•36Capitolo•

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Pov Gennaro.

Non so come descrivermi in questo momento.
Preoccupato, ansioso, sto entrando nel panico totale e mi ero ripromesso di non farlo, tra pochi minuti, da quella porta, entrerá la donna della mia vita ed io ancora non me ne capacito.
La chiesa è quasi piena e tutta la gente sta guardando il sottoscritto.
Per non parlare di Marco, mi sta dicendo qualcosa da ore ma io sono completamente assente.
<<Marco ore?>>
<<Aggiungi dieci minuti dall'ultima volta e vedi>> risponde sarcastico.
<<Ti odio, voglio vedere te il giorno del tuo matrimonio ad aspettare mezz'ora prima che arrivi, sono le 10 diamine>> sbuffo ed accenna un lieve sorriso.
Le porte della chiesa si aprono e compare la mamma di Sara con le sue amiche, quindi lei qui.
Tiro un sospiro di sollievo e Manuela(mamma di Sara)strizza l'occhio nella mia direzione mimandomi un "stai tranquillo" ,ma come faccio?

Dopo lunghi minuti strazianti, la marcia noziale suona alle mie orecchie.
Alzo lo sguardo ed incrocio lontanamente i suoi occhi chiari che brillano di piú al riflesso del sole.
Cammina, stando attenta al velo del vestito che sembra proprio fatto per lei, l'abito gli fascia le curve al punto giusto, gli sta d'incanto.
Tra le mani, ha un bouquet con delle rose color panna, con due rose di un fuxia, quasi sul rosso, non so come definirlo.

<<Ti affido la mia principessa, prenditene cura >> sobbalzo un pò dalla paura ,non mi ero reso neanche conto che lei fosse proprio davanti ai miei occhi.
Non do tanto conto alle parole di suo zio, ma annuisco felice, non potrei mai farle del male. Lo prometto.
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Ludovica.

Siamo arrivate in chiesa e noto lo sguardo ansioso di Gennaro, beh come biasimarlo, questo sará un momento indimenticabile per loro, ed è una cosa bellissima.

<<Signori e Signore, siamo qui rinuiti oggi per celebrare l'unione tra Gennaro e Sara. Se qualcuno è contrario a quest'unione parli ora oppure taccia per sempre>> In sala cala il silenzio.
Chi potrebbe mai essere contrario ad un amore come il loro?
<<Diamo inizio alla cerimonia>>
Sara si sta torturando le mani dal nervoso e Naomi la sta rassicurando con un sorriso.
Il sacerdote inizia con leggere dei versi soffermandosi sulla fede, sull'amore, sull'infinito per poi l' unione.
<<Con questo potete scambiarvi le vostre promesse e mostrare ai presenti l'infinitá del vostro amore>>

Marco si avvicina con un cuscinetto bianco, con un ricamo opaco, appunto sopra le fedi, avvolte da un nastro. La scena è a dir poco stupenda.

Indossa un completo nero, con una camicia bianca, che rivela il suo magnifico fisico al di sotto ed ad ogni respiro il suo pomo d'Adamo risalta il tutto. Al collo ha una cravatta e posso immaginare il fastidio che prova.

<<Tu Gennaro Granata, vuoi prendere in sposa Sara Esposito ed amarla ed onorarla nella salute e nella malattia, nella gioia e nel dolore finchè morte non vi separi?>>

<<Lo voglio>> sul viso di Gennaro solca una lacrima di felicitá.
Carino!

<<Tu Sara Esposito, vuoi prendere in sposo Gennaro Granata ed amarlo ed onorarlo nella salute e nella malattia, nella gioia e nel dolore per tutti i giorni della vostra vita?>>
Perchè ha cambiato la parte finale?
La risposta di mia sorella è piú che ovvia.
I suoi occhi sono pieni di gioia e felicitá.
<<Sii lo voglio>>
Si stringono la mano e Gennaro gli asciuga le lacrime con il pollice.

