•11Capitolo•

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Buona letturaa e leggete le notee!!

Ci facciamo spazio tra la gente, in realtá, io, perchè Naomi deve chiedere "permesso" ma non ha capito che siamo in un locale e che nessuno ascolta.
In mezzo alla folla incrocio lo sguardo di Marco, mentre bacia animatamente Aisha, pudore pari a zero. Sorrisi maliziosi si fanno spazio sui loro volti e non oso immaginare cosa combineranno una volta soli.
In realtá un pensierino disgustoso giá c'è.

Io e Naomi ci fermiamo al bancone degli alcolici ed alcini ragazzi ci provano spudoratamente sia con me che con la mia "amica".
Non gli diamo corda, fino a quando al limite accettiamo dei bicchiere di vodka, ed ecco che le raccomandazioni s di mia madre, di non accettare da bere da sconosciuti, se ne vanno a quel paese.

Afferro Naomi per un braccio e la trascino a ballare con me in pista, il DJ ci sa veramente fare e non possiamo evitare di sfrenarci sulle note delle canzoni, nonostante il mio imbarazzo cerco di godermi la serata a pieno.

Dopo un tempo indefinito ci dirigiamo al bancone per riposarci ed ordiniamo due bicchieri di wiskey , che tra l'altro scolo subito bruciandomi la gola, strizzo gli occhi per un attimo e quando li riapro trovo degli amici di Naomi, io però esco fuori a brendere una boccata d'aria, la musica è troppo assordante, al limite della mia sopportazione.
Mi allontano da tutte quelle coppie che non riescono a tenere a bada i loro ormoni, mi accendo una sigaretta e la consumo velocemente, quando vedo l'orario sgrano gli occhi, e sono giá l'01:38. Entro dinuovo in mezzo a quell' ammasso di ragazzi, la maggior parte non lucidi ,cerco con lo sguardo Naomi e dopo una buona mezz'ora finalmente eccola che la trovo, mi porge un passaggio al quale non accetto, camminare mi fará passare almeno un pò questo mal di testa, prendo la mia roba, la saluto ed esco finalmente da quel locale.
Non posso arrivare a casa troppo tardi, e gli amici di Naomi non se ne sarebbero andati di certo ora.

I tacchi mi fanno un male cane, la tentazione di toglierli è tanta ma non posso camminare scalza, devo soffrire.

Collego gli auricolari al telefono e parte la canzone di Ghali, che viene staccata subito dopo quando vengo spintonata per terra, impreco in tutte le lingue del mondo e non riesco neanche ad alzarmi dal cemento per il troppo mal di testa, e per di piú una storta alla caviglia. Ma una gioia per me, mai.

Mi giro e ritrovo un ragazzo in pessime condizioni, avrá forse sui venticinque anni, è molto bello nulla da dire, ma incute paura.
Mi aiuta ad alzarmi da e mi appoggia su un muretto dolcemente.
Ha un ghigno sul viso che vorrei togliere all'istante , solo ora capisco le sue intenzioni, scendo velocemente dal basso muro e lo saluto cercando di correre piú lontano possibile da lui.
Sento afferrarmi la vita, ed il mix di fumo e alcool si sente lontano miglia, mi prende il viso con forza ed inizia a baciarmi, sono pietrificata.
Sembro un pezzo di ghiaccio ed uno schiaffo gira il mio volto dalla parta opposta facendomi sgranare gli occhi.
Il bruciore si espande per tutta la guancia, mi tira i capelli e credo ne abbia addorittura strappato qualcosa.
Ma cosa diamine gli prende, non poteca tornarsene a casa a quest'ora?
Ed io non potevo non essere piú furba, pensare che potesse capitarmi qualcosa? Proprio no...
Inizio ad urlare per il dolore estremo e per l'estrema paura, il cuore batte all'impazzata, ma nessuna macchina c'è nei paraggi, sono immersa nel buio.
Dei flashback si fanno strada nella mia mente, portandomi al tremore, prende con forza il seno e se lo porta tra le labbra, lo succhia avidamente, fino ad assestarmi un altro schiaffo, forse non dovrei muovermi, ne scalciare, può essere che cosí mi lasci in pace.
Ma chi voglio far ridere?

Ritorna su quel punto ormai violaceo ,urlo, ma nessuno sente, nessuno arriva, la paura si fa strada in me, con una mano sposta gli slip e con la sua mano rude massaggia la parte piú sensibile di me, dei gemiti fuoriescono dalle mie labbra, il trucco ormai è colato per le troppe lacrime.
Aggiunge un dito forzatamente e le mie forze di allontanarlo ormai sono totalmente svanite, aggiunge altre due dita e non brucia piú come prima ma fa male ugualmente, entra in me ed emetto un urlo ghiacciante, dovevo accettare quel maledetto passaggio, entra ed esce dentro di me con una velocitá disumana, inizia ad ansimare e brividi percorrono il mio corpo, il panico si imposessa di me.
Le lacrime scendono sul mio viso copiosamente.
Non lo meritavo dinuovo. No.
Chiudo gli occhi con la speranza che presto termini, e dopo poco piú non sento piú nulla. Solo un mio forte urlo.
Qualcuno è arrivato, anche se troppo tardi.
E seppur sembra un clichè, è forse uno dei miei preferiti. L'arrivo dell'eroe è sempre quello piú atteso, per quanto impossibile.

Il Mio Sbaglio PreferitoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora