•83Capitolo•

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Ed eccomi pronta per affrontare un'altra giornata.
Oggi io e mio fratello andremo a ritirare le analisi del DNA, fortunatamente non ci ho impiegato molto a convincerlo, anche perchè io sono stata fin troppo poco paziente.
Ieri sono andata a casa dei miei, mio zio è uscito dall'ospedale e solo ora che è "libero" è riuscito a realizzare che diventerá padre.
L'avevano tenuto nascosto a mia madre fino ieri e neanche il tempo di comunicarlo che è scoppiata a piangere e mia sorella minore con lei.

A casa con i ragazzi semplicemente va, io mi rinchiudo quasi sempre in camera, non esco piú con loro e non mi intrometto nei loro affari, l'unica cosa che faccio è pranzare e cenare se ci sono, oppure ne faccio almeno.
Spesso mi sdraio sul letto di Luigi e parliamo, parliamo molto, o almeno io parlo, ma quasi sempre sento un calore che mi avvolge, ed io mi faccio forza solo su questo, lui mi è vicino ugualmente.

<<Ludo sei pronta?>> Federico mi chiama dal pianerottolo ed io saluto velocemente Mika per poi scendere.
Manca poco all'orario di pranzo, ma Antonio era libero solo ora e volevamo aprire insieme la busta.
Il tempo fa letteralmente pena, piove da circa due giorni, ma il caldo è afoso, siamo pur sempre a luglio.

In macchina Federico consuma non so quante sigarette, e nonostante anche io fumassi, la sua velocitá nel buttare una cicca e riaccenderla un'altra è impressionante.
Scorgo i miei occhi marroni nello specchietto, e come da due settimane a questa parte, sono spenti.
L'altro giorno, tagliai i capelli.
Esattamente, avete capito bene.
Dopo interi mesi ci sono riuscita, avevo bisogno di un nuovo look.
E se devo dirla tutta non sono neanche cosí tanto male, anche perchè ora mi arrivano all'altezza del seno.
Dal fondoschiena al seno, un infarto.

Il sole inizia ad intravedersi fra le nuvole ma nessun raggio colpisce la strada e ciò mi mette tristezza e non poco.

<<Siamo arrivati>>
La voce di mio fratello arriva ovattata alle mie orecchie, ma annuisco consapevole. Perchè vorrei che proprio ora il tempo si fermasse?

Fortunatamente il tempo d'attesa non è chissá quanto, e in pochi minuti siamo in tre nell'ufficio di Antonio, con una busta giallastra fra le sue mani, le mie, di mani, sudano e vengono sfregate contro il tessuto caldo del jeans.
Gli occhi castani di Federico infuocano la busta fino a perdere totalmente la pazienza e sbraitare.

<<okkei, calma, ora la apro>> afferma l'uomo brizzolato, ed io cerco di riassicurare mio fratello con un sorriso, non con scarsi risultati, di piú.

La voce roca di Antonio fa eco nella stanza ed un calore avvolge le mie spalle scoperte, e blocca per un attimo il mio respiro.
Un'unica frase che mi fa sorridere ma piangere allo stesso tempo.
<<La mia famiglia siete voi>>

Guardo con la coda dell'occhio la figura al mio fianco, mio fratello, e sembra totalmente paralizzato.
Infondo lui ci aveva perso le speranze, e fino a poco fa continuava a dire "è solo tempo perso"
 
Com'è accaduto tutto questo?
Come mai siamo stati separati per cosí tanto tempo?
Vorrei scoprire di piú, sapere della mamma e di chi parlava nella lettera, sapere il perchè di tutto questo.
Perchè la vita è stata cosí crudele con noi? Con me?
Ma tanto giá so che non riceverò e non riuscirò a collegare nulla per darmi delle banalissime risposte.

<<Sei sicuro?>> il tono gelido del ragazzo al mio fianco ritorna a farmi respirare.
E se si fossero sbagliati?
Dopo minuti interminabili alzo il capo e guardo i due uomini fissarsi in malo modo.
<<È DNA>>affermo ovvia.
<<Vuoi rifarlo?>>  chiede a questo punto mio padre? Cosí strano, non sono neanche convinta delle mie parole.
Dire la parola "papá" dopo anni e anni che ho odiato il mio cosidetto papá.
Non riesco a realizzare l'idea di intraprendere un rapporto con il mio attuale padre, ovvero quello biologico.
I miei pensieri iniziano ad aggrovigliarsi fra loro, fino a non pensare nulla di veramente comprensibile.

Il Mio Sbaglio PreferitoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora