La sveglia suona interrottamente nelle mie orecchie la voglia di alzarsi ed andare a scuola non è altissima.
Ma neanche alta.
È giusto che noi poveri ragazzi dobbiamo svegliarci presto la mattina solo per ascoltare per 5 noiosissime ore degli anziani vecchi decrepiti?
No non lo trovo assolutamente giusto.
È straziante svegliarsi alle 6:30 con il cielo ancora per metá buio..
Con tutta la mia forza di volontá e vi garantisco che è minima, mi alzo dal letto abbandonando le mie amate coperte, che hanno supportato le mie poche ore di sonno lasciandole li, senza nessuno da poter riscaldare, è un vero peccato anche per loro.
Questa scuola fa davvero male per molte cose e persone.
Prendo il cellulare, controllo le varie notifiche su facebook ed invidio profondamente Michele che a quest'ora dorme serenamente.
Lavo il viso, per poi passare ai vestiti.
Lancio sul letto una felpa verde militare con un jeans semplice e delle nike nere sotto.
Perdo mezz'ora del mio preziosissimo tempo cercando dei calzini nei miei cassetti, infine ho dovuto mettere un calzino di un colore nero ed un altro bianco.
Shh.
Per di piú quello bianco possiede un piccolo foro al pollice.
Scena muta please.
Cammino lentamente verso il bagno, in cerca dei trucchi, sparsi un po' da tutte le partied inizio a spalmare per bene il fondotinta.
Questa mattina sono brutta, cioè non che gli altri giorni sia bella, ma questa mattina un po' di piú.
Capita anche a voi qualche volta di sentirvi meno bella o piú la mattina?
Boh io si e non so il perchè ma vabbe.
Dopo fatto le solite cose, preparato lo zaino, cuffie telefono, io Naomi e Giulia siamo pronte ad uscire.
<<Piove>>urla Giulia.
Ma che bello, ora dovró anche camminare come una mongola a causa del vento e della pioggia.
Dioo ma cos'ho fatto di male?
Io-pioggia-ombrello nella stessa frase non andiamo affatto d'accordo.
La maggior parte delle volte cammino sotto la piogga dopo aver buttato un ombrello ma questi sono dettagli giusto? Si dai.
È cosí bella la pioggia, rilassa, porta serenitá, anche se odio i tuoni, impreco ogni volta.
Usciamo di casa aprendo i nostri magnifici ombrelli parlando del piú e del meno, fino ad arrivare a scuola di Giulia che salutiamo, per poi dirigerci verso la nostra.
<<Che materie hai?>> domanda Naomi saltellando da una parte all'altra.
Gli ricordo le ore ed infondo la giornta non è per niente pesante anzi.
<<Beata te, a me è pesantissima, due ore ti matematica,fisica,tecnologia,biologia>> sbuffa ed io ridacchio.
<<Ma ti ho percaso chiesto che materie avessi?>> dico seria mascherando il mio divertimento.
<<Io poi mi dimentico dell'essere stronza dentro di te>> sbotta sbuffando ed io sorrido.
<<Che cosa carina da dire ad una sorella>> dico sarcastica.
<<Con affetto, ci sentiamo dopo>> mi manda un bacio volante per poi entrare nella struttura ed io dopo alcuni problemi con la chiusura dell'ombrello entro, un calore mi accoglie.
La porta della mia classe è chiusa, è sempre cosí in anticipo la prof di Musica, non voglio un ritardo.
Busso ed un "avanti" mi fa accomodare.
<<Buongiorno signorina Esposito tre minuti di ritardo>>
Ma che palle.
<<Prof l'ombrello non si chiudeva, come facevo ad entrare dopo>> percepisce la mia ironia nella voce e mi trucida con lo sguardo mentre i miei "compagni" di classe se la ridacchiano.
<<Vada a sedersi>> ma che antipatica.
Da quando non scopa un po?
Eh tu da quando??
Tu dovresti essere in mio aiuto.
Le prime ore passano tranquillamente, ho una fame tremenda non avendo fatto colazione stamattina, e prima che inizi la quarta ora vado verso il distributore trovando sempre cinque sei di loro in fila.
Per quando finiscono è passata pure l'ora successiva.
<<Senti potresti prendermi qualche barretta anche per me? la ricreazione non dura tanto>> dico scocciata.
La ragazzina mi guarda irritata ma sinceramente me ne sbatto.
Le do i soldi che lei prontamente prende e mi porge due Kit Kat bianchi.
Mhh acquolina per il mio stomaco.
Dirigendomi verso la classe mangiando il mio Kit incrocio la troia di turno guardarmi soddisfatta.
Odiosa.
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Il Mio Sbaglio Preferito
Roman d'amourCOMPLETA. [È in fase di revisione] Quei due erano un continuo litigare. Un continuo tenersi testa. Si scannavano senza mai risparmiarsi. Si distruggevano a vicenda. Ma si amavano, si amavano tanto. Erano strani quei due, si, a vederli sembravano paz...
