•63Capitolo•

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<<Certo dimmi>>mi risponde dubbioso.

<<Nell'archivio puoi vedere se c'è la mia cartella clinica? Chiama mia madre e fatti dare tutte le infomazioni possibili>> dico pensandoci su.
Da una parte devo iniziare.

Lui si acciglia ed io lo supplico con lo sguardo.
<<Non potrei ma farò il possibile>> mi sorride ed un sorriso spunta anche sulle mie labbra.
<<tra quanto tempo passo?>> domando incerta.
Non posso chiedere a nessun altro, se non a quest uomo, poggio le mie domande e I miei dubbi come se potesse darmi una reale risposta, spero mi aiuti. 

<<Credo tra una settimana perchè non sarò di turno un paio di giorni>>
Alla risposta la delusione traspare un po' dai miei occhi, ma lo ringrazio abbracciandolo e me ne vado, ritornando dai ragazzi.

<<Ma che ti è preso?>>chiedono all'uniso.

<<Dovevo fare una cosa, possiamo andare ora>> girovago un po', senza entrare nel particolare.
Non che io non volessi dirlo, ma per il momento vorrei evitare, mi illuderei al solo parlarne.

Dopo una mezz'ora arriviamo a casa e tutti accolgono Fede con un grande abbraccio.

<<Ragazzi dobbiamo decidere una cosa>> parla Simone, serissimo.

<<Che successo?>> chiede Michele guardando tutti negli occhi.

<<In venti giorni dobbiamo insegnare Ludovica a guidare la moto>>risponde Bruno fissandomi.
<<Procuratemi uno spazio aperto ed una moto>> dice il moro autoritario.

<<Ma io ho una moto>> rispondo di getto guardandolo.

<<Si, ma quella è nuovissima e di certo non la userau ora che non sai neanche salirci>> ride sotto i baffi e con ciò si merita un leggero pugno da parte mia. Seppur il suo discorso non faccia una piena. Ha pienamente ragione.

<<Imparo in fretta>>dico sincera.

<<Veniamo anche io e Luigi>> afferma Bruno ed io sorrido.
Moto.
Moto.
Moto.

<<Capo un posto c'è, alle spalle della fabbrica, sia terra che asfalto, niente case e le auto passano di rado>> parla Giorgio schioccando le dita.

<<Bene così, allora, con me Bruno e Luigi,  mentre inveceRaffaele e Salvatore andate a procurarmi ciò che vi ho chiesto questa mattina, grazie>>

I ragazzi rimangono tutti fermi, guardandoci.

<<Vi muovete? Veloci>>urla Michele facendoci sobbalzare.
Odio quando fa cosí.
In questo momento ha un espressione sul viso direi irritata e le mani nei capelli.
Cosa mai starà tormentando la sua mente?

<<Andiamo ragazzi, Bruno prendi anche la tua moto>>ordina il moro.
Odio quando spara ordini di qua e di la.
Non sono tutti dei cagnolini.
Dovrò parlargli di questa cosa.

Dopo essere saliti sulle moto, in circa dieci minuti arriviamo sul posto.

Proprio come descritto da Giorgio,  un'aria vastissima si presenza dinanzi I nostri occhi, l'odore ed il venticello sanno di piena freschezza.

<<Qualcosa non va?>>domanda scrutandomi con lo sguardo.
<<Se non ci riuscissi  entro il tempo stabilito?>>chiedo timorosa.
Infondo dovrò gareggiare con un ragazzo che ne ha vinte!
Non posso nascondere di avere dubbi sulla vincita.

<<non preoccuparti, hai dei professionisti nati presenti bella>>mi risponde Bruno scompigliandomi i capelli.
Io sorrido e Michele mi fa l'occhiolino.
La moto è abbastanza presentabili, forse non proprio una delle migliori, ma va benissimo per il momento.

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