Avevo la musica così alta nelle mie orecchie che quasi coprivano ogni mio pensiero, adoravo tutto ciò, stavo ballando da più o meno 10 minuti con Silvia, però nell'istante in cui Silvia si allontanò nei bagni con Milos smisi di ballare poggiandomi ad uno dei divanetti e facendomi spazio mi sedetti portando lo sguardo sul mio cellulare.
Eppure non riuscivo a decifrare nessuna lettera che c'era scritta sul mio cellulare e la colpa era soltanto dei 4 bianchi che avevo bevuto per ben tre volte.
Poggiai la schiena sul divano e sentì la voglia di vomitare, mi alzai e facendomi spazio tra la folla senti' una voce, mi girai guardando la ragazza, mi stava guardando con disprezzo e non sapevo nemmeno il motivo.
« Ailloc a puttan che se chiavat a Di Salvo, Conte e mo pure Ricci.. »
Deglutì subito, socchiusi le labbra ma non parlai, guardai la sua faccia disgustata e mi spostai appena andando nei bagni.
Era come se quella voglia di vomitare fosse sparita, come se la voglia di continuare a strafare ogni cosa prendesse sopravvento e infatti mi precipitai subito al bar guardando il ragazzo che stava già facendo un cocktail.
« Hey, mi fai un 4 bianchi? Con i più forti che hai, grazie. »
Il ragazzo mi guardò quasi compiaciuto, sospirai appena facendogli segno di fare veloce e poggiai le braccia sul bancone appoggiando il sedere allo sgabello.
« Ma che stai cumbinann Tali.. »
Girai subito la testa dietro guardando Edoardo avvicinarsi e togliermi dalle mani il drink che il ragazzo mi porse.
« Si c'è Rai natu drink t facc chiur'r! »
Disse Edoardo ingiustamente rivolgendosi al barman che annuì subito, quasi come se lo conoscesse ma infondo qui chi non conosceva un Conte? Braccio destro di Ricci.
« Edoà eja ma c sfaccim vuo? »
Cercai di prendere dalle sue mani il drink e sbuffai appena non riuscendoci siccome era più alto di me.
« Aro sta Silvia? »
« Sta in bagno! »
« Mannl nu messagg gli dici che torna con Milos. »
« Ma pecchè.. »
« Pecche tu vien cu me.. »
« Cre Edoà, natu cumann e ciro? »
Edoardo non rispose mentre lascio il drink sul bancone prendendomi il braccio scoperto dal vestito nero scollato che avevo.
Nemmeno fiatai, lo feci soltanto quando fummo fuori dal Riva e serrai la mascella guardandolo.
« E lascm.. »
« Ma che taggia lascia.. »
Sbuffai facendomi lasciare camminando nel parcheggio del club per poter uscire in strada.
« Aro vai, t'accumpagn a cas ja.. »
Scossi la testa in un no, ma Edoardo mi afferrò nello stesso modo di prima facendomi entrare nella sua Audì nera e sbuffai togliendomi i tacchi.
Guidò fino a casa sua, di sicuro a casa mia non poteva portarmi, eppure ci fu un silenzio assordante per tutto il tempo. Soltanto quando fummo quasi fuori casa si girò con la testa verso di me e lo guardai per qualche istante sussurrando a bassa voce.
« Avrei preferito innamorarmi di te.. »
Edoardo frenò al semaforo e guardai il suo sguardo, abbasso' gli occhi e lo rialzò poi avanti senza fiatare.
Quando fummo fuori casa sua giro' il viso verso di me e poi lo sentì parlare.
« Quanto hai bevuto? »
Lo guardai e aspettai un istante prima di dargli una risposta che non centrava niente con quella domanda.
« Vuoi anche tu farmi decidere tra Ricci e Di Salvo? Lo sai..tutti pensano che io abbia scopato anche te.. ma io non ho mai fatto niente neanche con Ciro, solo baci.. »
Credo di aver bevuto fin troppo, poggiai subito la mano destra sulle labbra e apri la portiera siccome eravamo fermi e iniziai a vomitare di tutto.
Edoardo non perde tempo ad aiutarmi e quando stavo meglio entrammo in casa, dove sul divano c'era Ciro. Questo non l'avevo previsto.
Edoardo lo guardò come per dire "Eccola", girai subito la testa a lui guardandolo male e poi Edo ci lasciò soli andandosene in camera sua.
« Stai annur.. »
« Che te ne fott, tanto lo stesso sono una puttana per tutti voi. »
« Tali, c'è penzat a chell c tagg ritt? »
« Cì.. pe favor bast.. »
Lo guardai alzarsi dal divano e avvicinarsi a me, senza nemmeno un ombra di distanza. Guardai la sua mano toccare la mia clavicola con le dita e guardarmi negli occhi.
« Sono notti che sogno di toccare questa pelle, giorni che voglio farti mia, nun agg mai resistito accussi assai a na uaglion ca me piacev.. »
Deglutì aprendo gli occhi e guardandolo senza parlare.
« Si sol nun stiss mbriac.. »
« Sai cre.. e' ca a me mat rutt o cazz tutt quant, tu.. e cumpagn mij.. Di Salvo, a famiglia vost.. Tutt quant.. si over me vuo ben non mi chiedi di scegliere, si over me vuo bene combatti per qualcuno.. e invece a te nun te ne fott nu cazz.. »
Guardai Ciro cambiare espressione, e forse da Mattina avrei anche dato colpa all'alcol ma stavo bene per il momento.
Lo spinsi appena col il braccio e feci per salire ma le sue mani afferrarono il mio corpo tirandomi a lui.
« Diamoci na tregua.. »
« Tra noi sembra finita prima che iniziasse.. »
« Quand si tratt e te, tutt m par divers.. »
Allungai appena le mie dita sulla sua guancia calda, eppure le mie dita erano fredde, deglutì appena accarezzando il suo zigomo senza barba e poi gli accarezzai la guancia col pollice guardandolo negli occhi.
« Tali.. tu me stai facenn asci pazz.. »
« Si nu controsenso Ciro.. »
Lo guardai annuire e appoggiare le labbra sulla mia fronte chiudendo gli occhi.
Forse era ciò che voleva anche lui, tranquillità, stabilità , eppure tutto ciò non l'avrebbe mai avuto, forse qui l'unica vittima era lui, costretto a vivere una vita che gli altri volevano per lui.
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Destinati ad amarci.
Fiksyen PeminatRaramente si dicono di amarsi, lui perché non sa mai quali parole giuste usare e lei perché non vuole metterlo a disagio, però se lo dimostrano ogni giorno. So anche che si erano inizialmente persi ma due persone si ritrovano sempre quando sono des...
