Pov Federico
“la sfigata è tua sorella”
Questa frase mi rimbomba nella testa, nonostante io stia ridendo come mai in vita mia.
Lei mia sorella? Impossibile.
Oppure forse c'è questa possibilitá?
Infondo io avevo una sorella, avevo una famiglia.
<<Credo che non ci sia nulla da ridere, Ludovica è la veritá?>> domanda Simone serio.
Io subito presto attenzione e lei annuisce.
<<Hai prove?>>chiedo divertito.
<<Lidia mi ha raccontato tutto, mi ha dato una lettera, lei non ti ha riconosciuto, o almeno non era certa fossi tu, i nostri genitori non volevano abbandonarmi>>ammette con voce tremante.
Se ha ragione?
Io non ricordo nulla di mia sorella, ma dal giorno che ho incontrato Ludovica, sembrava ci conoscessimo da una vita, nascondevo questa cosa, ho fatto finta di odiarla, l'ho trattata male fino e poco fa.
Ma infondo al mio cuore sapevo che qualcosa ci legasse, ma non sono mai stato attento alla voce dei miei ricordi, non ho mai prestato attenzione alle immagini che percorrevano lungo la mia mente.
E dopo tutto questo tempo, c'è la possibilitá che lei sia mia sorella?
<<Posso leggere anche io questa lettera? Visto che non ne so neanche l'esistenza>> chiedo in modo gentile.
Avevo appena quattro anni quando capitò il tutto, non ricordo che i miei mi abbiano detto qualcosa, non ricordo neanche piú i loro volti.
<<Andiamo in hotel, non ho portato con me la lettera>> dice alzandosi, io tolgo i residui di sabbia dal pantalone e mi avvicino a lei.
<<Non credo ci sia il bisogno che veniate, possiamo risolvere questa cosa da soli>>afferma Ludovica e gli altri annuiscono.
Michele gli stampa un bacio sulle labbra, poi entrambi ci dirigiamo verso la struttura.
<<Sono rimasta anche io meravigliata Fede, almeno la lettere dice cosí, ma domani stesso possiamo andare da Lidia e farci chiarire tutto, ma devi credermi, non ti sto mentendo>> dice e mi accarezza una guancia.
Il suo tocco è cosí dolce.
Dopo minuti interminabili passati nel piú totale silenzio, finalmente arriviamo.
Saliamo i gradini a due e due ed in poco tempo arriviamo alla sua stanza.
Inizia a frugare nelle valigie, fra i cassetti, per poi trovarla.
Un foglio bianco.
Mi sta salendo il panico.
<<Vuoi leggerla tu? Oppure la leggo io?>> chiede preoccupata ma io scuoto la testa.
<<Voglio leggerla io>>dico con voce sicura.
“Per Ludovica e Federico.
Ciao, non so chi sia il primo a leggere questa lettera, ma qui parla la mamma, purtroppo sarò lontana da voi in questo momento, qualcuno mi ha portato via da voi, se siete arrivati insieme a leggere questa lettera, significa che nessuno vi ha mai separato, ed io sarei molto felice se fosse cosí, perchè tu Fede sei un ometto, sto scrivendo questa lettera proprio con te fra le mie braccia, vorresti giocare con la tua sorellina, ma ora lei sta dormendo.
Sai Ludovica sei nata esattamente tredici giorni fa, è crudele vero la vita? Separarmi da te, da voi, questa lettera purtroppo non potrò consegnarvela io, ma quando la leggerete starò proprio di fianco a voi, non fisicamente, ma la mia presenza è lí.
Spero sarete grandicelli quando leggerete queste righe, perchè mi si spezza il cuore vedervi ora serenamente, quando poi so benissimo che tra poco ci sará una fine a tutto.
Le persone nel mondo sono cattive e voi dovete stare attenti a tutto, chi ci ha separato, chi ha distrutto la nostra famiglia, ha il nome di un'unica persona, ma non ve lo dirò, perchè sono sicura che vorreste vendetta, ma le cose devono finire, e questa volta finiranno con me e vostro padre.
Sapete vi ho amato dal primissimo giorno che ho saputo di voi nel mio grembo, non mi aspettavo una seconda gravidanza, era un periodo strano, non mi sentivo pronta, ma sono cosí felice Ludovica di non aver fatto scelte sbagliate. Mi dispiace di non esserci al giorno della vostra prima comunione, Ludovica non vedrò i tuoi passi, non vedrò spuntare i tuoi primi dentini, non mi chiamerai mamma, non sarò chiamata mamma mai piú. Non potremmo giocare con le bambole assieme, non potremmo parlare come due vere donne.
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Il Mio Sbaglio Preferito
RomanceCOMPLETA. [È in fase di revisione] Quei due erano un continuo litigare. Un continuo tenersi testa. Si scannavano senza mai risparmiarsi. Si distruggevano a vicenda. Ma si amavano, si amavano tanto. Erano strani quei due, si, a vederli sembravano paz...
