•65Capitolo•

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Dopo tante raccomandazioni, dopo tanti sguardi da"ti ammazzo", dopo minacce,  baci, sono in sella.
Con il moro, ovviamente.
Da soli.
Senza nessuno.
Nel vuoto.
Ho preferito cosí, ognuno ha il suo modo di guidare la moto, I miei amici sono molto bravi nel settore e non lo metto in dubbio, ma forse troppi consigli, trucchi e metodi vari fanno male.
Con Michele spero vada tutto liscio, e se cosí non fosse proverò a farne una ragione.

<<Pronta?>> chiede, stringendo di poco la vita, abbiamo comprato delle tute ed un casco della mia misura.

<<Sono nata pronta>>dico sicura con un sorrisone sul viso.

Inizio a posizionarmi e sento ancora le raccomandazioni del mio ragazzo rimbombare nella testa.

Ludovica non fare stronzate.
Mi ripeto.

Parto ed emetto un piccolo urletto, dopo pochissimi secondi non so come mi ritrovo spiaccicata a terra.

<<che sbaglio Ludo, riproviamo>>Michele mi richiama e subito dopo mi aiuta ad alzarmi, cerco di togliere piú fango possibile dalle gambe.

<<Non si corre in curva, e ricorda devi essere  sicura di te, senza ma e senza se>>Mi da altri consigli che memorizzo velocemente e rimontiamo.

<<non essere nervosa Ludo, tranquilla, che la moto non scappa, ricorda la guidi tu>>lascia un piccolo bacio all'altezza del collo ed io rilascio un sospiro.

<<Devi avere tu il controllo della moto>> aggiunge e mette le sue mani sulle mie.

Sospiro piú volte e senza pensarci, parto.
Prima piano, poi sempre piú veloce.
È strano guidare una moto, in un momento o in un altro si può perdere l'equilibrio, un solo secondo ed è fatale.
Ma è anche bello sentire il vento, il rombo, l'adrenalina, la felicitá.

<<Ludovica se non freni, cadiamo>>
Ingenuamente freno di botto e ci catapultiamo in avanti.

<<Ma non cosí cazzo>>urla e poi scoppia  a ridere.

Io alzo la testa dal cemento, ah in questo caso adoro i caschi.
<<Mi sono fatto pure male>> si lamenta ed io sorrido timidamente.

<<Cosí mi fai morire però>>Aggiunge prendendomi per le braccia.
<<Tu hai detto frena, io ho solo eseguito l'ordine>>Dico in tono innocente.

<<ma non si frena cosí di botto.
Se fossi stata in strada, saresti morta ora.Devi essere concentrata Ludovica,non devi essere con la testa tra le nuvole, prendila sul serio, ti ricordi la moto? Pensa a quella, sará tua molto presto>>sorride e lo abbraccio.

<<Lo so, sono una rompi scatole>>dico impacciata.

<<Saliamo dai>>mi bacia la fronte e dopo aver messo dinuovo i caschi, parto.

<<Ludovica devi sapere come va guidata la moto, devi essere sicura, altrimenti sarà  lei a comandare  te>>Aggiunge.

Premo sull'accelleratore e da wuel preciso istant entro nel mio mondo.
Corro, libero tutta l'angoscia, urlo piú che posso scaricando tutta la rabbia,il dolore,  per quanto sia possibile.
Ed è così che mi sento, libera. Un'anima leggera che fluttua nel vento.
Guidare una moto è completamente diverso dall'essere un passeggero, insomma le emozioni sono ampliate al massimo, o forse sono io l'esagerata e mi emoziono con poco, ma è un po' come un mio sogno, e voglio gustarmelo a pieno.

Verso il pomeriggio ritorniamo alla dimora, siamo sporchi da capo a piedi.

<<Ragazzi ma siete andati a fare una guerra?>> chiede Giovanni con tono ironico.

Il Mio Sbaglio PreferitoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora