Sara è molto ansiosa, anche se alla fine non c'è un motivo valido, infondo è solo una stupidissima cena.
La mamma, Giulia e lo zio sono andati a vedere un film, non sapendo di questa sera. Mia sorella mi ha proibito di dirlo anche a loro, perchè non è ancora sicura della loro relazione, piú che altro da parte del suo ragazzo, e sappiamo benissimo tutti come sono fatte le mamme, quindi abbiamo evitato.
Verso le nove dovrebbe arrivare, in compagnia di suo fratello, così da non fare il terzo incomodo, quindi mi affretto ad andare in bagno con tutto il necessario, prima che Sara ci perdi ore.
Mentre bagno anche i miei capelli, sospiro di piacere, ci vorrebbe solo un bel massaggio.
Di sottofondo c'è la canzone di Mostro, "la mia rihanna" , e nel frattempo canticchio un po'.
Esco dalla vasca, mi avvolgo un asciugamano al corpo ed una per i capelli. Mentre asciugo la chioma castana noto la loro lunghezza. Non riuscirò mai a tagliarli.
Guardo l'orario, e stranamente sono in tempo . Metto il cellulare in carica ed inizio a piastrare i capelli, dopo tanto tempo posso dire finalmente che sono perfetti.
Recupero dall'armadio il vestito che comprai assieme a Naomi, ed un paio di calze.
Speriamo che non si rompino.
Speriamo che non si rompino.
Non so perchè, ma ho questa strana sfiga di rompere le calze ogni volta che le infilo, sono delicatissime.
Le ho sempre odiate.
Entrando in bagno per poco non sarei scivolata sul pavimento, come al solito Sara rimane sempre tutto in completo disordine, capisco la fretta, il panico e cazzate varie, però dai.
Coloro il mio viso dandogli quel tocco in piú che mancava.
Spruzzo infine il profumo, e via. Sono pronta.
Stranamente questa sera non sono orrenda come le altre volte, credo sia accettabile.
Guardo mia sorella correre per la casa in cerca del suo profumo, è bellissima, indossa un vestito anch'esso nero solo che è piú lungo del mio ed è stretto, con dei tacchi vertiginosi oro, bracciali e collana con il medesimo colore.
Mia sorella ed io apparecchiamo in modo "romantico" la tavola, con tanto di tovaglioli di stoffa e ricamini qui e lí sulla tovaglia.
Terminiamo in tempo, tanto che dopo neanche due minuti bussano alla porta.
Precisi come un orologio svizzero.
Sara entusiasta si precipita alla porta, all'arrivo sento una voce dolce e forte allo stesso momento, trasmette sicurezza. Subito dopo però rimango pietrificata, quado dalla porta spunta lui.
Spero sia un incubo, non ci voglio credere.
Continuo a non crederci fin quando Sara mi scuote e mi presenta il demonio in persona.
<<Ludovica lui è Marco, il fratello di Gennaro>>
<<Si so benissimo chi è lui, Sara>>
Stringo i denti con tutta la mia forza.
<<ciao piccola, non sapevo fossi sua sorella, complimenti bel vestito ti dona moltissimo>> dice velocemente facendomi irritare.
<<Non rovinarmi la serata, perchè giuro che ti ammazzo>> lo guardo minacciosa e giro i tacchi andando verso i due innamorati.
Marco trattiene un sorrisino fastidioso, lo odio, lo odio e lo odio, perchè lo incontro da tutte le parti? perchè? Spiegatemelo!
Gennaro mi fa i complimenti, per essere una bellissima ragazza.
Ma dove diamime lo vedono? Dove? Sanno solo mentire dicendo frasi di circostanza.
Ci sediamo tutti a tavola ed iniziamo a mangiare l'antipasto, prosciutto e mozzarella, le olive e le zeppoline. Tanta roba che corrisponde a tante calorie.
Mi distraggo, parlando del lavoro che svolge Gennaro, di me, di Marco, di come giá ci conosciavamo, e di stronzate varie.
Terminiamo di mangiare anche la carne con le patatine ed infine il tiramisú.
Mi sento pienissima, tra poco la mia pancia scoppia.
Brindiamo per la nuova coppia, gli auguro tanta felicitá, mia sorella se lo merita davvero.
Marco non mi ha dato tanti problemi, se non degli sguardi veloci e dei calci sotto al tavolo come un bambino, fin quando non gli ho assestato un bel calcio nei suoi gioiellini, si era piegato in due ma non l' ha dato a vedere, ha finto un dolore alla pancia.
Dopo ore della loro presenza, si dileguano e rimaniamo finalmente da sole.
Corro in camera, per togliermi i fastidiossissimi tacchi, ma il senso di colpa pervade in me per quanto cibo abbia ingerito in poche ore, lentamente mi accascio a terra ed inizio a piangere, inizio a procurarmi vomito fin quando non sento piú nulla nello stomaco, mi spoglio, mi lavo il viso e stanca mi addormento nel mio comodissimo letto.
STAI LEGGENDO
Il Mio Sbaglio Preferito
RomanceCOMPLETA. [È in fase di revisione] Quei due erano un continuo litigare. Un continuo tenersi testa. Si scannavano senza mai risparmiarsi. Si distruggevano a vicenda. Ma si amavano, si amavano tanto. Erano strani quei due, si, a vederli sembravano paz...
