•68Capitolo•

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Ed ecco la giornata tanto attesa, questa notte non ho chiuso occhio neanche per un minuto.
I ragazzi hanno dovuto sopportare tutti i miei lamenti, però poi scocciati, si sono rinchiusi nelle loro camere.
Questa settimana non ho fatto altro che esercitarmi ed imparare molti altri trucchetti. Come se I precedenti non bastassero.
Ieri sono stata cinque ore di fila in sella, senza concedermi lunghe paure. Correre, frenare, correre, girare, correre.
Già! Ho imparato a girare perfettamente nelle curve. Okay, forse perfettamente proprio no, però non casco e soprattutto non mi faccio manipolare dall'ansia.
Le prime volte sono caduta circa trenta mila volte, però poi piano piano sono riuscita ad ambientarmi, a frenare in tempo ed equilibrare il limite di velocitá.
Non sono una motociclista, ma darò il meglio di me stessa, so che tutto è nelle mie mani, devo e voglio vincere la gara ad ogni costo.

<<Amore la smetti di torturarti? Andrà tutto bene>>il moro viene alle mie spalle e mi stringe a sè.

Le cose con lui vanno a meraviglia, sento di amarlo, sento di aver ritrovato  la felicitá ormai perduta da tempo.

<<Mancano solo poche ore alla gara, ho paura di non farcela, infondo Matteo ha anni di esperienza>>dico preoccupata.
Andrá tutto male, me lo sento.

<<Ludovica, ottimismo>>mi sussurra all'orecchio e sul mio viso si trasforma un lieve sorriso.

<<Cercherò di fare il mio meglio>>gli stampo un bacio sulle labbra e mi allontano.
Sono le 17:28 ed io alle 22:00 dovrò gareggiare per la prima volta in vita mia.
Chiamarla ansia sarebbe un vero e proprio eufemismo.

<<Michele mi accompagni a casa mia?>>Domando, infilandomi un gilè di jeans.
<<Cosa devi fare?>>chiede curioso, iniziando a prendere le chiavi della sua moto.

<<nulla di particolare>>dico sincera, voglio solo vederli e parlare con loro, ultimamente sto trascurando tutti e la cosa non mi piace per niente.
Lui annuisce e dopo aver salutato i ragazzi, saliamo in sella e sfrecciamo via, per le strade di Roma.

In una manciata di minuti arriviamo a destinazione.
<<Ti chiamo io>>dico prima di scendere, sfilo il casco e gli stampo un bacio veloce.

Lui sorride e sfreccia sull'asfalto.

Prendo un respiro e tasto due volte il campanello.
Dopo pochi secondi alla porta, mi apre Giulia.

<<Sorellona>>dice, prima di fiondarsi letteralmente addosso, facendomi quasi cadere, ma fortunatamente riesco a prenderla in tempo.

<<Piano piccola>>dico scompigliandole i capelli.

<<c'è anche Gennaro, vieni>>sorrido e mi trascina in salone.

Seduti sul divano, ci sono tutti, compreso mio cognato, come già accennatomi.

Incrocio lo sguardo di mio zio e noto gli occhi lucidi, ho un nodo stretto in gola.

<<Amore della mamma>>Manu mi abbraccia  ed io la stringo a me.

<<Sono solo pochi giorni>>dico cercando di ridere un poco, ma lo sguardo di mio zio mi fa sentire a disagio.
Non ci siamo mai comportati cosí, sembriamo dei fottutissimi bambini.
Naomi e Sara mi abbracciano entusiaste.

<<Ti fai sempre piú bella Ludovica>>ammette Gennaro, sfiorandomi di poco la guancia, con un bacio.
Sorrido timida e poi guardo mio zio e Naomi tenersi la mano.

<<potrei parlare un attimo con voi?>>chiedo, gli occhi di tutti i presenti ci fissano.

<<Ho bisogno di voi>>mimo con le labbra a Naomi, lei afferra subito il concetto e trascina Andrea con sè, a quanto vedo la piccoletta ha ormai l'omone sotto la sua ala.

Il Mio Sbaglio PreferitoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora