Mi girai subito prima di uscire con Ciro dal ristorante, eravamo all'entrata, sentendomi chiamare e in contemporanea si voltò anche lui.
« Tieni.. credo che questo sia tuo.. »
Apri la mano destra mostrandomi il braccialetto e deglutì appena allungando le dita a prenderlo e mormorai subito dopo:
« Grazie mille.. »
Mi sorrise e gli sorrisi appena girandomi guardando Ciro fulminare il riccio con gli occhi, infatti subito lo sentì parlare.
« Ma chi sfaccim si.. comm fai a tnè o braccial ra nammurata mi.. »
« Oh calmo, l'aveva perso in bagno e.. »
« Chiattì, tuorn a fa Morzart prim ca t lev o cor a piett. »
Filippo annuì subito rientrando dentro dopo avermi rivolto lo sguardo e lo tirai con la mano guardandolo in malo modo.
« Ma c cazz t piglij?? »
« Comm cazzz o sap o nomm tuoi? Pe chest o stiv guardann tutto o tiemp.. »
Lo guardai deglutendo e scossi la testa.
« Vafancul.. »
Lo spinsi dal braccio buttandogli la giacca addosso che avevo sulle spalle e segui i ragazzi camminando indietro fino al porto dove avevamo la barca.
Alla fine dovevo comprendere una cosa, che stare accanto a Ciro era questo, diffidente , la sua ira di uccidere chiunque si avvicinasse, la sua gelosia, il suo essere.. a me piaceva, ma fino ad un certo punto.
Sospirai appena togliendomi i tacchi e saltai sulla barca senza prendere la mano di Edo e infatti mi rivolse subito lo sguardo:
« Ma cre.. Ciro? »
« Non lo so, non è un problema mio.. »
« Ma la volete finire tutti e due? Come siete diversi mamma mi.. »
« Giusto, evidentemente troppo da non poter stare così tanto insieme. »
« Tali nun fa a scem.. »
Sospirai appena girando lo sguardo e scesi giù andando in camera togliendomi il vestito e rimanendo in intimo prendendo una tuta dalla valigia che avevo infondo alla camera accanto a quella di Ciro perché si, avevamo scambiato la camera io e Totò e Edo adesso era con lui.
Infilai i calzini e sospirai appena uscendo andando in cucina dopo appoggiato il braccialetto sul comodino.
Erano le 23:45, mi sedetti vicino al tavolo e sospirai appena sentendo i ragazzi ridere di sopra, poggiai la mano sul quaderno che c'era sul tavolo con una penna, quello che usavamo per decidere cosa mangiare quando eravamo in barca, girai appena il foglio e notai una frase;
• Smetterò di amarti quando riuscirò a contare tutte le stelle in cielo. CiroETali •
Sorrisi appena toccando la scritta e strappai il foglietto piegandolo mettendolo nella tasca della felpa girando la testa alla porta.
Era appoggiato alla porta e aveva la giacca tra le mani con la camicia sbottonata, restai a guardarlo per qualche istante e poi lo vidi avvicinarsi appoggiandosi col fondoschiena sul tavolo accanto a me.
« Tali.. teng paur.. »
Abbassai subito gli occhi sentendo un leggero brivido di freddo, lui non me lo diceva mai..
« La for.. è pieno di uomini che sono alla tua altezza, forse che possono amarti più di quanto lo faccio io.. diversi, che possono darti una vita diversa, lontano da boss.. armi.. droga.. carceri.. dove puoi essere te stessa, fare quello che vuoi e non dar conto a nessuno.. »
Rimasi seduta sulla sedia con le braccia appoggiate al tavolo ascoltandolo.
« E.. si tu t'annamur e nat non so come reagirei, foss meglii ca me chiuressn rind a na cell.. sapess ca la putess asci pazz ma nun acceress a nisciun.. »
Chiusi i pugni sentendo gli occhi lucidi e non alzai lo sguardo nemmeno stavolta.
« Si tu t'annamur e nat ij so muort.. »
Alzai lo sguardo a lui e lo vidi appoggiare la mano sulla mia chiusa che apri soltanto quando quasi chiese la mia mano, si abbassò alla mia altezza siccome ero seduta e appoggiò le labbra sulle mie, ci baciammo per un po' e a staccarmi fui io, lo guardai negli occhi mentre sentivo ancora il suo respiro sulle mie labbra.
« Nun me posso nammura' e nat Ci.. »
Lo guardai mentre sentivo il suono del suo deglutire e strinsi la sua mano.
« Pecchè tu tien coccos ca nun poss mai ra ad altri.. ed è o core mi.. »
Lo guardai sorridere appena e poggiare la punta della lingua sulle proprie labbra e poi baciarmi, mi tirai appena su avvicinandomi a lui e le sue mani afferrarono il mio viso continuando a baciarmi.
Restammo lì per un bel po poi lui andò a cambiarsi e io sali sopra dai ragazzi aspettandolo mentre i ragazzi fumavano di tutto.
« Uè Uè e camma fa loc? »
Ciro procurò una risata di tutti mentre mi fece alzare e si sedette al mio posto facendo in modo che mi sedessi su di lui e sorrisi appena accarezzandogli la nuca guardando Edoardo porgergli uno Spinello, feci una smorfia sentendo l'odore fastidioso e girai lo sguardo al cellulare che si illuminò.
Poggiai la schiena sul braccio di Ciro e sbloccai il cellulare guardando la notifica su Instagram.
• Filippo Ferrara ha iniziato a seguirti •
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Destinati ad amarci.
FanficRaramente si dicono di amarsi, lui perché non sa mai quali parole giuste usare e lei perché non vuole metterlo a disagio, però se lo dimostrano ogni giorno. So anche che si erano inizialmente persi ma due persone si ritrovano sempre quando sono des...