<<Con l'ammissione del signore, vi dichiaro marito e moglie, può baciare la sposa, nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen>>
Non se lo fa ripetere due volte e si fionda sulle labbra di mia sorella, una lacrima mi bagna il viso, in sala si innalza un insieme di applausi e tra tanta gente, incrocio proprio i suoi occhi. Anche essi lucidi, sposto lo sguardo velocemente.
Mi fa male.
La ferita è ancora aperta e non potrei sopportare un suo avvicinamento.

Usciamo tutti dalla chiesa ed aspettiamo gli sposi che percorrono la navata, mano nella mano.
Vengono subito accolti da riso e da molta gente da abbracciare.
Ovviamente io sono la prima.
<<Voglio i nipotini mi raccomando, auguri sorellona>>gli bacio una guancia e poi continuando guardo lo sposo.
<<Falle del male e proverai uno dei miei calci nei gioiellini, domanda al tuo caro fratellino quanto facciano male>>sbianca e cerca di fare un sorriso.
<<il mio intento è riuscito, auguri tesoro>> affermo abbracciandolo mentre Sara ridacchia.

Siamo arrivati al ristorante ed è bellissimo, al soffitto pendono dei lampadari contornati da piccole luci, la sala ha le pareti rosse con degli affreschi ed alcuni quadri.
Dei tavoli con delle tovaglie color oro ed un mazzo di rose rosse ad un tavolo, suppongo quello della sposa.
È tutto cosí romantico.
È tutto bellissimo.
<<Piccola ti piace?>> sussulto a quella voce evitata per giorni interi.
<<vattene>> il tono di voce esce acido e fermo.

Meglio no?
Già.

<<Perchè dovrei? Lo sai? Siamo allo stesso tavolo. Beh penso lo immaginavi>> lo prenderei a pugni giuro.
Speravo che non capitassi con lui, ma è ovvio le famiglie quelle sono.
Annuisco e mi dirigo verso Naomi.
<<Nemi ma i nostri posti? E quanti ne siamo?>> domando dubbiosa.
So benissimo quali sono, ma devo capire meglio dove sedermi, per essere piú lontana possibile.
<<Quel tavolo>> indica il tavolo delle rose ed aggiunge<<Ne siamo 13 Ludo>> annuisco e le rivolgo un sorriso.

Sono capitata difronte a quel parassita e non posso alzare gli occhi dal piatto, sprofonderei nei suoi ed io di certo non posso dargliela vinta.
Non ha perso il vizio di scalciare sotto al tavolo, ma io per non assecondarlo ho portato le gambe dietro la sedia, una cosa contorta da dire ma facile da fare.
<<Ludo mi passi il vino per favore?>> ah zio dovevi venire tu?
I miei piani vanno a quel pa.ese, ma nonostante ció evito gli occhi verdi di Marco puntati addosso

Ed il pranzo continua cosí, tra pause, foto, balli, chi fuma, chi canta e l'animatore per i bambini.
Anche se quest'ultimo ci ha provato con me spudoratamente.
Alla fine, il tizio travestito da pagliaccio mi ha rilasciato il suo numero.
Anche se non è nei miei programmi chiamarlo.

La serata è finita per il meglio ed i tacchi mi hanno distrutta completamente.
Non li ho mai indossati per un' intera giornata,  è stressante non poterli togliere perchè hai cento occhi puntati che osservono la famiglia della sposa.
Sara è andata a dormire a casa di Genny, domani partiranno per la luna di miele e passeranno a salutarci.

<<Casa dolce casa>> entro in cucina togliendo i tacchi e Naomi mi uguaglia.
<<Le principesse sono stanche?>> domanda zio fissandoci con un ghigno.
<<Ohh sì, puoi dirlo forte>> Rispondo incurvando le sopracciglia.
<<Buonanotte raga>> annuncia Naomi sorridendo.
<<Parleremo molto presto io e te signorina>>
Annuisce imbarazzata, ed anche io dando la buonanotte, salgo nella mia amata camera.

Mi cambio e sprofondo nelle braccia di Morfeo.

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