•Epilogo•

1.1K 45 48
                                        

Ottobre.
Strano come una semplice data mi stia cosí a cuore.
Strano come il tempo fuori è penoso, il cielo è dalla notte passata che non ferma le sue lacrime, cosí come piange il mio cuore, durante la notte ho fatto piú incubi che ore di sonno, ho ripensato addirittura al mio intero  passato, a tutto ciò che mi sia successo in questi ultimi anni, alle persone incontrate, a quelle perse.
 A come io mi sia esposta al mondo, a come io sia cambiata, senza neanche accorgermene. A come sappia affrontare ora i problemi.
Prima facendomi del male risolvevo tutto ció che avevo dentro, senza peró pensare a quanto male facessi al mio fisico, tutt'oggi penso che forse lo rifarei, ma a quale scopo? Mi sono sempre sentita umiliata, un brutto anatroccolo, la ragazza stronza e poco sociale, la ragazza timida, che si rifiugiava nel suo bagno per sfogare tutta la frustrazione racchiusa nell'intera giornata.
 A quei tempi pensavo di concludere qualcosa, anzi, ne ero convintissima, ma se mi guardassi allo specchio con lo sguardo di ora, farei di tutto per non prendere piú una lama ed infliggermi dolore, avrei cercato di essere piú forte, di non abbattermi. Nonostante tutti i problemi, nonostante il dolore accumulato, quel dolore che appesantisce il respiro, che blocca i battiti del cuore ad ogni parola detta per ferirti, nonostante vedessi tutti i giorni neri, passati, presenti e futuri. Nonostante le delusioni, i litigi con i professori, con la mia famiglia, nonostante Marco, nonostante le ferite che non avevano mai il sollievo di cicatrizzarsi una volta per tutte.
 Nonostante il mondo mi si è sempre rivolto contro, avrei cercato di fare di piú per me stessa.
Ma forse bastava semplicemente che qualcuno mi stesse vicino, che qualcuno mi donasse amore, l'amore vero, e non parlo solo di Michele, ma l'amore degli amici, della famiglia, che ho sempre sottovalutato, ho iniziato a guardare meglio al mio fianco, a chi mi stesse realmente supplicando con lo sguardo si smetterla, ho visto la speranza negli occhi di mia madre e mio zio, ho cercato di fidarmi piú di me stessa e non di una semplice lama, ho imparato meglio dai miei errori.
E rinchiudersi in se stessi non puó servire per molto tempo,  cercare aiuto non significa non essere in grado di risolvere i problemi da soli, non significa essere deboli, o essere incapaci, cercare aiuto anche nelle piccole cose, fa bene.
E se avessi guardato meglio al mio fianco, non sarei mai caduta nel baratro per anni, se mi fossi circondata giá da prima da persone che mi accettassero per ció che fossi, non sarei mai finita in ospedale tutte quelle volte.
Se mi fossi guardata meglio allo specchio avrei lottato con le unghie e con i denti, nonostanto tutto il nero, avrei preso fra le mani un pennello e avrei iniziato a dare colore alla mia vita, anche se ció consisteva nell'iniziare con piccole macchie di grigio.
E dopo tutto ció che è successo, ho imparato che piangere fa bene, che prendersi del tempo per pensare fa bene, che non è necessario viaggiare velocemente con la mente, per poi oscurarsi la mente con i pensieri negativi e pensare che la vita sia orrenda.
 Sí, parlo proprio io che mi sono arresa fin da subito, che ho sempre pianto fino allo sfinimento, parlo proprio io che volevo fuggire da questo mondo per cercare qualcosa di migliore.
Ma la cosa migliore, è crearla con le nostre mani, la cosa migliore è pensare "posso farcela, c'è la farò, io sono forte" anche se poi riderete, perchè pensate che voi non siate forti, pensate meglio, pensate che dentro ognuno di noi c'è forza, che bisogna esercitarla, un po' come trovare il coraggio insomma.
 Pensate che la vita non vi si possa fermare ad una tenera etá, pensate a quante persone vorrebbero vivere mentre invece muoiono giorno dopo giorno.
Pensateci e lottate. Lottate prima per voi stessi, e poi per chi giace al vostro fianco.
Lottate sempre, non mollate la presa, perchè quando tutto sembra morto, quando nulla avrá piú un senso, è proprio lí che rinascerete, è proprio lî che vedrete le cose da un altro panorama.
È proprio in quel momento che dovete farvi forza. Nessuno è debole, siete voi che lo credete, ma non lo siete, ne sono sicura.
Io ci sono riuscita, Ludovica, la ragazza che aveva perso tutte le minime speranze, che pensava di aver perso TUTTO.
Ma ora sono qui, con la mia forza, a concludere questa mia magnifica storia, nel bene e nel male, a concludere qualcosa di bello.

Il Mio Sbaglio PreferitoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora