• POV CIRO •
Quella settimana era passata così lentamente che sembrava che Mercoledì non arrivasse mai, ero a casa già dalla mattina, la sera avevano organizzato una cena tutti insieme per "festeggiare" ma io non vedevo niente da festeggiare, perché la mia vita era morta 2 anni fa, quando per l'ultima volta avevo visto due occhi verdi pieni di lacrime dirmi addio.
Non l'avevo più vista, non era mai venuta nemmeno ad un colloquio, neanche uno, avevo sentito la sua voce quando due mesi fa Silvia era venuta o colloquio e in una videochiamata aveva salutato Edo.. io ero affianco, con mio padre di fronte, con la persona che stavo odiando più al mondo ma che adesso non c'erano pericoli perché della famiglia Ricci eravamo rimasti io e mia sorella Rosa.
Pietro era morto nel blitz quando ci avevano arrestasti, Papà era stato colpito ed era rimasto quasi vegetale, in ospedale, non vi nego che ci sono rimasto male, mio padre era tutto per me e pure mio fratello, ma vi dico pure che chi la fa l'aspetti, e sapevo che appena uscivo di qui ogni cosa era nelle mie mani, e avevo promesso ad una persona che sangue non c'è ne sarebbe stato più.
« Ue, ma cre nun te vec buon. »
« Eh magg abbientà natavot.. »
« Mamma mi par ca c'è mancamm a 10 ann.. »
Sorrisi guardando Edoardo strofinarsi le mani, erano le 20:30, mia sorella aveva organizzato questa festa e aveva invitato chiunque, anche lei stava crescendo e dovevo proteggerla il più possibile. L'unica che era rimasta in casa con noi due era Carmela, l'ex fidanzata di Pietro, ricordo che entrò in casa nostra quando era davvero piccola, e adesso le toccava stare da sola.
Era alzata avanti alla finestra e reggeva un bicchiere con dello champagne, la guardai per qualche istante e mormorai:
« Carme'.. »
Lei mi rivolse lo sguardo e mi sorride appena.
« lo sai che ti dona sto vestito elegante? »
« è stran, non mi vesto mai così.. »
« mo però devi farlo, siete usciti tutti in libertà, circ e nun fa chiu strunzat Cirù.. a rosa le si rimast sol tu.. finché pat't è ancor viv »
La guardai sospirando appena e notai con lo sguardo entrare Silvia, Milos l'abbraccio subito e restai a guardarli.. aspettavo forse che da quella porta entrasse lei, ma non fu così.
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Era passata un oretta dall'inizio della festa, era una palla assurda, sembrano quelle feste di quei Chiattilli, Rosa l'aveva fatto semplicemente per non dare in occhio siccome dovevamo stare tranquilli per un po'.
Eravamo a cerchio parlando tra cui c'era Edo, Teresa, Silvia, Milos, Rosa e Totò. Sospirai appena guardandoli e mormorai:
« uagliu esco fuori a fumare.. »
I ragazzi annuirono e Silvia mi segui condividendo il mio stesso pensiero infatti l'aiutai ad accendere la sua sigaretta.
« Comm stai Cirù? »
« Come un pantera nera in una gabbia d'oro.. »
Silvia mi guardò per qualche istante e poi:
« Ma sempre in gabbia stai.. »
Annuì subito perché capi ciò che volevo direi, mi feci coraggio e mormorai a bassa voce:
« Comm sta..? »
« Par nata person.. se fatt ancor chiu bell, è tornata lunedì da Milano, sembra una donna in carriera.. »
« Pecche nun e venut? »
« Io glie l'ho chiesto, ma forse ha semplicemente timore della reazione di tutti, alla fine è causa della sua famiglia se sono iniziate le guerre.. così dice.. »
« Non mi ha aspettato eh..? »
Silvia rimase in silenzio per un po' e poi ispirò del fumo dalla sua Merit poggiandosi appena al muro togliendosi il vestito da sotto al suo tacco.
« Fa ammor Cir.. da un anno cu nu Milanes.. »
La guardai subito e per un istante sentì il mio cuore in mille pezzettini così piccoli da non poterlo riparare, ma annuì appena e rimasi con lo sguardo basso ispirando del fumo dalla mia mia sigaretta mordendomi appena le labbra.
« Lei dice che è felice ma ij nun a vec tutt sta felicità, a stento lo bacia e poi io l'ho visto mezza volta, anche perché è un tipo che vuole che sia sempre con lei.. »
« Ma chi è chist? »
« È un pianista, Filippo Ferrari, suonava a Capri in quest'estate.. »
Ah.. o chiattil che ritrovò il braccialetto.. annuì deglutendo e girai lo sguardo guardandomi attorno.
« Tu che fatt la dint? »
« Solite chiavat ma o sai.. »
« Ma quant fai schif.. »
Soffiai una leggerissima risata buttando la sigaretta nel contenitore che c'era su uno dei tavolini.
« Ciro.. girati.. »
« Mh? »
Non so quanti di noi eravamo in questa casa, tutti vestiti eleganti, e le donne di queste famiglie esageravano anche quando c'era da apparire..
però i miei occhi si riempirono soltanto quando la vidi entrare, nella sua più totale bellezza senza essere per niente volgare, sorrisi d'istinto e girai la testa sentendo Silvia darmi una pacca sulla spalla:
« Ueue, stai sbavann Ricci.. »
« Statt zitt.. »
Mormorai a bassa voce e restai fissarla mentre guardavo i ragazzi da dentro avvicinarsi subito a lei, Edo l'abbraccio per prima alzandola quasi dal pavimento e baciandole il viso mentre lei gli chiedeva di non rovinarle i capelli, per quanto potesse essere più grande, più donna.. era sempre la stessa bambina.
Silvia quasi mi tirò per dirmi di camminare e entrai dopo di lei chiudendo la veranda alle mie spalle:
« Frischezz, sei in ritardo.. »
« Lo so, ma mi è morta la macchina.. »
« Nun fa nient bast c stai ca.. »
Silvia l'abbraccio' subito e lei sorrise con un sorriso che mostrava quasi i suoi denti perfetti, alzò appena lo sguardo e i suoi occhi guardarono i miei, come se fosse la prima volta, e sentì un battito in più, come se stesse riconcimando a battere ciò che avevo fermato due anni fa.
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Destinati ad amarci.
FanficRaramente si dicono di amarsi, lui perché non sa mai quali parole giuste usare e lei perché non vuole metterlo a disagio, però se lo dimostrano ogni giorno. So anche che si erano inizialmente persi ma due persone si ritrovano sempre quando sono des...
