Una sola frase che è capace di far crollare tutto.
Una sola frase, con tante parole sottintese. Guerra. Odio. Rabbia. Rivicinta. Camerlingo. Matteo.
Esattamente, Luigi mi ha spiegato tutto, e non so come io abbia fatto a non capirlo prima, i comportamenti di Michele erano troppo strani, da quanto tempo lo sapeva e cercava di camuffare la sua rabbia?
Questa sera partiamo, si ritorna in Italia, nella mia amata Roma. Mi manca molto il mio cagnolino, non vedo l'ora di fargli due coccole.
Di riabbracciare la mia famiglia.
Di svelare la veritá ad Antonio. Mio papá.
Io e Federico poco fa siamo andati a salutare Lidia. Ovviamente non gli abbiamo spiegato il motivo, non credo fosse la cosa piú giusta da fare.
Gli abbiamo promesso in un nostro ritorno, e che staremo in contatto.
Non parlo con il moro da ieri mattina, non ci siamo guardati neanche per un secondo, questa notte ho dormito con mio fratello e Luigi. L'amicizia con quest'ultimo si rafforza sempre di piú, è come un fratello, il bene che provo per lui è immenso. Ci conosciamo da mesi, ormai conosco praticamente tutto di lui, ed anche lui di me, ci siamo sempre sostenuti e mai abbandonati. È bello avere un amico cosí, un amico che sai non ti lascerá mai sola, qualsiasi cosa accada.
Ora sono nella mia camera, con la valigia stracolma di roba, proprio come quindici giorni fa, solo che questa volta è per chiuderla e ritornare.
Ricorderò Barcellona come fosse il mio ricordo piú caro, il mio primo viaggio, con i miei amici ed il mio ragazzo, quindici giorni pieni di sinceritá, veritá scoperte, pianti e sorrisi, serate ad ubriacarci, giornate al mare, giornate intere in strada, con il senso pessimo dell'orientamento di Giorgio, giornate in amore, e come dimenticare la mia prima volta con Michele?
Spero di ritornarci presto, una volta risolte le cose.
I ragazzi ormai sono diventati ufficialmente la mia seconda famiglia. Non c'è un giorno in cui non li vedo, per loro sono la sorella "minore" appunto perchè sono la piú piccola, e la maggior parte mi trattano come tale. Ma non mi ci soffermo molto.
In questi giorni ci ho pensato molto, ritornare a casa oppure no? La casa che mi ha ospitato per diciotto lunghissimi anni, dove ho ricevuto affetto, amore, dove ho fatto le mie scoperte, la casa che mi ha visto crescere, nonostante tutto.
Oppure percorrere la mia strada?
Lasciare alle spalle il passato? Pensare al presente e stare con i ragazzi, aiutarli in questa infinita lotta con i Camerlingo... Infondo è anche colpa mia se ora si ritrovano in questa situazione. Non so proprio cosa fare, mi sento intrappolata nei miei stessi pensieri.
<<Ludovica>> la sua voce roca, mi fa sussultare.
Lancio velocemente i vestiti in valigia, ed alzo lo sguardo. I suoi occhi incrociano i miei nello stesso istante, e mi perdo in un nero lucido, profondo, triste.
Cammina verso il letto e si appoggia su di esso.
<<Possiamo parlarne un po'?>> domanda in un sussurro. Cosa posso fare io se non annuire ed accomodarmi con lui?
<<Non volevo comportarmi cosí, insomma da una parte si, volevo evitarti in tutti i modi, ero arrabbiato, non sapevo cosa fare, però forse ho scelto il momento sbagliato>> ammette prendendo le mie mani fra le sue.
Non capisco se vuole chiedermi scusa, oppure se ci sta girando solo intorno.
Io rimango in silenzio con la speranza che lui continui il suo discorso, ma da come vedo non ha voglia di parlare.
<<Michele mi sono sentita rifiutata, come se tu non mi volessi, la sera prima ci siamo uniti, mi hai reso tua, e la mattina seguente mi hai trattato di merda, come se non fosse successo nulla fra noi, e te ne sei andato, senza chiedermi nulla, senza un bacio, senza un motivo>> affermo mordendomi violentemente il labbro.
Non riesco ad alzare lo sguardo, non riesco a guardarlo, la voce mi trema, veramente mi sono sentita rifiutata, ma lui cosa ne può sapere.
<<Ludo>> ammetto con voce serissima, prende il mio mento fra le sue mani, ed i nostri occhi si incrociano dinuovo.
<<non ho smesso di pensare neanche un secondo a quella sera, non l'ho sottovalutata minimamente, e mi dispiace se in qualche modo ti sei sentita rifiutata, era l'ultima cosa che avrei voluto tu pensassi.
Ma non trovarti al mio fianco quella mattina, mi ha distrutto, convinto che a te non fosse piaciuto, convinto che tu te ne fossi pentita, ed invece ho commesso io l'errore, potevo chiarire prima, poi è arrivata la chiamata ed il mio sistema nervoso è andato completamente a puttane>> afferma con un po' di odio nella voce.
Stringe le nostre mani, ma io le lascio nell'immediato.
<<Sei solo uno stronzo, egoista e nient'altro>> ammetto arrabbiata.
Come ha fatto a pensare che me ne fossi pentita? Come? Ma sa quanto lo amo?
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Il Mio Sbaglio Preferito
RomanceCOMPLETA. [È in fase di revisione] Quei due erano un continuo litigare. Un continuo tenersi testa. Si scannavano senza mai risparmiarsi. Si distruggevano a vicenda. Ma si amavano, si amavano tanto. Erano strani quei due, si, a vederli sembravano paz...
