Raramente si dicono di amarsi, lui perché non sa mai quali parole giuste usare e lei perché non vuole metterlo a disagio, però se lo dimostrano ogni giorno. So anche che si erano inizialmente persi ma due persone si ritrovano sempre quando sono des...
La lezione era finita da più o meno 10 minuti, io e Silvia come nostro solito eravamo al cortile mentre Silvia aspettava Edoardo che venisse a prenderla. Era così strana l'aria che c'era in questa scuola, ma più o meno erano le persone che la facevano diventare così. Mi guardai attorno guardando Silvia fumare la sua sigaretta elettrica, una Kiwi, se si chiamava così, credo.
« Comunque siete troppo belli insieme.. » La guardai facendo una smorfia per nascondere il mio sorriso alzando le spalle appena. « Allo..? Le fatt già? » « Dai Silvia.. » « Oh ma sono quasi 5 mesi che fate questo.. » « Si ma che domande.. » « Ma commè ij song a cumpagna toi.. » La guardai e smisi di trattenere il sorriso, mi appoggiai al muro guardandola mentre sorrisi. « Per questo avete fatto tardi stamattina!! » « Shh stai zitta.. » le tappai la bocca
« chi ha fatto tardi stamattina eh? » Chiese Milos mentre abbracciava la sua Silvia da dietro e nel mentre io le stappavo la bocca con la mano, sorrisi scuotendo la testa. « Talia e Ciro.. » « Ma dai davvero.. » la guardai sbuffando « Embè si nun se divertn lor ci divertiamo noi » « Milos no anche tu per favore.. » « Che fa Nennè.. tant non la stai dando al primo che capita, bast ca ve vulit be.. » Ha stoppare la frase di Milos fu un caos enorme, forse stava succedendo qualcosa fuori scuola perché i ragazzi si avvicinavano. Milos e Silvia mi rivolsero subito lo sguardo e subito dopo misi a fuoco la voce: Ciro. Milos era uno degli amici più intimi di Ciro, per questo qualsiasi cosa scattava. Io e Silvia lo seguimmo e Milos infatti spostò i ragazzi avvicinandosi subito a Ciro, mentre quest'ultimo minacciava.. Carmine.
« To giur ij t'accir.. » « Sto ca, sto aspettan sol chest Ciro.. »
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Ciro allungò subito le mani al suo collo ma Milos afferró la mano di Ciro tirandolo indietro. « Uagliu jiammuncen! » Disse uno dei ragazzi che era al lato di Carmine, mentre quest'ultimo non si smosse di un millimetro, che cazzo aveva intenzione di fare? Carmine non aspettava altro che morire? « È l'ultima cos c facc.. taggia luà a cop a facc ra terr, to giur ngop a mammà, Carmine. » Ciro inizió ad urlare come un pazzo mentre Carmine lo guardava, con lo sguardo impassibile.
Mi avvicinai poggiando la mano dietro la schiena di Ciro e poggiai la mano sulla sua mano chiusa in un pugno, troppo stretto, le nocche erano rosse e quando sentì forse le mie dita fredde apri appena il pugno spostando lo sguardo a me. « Andiamo via.. » Rialzò lo sguardo a Carmine, col suo sguardo minaccioso come se volesse mangiarlo soltanto con gli occhi. Poggiai la mano sulla sua guancia facendolo guardare verso me e lo tirai appena via mentre lui si tanto in tanto guardava Carmine ancora fermo lì.
« Ma c cazz Ciro.. no for a scol.. » « Nun me ne fott nu cazz.. » « Ma che succiess.. » « Ij già o vulev accir'r ma mo ancora di più! » « Ma ca fatt? » « Nun sadda permetter e parlà e Talia.. »
Senti il mio nome e alzai subito la testa, deglutì appena sentendolo parlare con Milos e quest'ultimo annuì subito girando la testa a Edoardo che scendeva dalla macchina che aveva parcheggiato avanti scuola. « Ma cre ca? » « Chillu facc e cazz.. » « Cre Cirù? » « Lagg accir'r.. » « Ancor co Piecur..? » Ciro annuì e Edo sospirò appena guardandolo, lo vidi abbassare gli occhi alla mia mano che stringeva quella di Ciro e poi guardarmi, lo guardai per qualche istante e poi distolse lo sguardo dai miei occhi. « Silvia, tras rind a macchin ja. Milos tras pur tu, Don Salvatore vo parlà cu te! » Milos annuì subito andando con Silvia in macchina e poi Edo ci guardò. « Che vo papà ra Milos? » « Vuole farlo stare la sera al locale fuori.. » « Ma la nun sta Castaldo? » « No pat't la fatt sparà oggi pomeriggio.. »
Ciro gli rivolse subito lo sguardo e guardai i suoi occhi, non ci stavo capendo niente e nemmeno volevo capire niente.. mi allontanai appena e sospirai mettendo lo zaino sulla spalla destra chiudendo gli occhi. Era davvero tutto questo che volevo?
« Amo, sali ja.. » La voce di Ciro mi fece tornare alla realtà e annuì soltanto salendo sul suo SH dietro lui e rimasi in silenzio per tutto il tragitto fino Casa mia.
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« Ma cre Talì.. » Mi chiese una volta che lasciai il motorino. « Niente.. » « Amo ja c tien, nun m voglij ngazzà cu te.. » Lo guardai serrando la mascella portando le mani nella giacca. « Perché non puoi essere con gli altri come sei con me? Che c'è di sbagliato? » « Tali.. nun mo poss permettr.. dopo la scuola io devo fare la vita di mio padre, o capisc o no? E se non ti sta bene puoi anche andartene. »
Non mi fece nemmeno parlare, mise in moto guardandomi in malo modo e andò via senza neanche salutarmi. Scossi la testa e indietreggiai appena camminando fino al mio palazzo, dove entrai e aspettai l'ascensore. C'era un signore affianco a me, era davvero un bell'uomo, alto, scuro.. « Nennè.. abita qui Katia Di Lorenzo? » Annuì alzando lo sguardo cercando di capire. « Chi è lei? » « Un amico.. » « Ma non credo mia madre sia a casa.. » « Ah.. » « Le dico che è passato. Come si chiama..? » « Nono, lascia stare.. grazie mille.. » Lo guardai e annuì appena, aveva qualcosa di familiare ma non sapevo cosa, deglutì appena guardandolo camminare piano fino al cancello e rivoltarsi a guardarmi. « Sei Talia? » Annuì guardandolo e lo vidi sorridere mentre usciva dal palazzo.