Ludovica vieni qui.
Ludovica alzati.
Ludovica il cane deve mangiare.
Ludovica, Ludovica ed ancora Ludovica.
Ho praticamente odiato il mio nome.
Sbuffo ormai al limite, e caccio un urlo nel cuscino al mio fianco.
È buon un'ora che Giovanni e Federico mi chiamano, chi lo sa per qualche assurdo motivo, e Mika che piange come un bambino solo perchè la porta è chiusa.
Infastidita porto il mio corpo ad alzarsi dalla beatitudine del letto e che la giornata abbia inizio.
A piedi scalzi mi dirigo in bagno ed il mio cagnolino scondinzola la coda felice.
<<Perchè non trasmetti anche a me un po' della tua felicitá?>>
Chiedo ad alta voce facendo un sorriso, o forse piú una smorfia mattutina.
Inarca il suo piccolo viso, ed abbassa le orecchie, continuando però a scodinzolare.
<<No eh?>> richiedo accarezzandogli il pelo.
Sono l'unica pazza che parla con il proprio cane? Spero proprio di no.
Dopo aver lavato le mani ed il viso, scendo in soggiorno, dove ad aspettarmi ci sono due idioti.
<<Se avete disturbato il mio sonno solo per qualche vostra cazzata giuro che vi ammazzo, entrambi>> guardo infuriata anche mio fratello.
Come per dire "anche se abbiamo lo stesso sangue, tu non te la scampi", ed in effetti sarebbe proprio cosí, anche se parlando in questo modo sembro una ragazza senza cuore.
Loro mi guardando scuotendo la testa e Giovanni mi porge un cornetto farcito di crema e amarena, proprio come piace a me.
Forse la giornata non è iniziata proprio nel peggiore dei modi.
Può sempre migliorarsi.
<<Per caso ieri hai aperto tu il postino?>> mi domanda Federico ed io annuisco indifferente gustandomi il cornetto.
<<Ed hai visto cosa è arrivato? Perchè non ci hai informati?>> continua a domandare questa volta Giovanni, a questo punto alzo il capo guardandoli accigliata.
<<ma cosa volete oggi? Per due bollette?>> chiedo sbuffando.
<<Due? Ne sono tre>> afferma mio fratello ed io per poco non scoppio a ridere. Da quando si preoccupa di questo?
<<Se avete dei problemi nel pagarle posso aiutarvi io>> affermo scrollando le spalle.
Ma Giovanni inizia a spazientirsi, ciò mi turba e non poco.
<<Lo sai benissimo che i soldi non sono un problema Ludovica, il problema ne è un altro, la terza bolletta, non riguarda nulla di ciò che pensi, ma è una lettera, ed indovina un po'? L'ha inviata Matteo, tu non ne sai niente giusto?>> domanda, anzi piú che altro urla, arrabbiato.
Eh? Ma di cosa sta parlando?
<<Io non ne so niente, non sapevo neanche l'esistenza di questa lettera>> ammetto sincera, forse ieri fra i fogli non gli ho dato importanza, pensavo fosse solo un foglio come gli altri.
Mai avrei immaginato in un suo ritorno.
È quasi un mese che non sentivo parlare di lui, ed i ragazzi ogni volta che dovevano parlare di cose al riguardo lo facevano sempre lontano da me, per evitare mi dicevano.
<<bene e sai cosa che ha espressamente chiesto di vederti?>>
Okey, mi rimangio tutto ciò che ho detto prima.
La giornata è iniziata che faceva schifo, e finirá peggio. Sicuramente.
<<Non voglio vederlo, altri guai, altri ricatti, giá lo so, penso possiamo finirla cosí>> parlo, ma non riesco a collegare le parole ad una frase con senso compiuto. Non voglio agitarmi, ma ogni volta che ho pensato a Matteo le mie mani sono sempre finite al suo collo, ma in realtá sappiamo tutti che a suo confronto sono una formica.
E mi ammazzerebbe con uno schiocco di dita.
Come so anche se con me ci sarebbero i ragazzi, ma non ho proprio le forze di rischiare, nonostante io sappia benissimo che c'è ancora un patto in sospeso, se cosí si puó dire.
Un po' di giorni fa sentii parlare i ragazzi, origliai per dirla tutta, non scoprii molto, però dopo quel sabato sera, si sono incontrati, quindi hanno avuto un affronto, non so cosa si siano detti, ne come le cose siano finite, non so praticamente nulla. Non mi sono intromessa, aspettavo me lo dicessero loro, ma il fatidico momento non è mai arrivato.
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Il Mio Sbaglio Preferito
Roman d'amourCOMPLETA. [È in fase di revisione] Quei due erano un continuo litigare. Un continuo tenersi testa. Si scannavano senza mai risparmiarsi. Si distruggevano a vicenda. Ma si amavano, si amavano tanto. Erano strani quei due, si, a vederli sembravano paz...
