltastomaco. Non capiva come potesse, lei così colta, esigente, amante del bello in tutte le sue forme, aver scelto proprio quell'abominio, tra i tanti uomini che sicuramente le facevano una corte spietata.
C'era qualcosa di malato in quella relazione, qualcosa che ancora non riusciva a definire ma che lo preoccupava, lo faceva temere per la propria sorte e per quella di Marta.
Possibile che lui maltratti solo me?
Per quanto convinto di meritare botte e disprezzo, fosse solo per la propria incapacità di difendersi, Alessio si rendeva conto che il comportamento di Tommaso non era né normale né giustificabile, e soprattutto che dipendeva da lui solo in minima parte. L'idea potesse far del male anche ad altri non gli sembrava tanto peregrina, e più volte aveva chiesto a sua madre e a Ivanka se gli nascondessero qualcosa.
«No, Tommy è migliore di quello che pensi.»
«No, ma non mi piace.»
Poteva credere a quelle risposte?
«Tesoro, dove sei stato? Sono passata a prenderti in palestra tre ore fa e Manuel mi ha detto che eri già andato via.»
Marta si slacciò dall'abbraccio del compagno. Se era imbarazzata, non lo diede a vedere.
«Ho fatto una passeggiata e mi sono fermato a parlare con degli amici.» Tecnicamente era andata pressappoco così, no?
«Ti costava tanto fare una telefonata?» Tommaso si alzò dal divano e fece due passi verso il ragazzo. «Tua madre ha avuto un attacco d'ansia.»
«Non è vero. Ero un po' preoccupata, ma immaginavo fosse con qualche amico. Non aggredirlo.»
«Perché lo difendi?»
Dillo, mamma. «Perché è mio figlio. Perché gli voglio bene. Perché non voglio che lo pesti a sangue.»
Ma Marta non disse nulla. Diede un bacio alla Bestia, scostandogli con dolcezza le mani dalla cinta che già carezzava in modo allusivo. Molto probabilmente non aveva intenzione di usarla, ma godeva dell'effetto che quel gesto provocava in Alessio.
Stavolta però il ragazzo era rimasto impassibile.
«Tu rischi grosso, tesoro. Non sarò sempre così malanimo.»
«Magnanimo.» Alessio andò in cucina e si guardò attorno perplesso. Era l'ora di cena, ma non c'erano pentole sul fuoco o in forno, la tavola non era stata ancora apparecchiata.
«Stasera non si mangia?» chiese.
«Io e Tommy andiamo a cena fuori. Non abbiamo avuto tempo di fare la spesa e il frigo è praticamente vuoto.»
«Ah. Insomma, devo arrangiarmi. Ordinare delle pizze e cenare insieme no, eh?»
Ma in fondo era meglio così. Una serata tranquilla, senza battute becere e minacce più o meno velate, libero di girare per casa in maniche corte. Un piatto di pasta con olio e parmigiano sarebbe andato benissimo.
E poi c'era il vino. Insieme allo spinello che gli aveva lasciato Ivanka, l'avrebbe aiutato a rilassarsi. La chiacchierata con Kornelia aveva alimentato la speranza e la voglia di vivere che erano tornate a fargli compagnia già da qualche giorno, e ora era esausto. Aveva bisogno di una pausa.
Aspettò che i due piccioncini uscissero e passò direttamente al dopo cena, senza mangiare nulla. A stomaco vuoto l'alcol avrebbe funzionato meglio.
Per fumare si sedette sulla scrivania, davanti alla finestra spalancata. Sperava che il venticello primaverile e un'abbondante spruzzata di deodorante per ambienti sarebbero bastati a eliminare odori sospetti. In caso contrario...
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Alessio
Ficción GeneralATTENZIONE! Storia ad alto contenuto di violenza, descrizioni crude e linguaggio spesso volgare. -5 luglio 1999- "(...) paziente non collaborativo, mostra ostilità e atteggiamento provocatorio verso il personale medico. Nega di aver tentato il suici...
