Le coincidenze credo siano state create per far sì che ci accorgessimo delle persone, dei momenti, delle attenzioni.. le coincidenze sono dei segnali, le scelte poi fanno tutto il resto, certo ma.. senza le coincidenze forse non saremmo nemmeno di essere innamorati di qualcuno. La parola deriva dal Latino, ho cercato su internet tempo fa, deriva da "Con" e "incidere" ovvero "cadere insieme"! E due persone cadono insieme in un momento preciso, e sapete quando?
Quando sono pronte.
Sembra banale come cosa ma le coincidenze sono fenomeni scientifici oppure del tutto naturali che accadono in un momento preciso della nostra vita, e nella vita di qualcun altro.Ed eccoci qui allora, io e te siamo una coincidenza. Perché eravamo pronti in quel preciso istante, e siamo caduti insieme..
siamo caduti in quello spazio che due persone creano quando si guardano e non sanno dove stanno andando, ma sanno esattamente cosa vogliono.« Amo devi fare quest'esame e passa tutto, se non vuoi farlo per te allora fallo per noi. »
Non volevo passare la maturità o meglio non volevo dare la tesi ed essere sottoposta all'esame visto che la mattina sarei stata la prima.
La testa non c'era, avevamo tutti la mente rivolta ad Edoardo e Ciro era completamente assente tanto da rinunciare all'esame, infatti aveva dato le dimissioni a scuola e Silvia non voleva più saperne niente, mi aveva promesso che forse avrebbe fatto un corso serale quando sarebbe uscito Edo e avrebbe ridato l'esame ma per il momento l'unica a fare l'esame ero io.
Per di più ieri era stato il mio diciottesimo ma avevo obbligato tutti a non farmi niente, infatti anche il piccolo locale con loro era saltato.
« Ma dovevamo farlo tutto insieme.. »
« Tali, ij nun cia facc.. non mi ricordo nemmeno che mi sono mangiata ieri non potrei mai ricordare com'è fatto un atomo.. »
Guardai Silvia mentre parlava con me affiancata da Milos e Ciro era al mio fianco, eravamo fuori la scuola.. erano le 10:15 ed era quasi il mio turno, strinsi tra le mani il raccoglitore con la tesi e girai lo sguardo guardandomi attorno torturandomi le labbra.
« Ja fai presto che quando hai finito passiamo a salutare Edo da sotto L'IPM.. »
Alzai gli occhi a Silvia e annuì appena mentre Ciro se ne stava in silenzio con le mani nelle tasche della sua tuta toccandosi di tanto in tanto le labbra con le dita.« Di Lorenzo, puoi entrare! »
Girai subito la testa alla voce che mi chiamava e deglutì appena guardando i ragazzi, Silvia mi lascio' un bacio sulla guancia, Milos mi fece segno di andare e Ciro mi fece soltanto un mezzo sorriso.. nemmeno mia madre c'era, aveva detto che non poteva fare festa a lavoro che la famiglia dei Valetta non gli avrebbe dato un giorno e nemmeno qualche ora di permesso quindi non si era presentata.
Camminai appena verso l'entrata ma mi fermai girandomi verso Ciro, non mi stava guardando, poi lo fece.. si accorse che ero ferma all'entrata e lo sentì parlare quasi con un sorriso:
« Eja, vatt a Diplomà, Talia Di Lorenzo.. »
Sorrisi appena sentendolo chiamarmi per intero e entrai a scuola.Cazzo, c'erano tutti presenti, e tutti i prof erano seduti dietro la scrivania lunga più o meno un metro.
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Sembrava che quando avessi finito tutta l'ansia l'adrenalina la voglia di non entrare fosse scomparsa. Erano passati 35 minuti e ero riuscita a dire ma metà di ciò che avevo imparato, o forse ero stata più brava ma spesso il pensiero si rivolgeva ai ragazzi che non erano nemmeno entrati. Ero ufficialmente diplomata.
Mi guardai attorno cercandoli con lo sguardo e sentì subito due braccia da dietro stringere il mio corpo:
« Auguri vita mi.. »
Mi voltai subito verso di lui e poggiai le mani sul suo viso che aveva abbassato al mio e lo baciai.
« Ue vi baciate dopo.. tieni ja! Lasciamela »
Soffiai una risata contro le sue labbra e girai la testa a Silvia, aveva in mano un mazzo di fiori, rose rosse.. sorrisi appena e li presi quando me le porse.
« Tieni, Auguri Talia.. »
Abbraccia Silvia e poi Milos prendendo il bigliettino che c'erano sulle rose;" 18 ross per una ragazza stupenda come te, 18 rose per i tuoi anni che forse con la tua testardaggine non hai festeggiato, 18 rose che esprimono il bene che ti voglio e quanto sia fiero di te. Conoscerti da quando avevamo 5 anni per me e' soltanto un privilegio e vederti diventare donna a te e Silvia è uno dei miei più grandi successi. Mi manchi, ma mi raccomando sii la più forte di tutti, io torno preso, e tieni d'occhio quel capa fresca di mio fratello Ciro, salutami tutti, Ti voglio un mondo di bene, EDO x "
Sorrisi leggendo le parole e asciugai subito gli occhi prima che cadessero le lacrime e girai lo sguardo a Ciro:
« O sacc, dovevo farteli io ma ho preferito che fosse nostro fratello a dirti qualcosa.. »
Baciai le sue labbra più volte e poi decidemmo di andare con l'auto di Ciro che aveva preso da pochi giorni nel Club della famiglia Ricci.Stavamo mangiando dei panini mentre eravamo seduti nel giardino di fuori e li ascoltai parlare di Edo, restai zitta per tutto il tempo finché non sussurrai:
« Credo di poter fare qualcosa.. »
Ciro mi rivolse subito lo sguardo.
« Amo tu e sta for a rind a sti cos.. »
« No, non adesso Ci, se posso devo! »
Lo sentì sospirare e passarsi la mano sinistra sul viso mentre Silvia non capi, mi tirai su avvicinandomi alla ringhiera e entrai su Messenger cercando il suo nome..
inviai la chiamata e aspettai che rispondesse non avendo il numero dovevo per forza fare così.

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Destinati ad amarci.
FanfictionRaramente si dicono di amarsi, lui perché non sa mai quali parole giuste usare e lei perché non vuole metterlo a disagio, però se lo dimostrano ogni giorno. So anche che si erano inizialmente persi ma due persone si ritrovano sempre quando sono des...