•33Capitolo•

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Sono passati esattamente quattro giorni da quando ho iniziato a parlare con Naomi ed a casa sono molto piú tranquilla.
Arrivo la sera sfinita da tutta la finzione, dai sorrisi,  dai "sto bene finalmente",dal non dire a nessuno tutto ciò che mi sta capitando, tutta la delusione che mi porto dentro insieme alla rabbia e la tristezza, mento a me stess, in poco tempo mi è entrato dentro come il fumo nei vestiti,lo vedo sempre con qualcuna fuori  scuola e mi salgono le lacrime agli occhi, preferirei morire che portare tutto questo dolore dentro.
Arrivo sfinita e piango, piango per tutto, piango per come tutti mi credano, piango perchè non sono capace di guardarlo negli occhi, piango per come ho finto bene durante la giornata, piango perchè non sono piú io, per le troppe delusioni, piango per il mio essere stronza apatica con altri non avendone colpa e con ciò ho allontanato anche Simone.
Piango per come Aisha l'ha avuto vinta.
Mi sono fatta distruggere dinuovo.
La mattina mi stampo quel sorriso sul viso e la giornata sembra non finire mai fino la notte li mi libero delle mie lacrime accumulate durante tutta la giornata.
Ma so che Marco è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che dietro ci sono altre cose.
Devo essere forte.

Questa sera c'è l'addio al nubilato di Sara, domani il tanto atteso matrimonio.

Con coraggio mi alzo dal letto, fa molto freddo, siamo agli inizi di dicembre tra poco viene Natale e tutte le altre stronzate.
Naomi non è ritornata piú in camera con me.
Cioè.
Mi coreggo non l'ho voluta in camera con me perchè non reggerei il suo sguardo su di me per piú di dieci minuti.
Scoppierei a piangere.
Ed io non posso permetterlo.
Non piú.
Ci rimase molto male dalla risposta, lo intuii dal suo sguardo ma non potevo.

Prendo il telefono accettando qualche richiesta e dando uno sguardo alle notifiche davvero troppe.

Sono le 11:23 ed io giá sono sveglia.
Per giunta di sabato.
Scendo le scale e vado in cucina dove trovo giá un invitante cornetto e da lontano sembra urlarmi"mangiami tuu per favore" ed infatti lo mangio proprio io, accompagnato da latte e caffe.C
<<Piccola dove andate questa sera>>.
Sobbalzo dalla paura. Scoppia a ridere. Come al solito.
<<Ma zio!!>>Esclamo arrabbiata
Finalmente la sua risata sembra finire ed io gli faccio cenno di no al riguardo di questa sera.
È ovvio che non aprirò bocca.
Lui andrá insieme a Gennaro e quindi non posso di certo dirgli dove andiamo.
Naomi si è occupata di tutto e passeremo una bella serata.
Almeno credo.

Lui sbuffa ed esce dalla cucina entrando in salone per accendere la tv.
La casa sembra cosí silenziosa.
<<Zio ma dove sono tutte?>>Domando dubbiosa.
<<Giulia dorme ancora anzi forse è meglio se  vai a svegliarla, invece le altre sono andate a ritirare le ultime cose per il matrimonio>>.
Ah ed io no.
Non mi hanno neanche avvisato.

Salgo le scale nascondendo la mia delusione con un sorriso e dolcemente sveglio Giulia.
<<Bella addormentataa alzati che sono le 11:30 , giú ci sono i cornetti>>.
Mi guarda per un attimo poi prende il cuscino e si compre la faccia.
Tipica mossa.
<< ho sonno>> dice facendo un sbadiglio.
<<Dai muoviti>> Ed ecco che gli faccio il solletico, un' arma che userò sempre con lei.
<<Ludoo ti prego>> cerca di urlare tra risate.
<<tu ti alzi?>>Dico ridendo rallentando.
Annuisce ed io allontano le mani dal suo corpo.
Scendiamo in cucina e Giulia sembra ancora nel mondo dei sogni visto che per poco non cadeva dalle scale.
Menomale che c'ero io.

Dalla porta sbucano Naomi, Sara e la mamma con delle buste fra le mani.
Mi guardano allarmate e Naomi parla per loro.
<<Non arrabbiarti e che stamattina stavi dormendo, siamo uscite presto e non volevamo svegliarti>>Mi rassicura con un sorriso.
<<Fa nulla>> serissima.
Salgono sopra per posare le buste e la mamma si mette ai fornelli.
Salgo anche io sopra dopo un po' per farmi una doccia e vestirmi.
Metto un jeans basso in vita con alcuni strappo ed una felpa grigia sopra.
<<A tavola muovetevi>> pensavo avesse perso questo vizio di urlare ma invece no.

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