Chapter 5: Confidenze e Casualità

541 41 2
                                        


Katsuki diede il resto a un paio di ragazzi e fu in quel momento che la porta si aprì e due figure entrarono. Salutò come suo solito; quando i suoi occhi si posarono su una chioma rossa sparata in alto da chili di gel ebbe un sussulto.

«Ehilà! Ti ho portato un amico!» disse Eijiro non appena si avvicinò al bancone.

Il biondo guardò Rody per qualche istante, poi Pino che si stava arruffando le piume sulla solita spalla. Invitò loro a prendere posto a uno dei tavoli disponibili per poi avvicinarsi per  le ordinazioni.

«Due cappuccini e qualche dolce particolare che il mio amico qui ne è un intenditore».

Katsuki annuì; c'erano ancora i dolci pecora, pensò che sarebbe stata un'ottima scelta, dopotutto avevano riscosso un enorme successo. Fu, come al solito, veloce e impeccabile nel servizio. Ignorò bellamente tutti gli sguardi ammiccanti e lunghi che gli riservò Eijiro.

«Quindi è questo il posto che mi avevi parlato» disse Rody.

«Già! Questa è la seconda volta che vengo. Per cui assicurati di divenire un buon cliente!».

Rody prese il cucchiaino e assaggiò il dolce dal buffo aspetto. Era proprio una pecora, grande quanto un melograno, con morbida panna verde, occhietti fatti con gocce di cioccolato e dentro un ripieno di soffice pan di spagna, cioccolato al latte, pezzetti di fragola e panna. Le sue papille gustative trionfarono a quei gusti così sapientemente uniti.

«Eccezionale! Questo è esattamente il dolce che avevo provato! Non pensavo che l'avrei trovato anche qui! Ma non alla menta, solo alla vaniglia!» squittì felice e anche Pino assaggiò un po'.

«Già!».

In quel momento entrò Izuku con un aspetto più malaticcio del solito. Raggiunse velocemente il bancone per ordinare il solito caffè.

«Hai una faccia. Che è successo?» domandò, preoccupato, Katsuki.

«Sono mancati due colleghi. Ho ricoperto le loro mansioni e solo i Kami sanno chi mi abbia dato la forza per resistere» gemette il verdino, con una mano contro la fronte imperlata di gelido sudore.

Eijiro stava sorseggiando il suo cappuccino quando la mano di Rody gli strinse la sua. Quest'ultimo fissava stupito la piccola schiena di Izuku sotto a una pesante giacca color menta.

«Che diavolo, amico? Sembra tu abbia visto un fantasma!».

Rody scosse il capo facendogli cenno di avvicinarsi il più possibile. «Ricordi il ragazzo al quale avevo rotto il cellulare?».

«Non mi dire! E' quello seduto al bancone?» sussurrò Eijiro, stupito.

Pino trillò felice poi svolazzò veloce per appoggiarsi sulla testa di Izuku. Rody si alzò con una tale foga dal tavolo che cadde in terra il cucchiaino con un sonoro rumore. Katsuki sollevò gli occhi dal caffè che servì all'amico: ne prese uno nuovo e si avvicinò ad Eijiro, pronto per abbassarsi a riprendere e cambiare la stoviglia.

Eijiro lo batté sul tempo e con un enorme sorriso.

«Faccio io. Non abbassarti».

«Pfff! Posso ancora muovermi. E poi chi ti dice che sono incinto?» sfidò il biondo.

Sapeva bene che l'altro già se ne fosse accorto la scorsa volta ma sperava di metterlo in difficoltà e capire se era un ragazzo dalla mente acuta.

Nel mentre che il rosso appoggiava il cucchiaino caduto sul tavolo, Katsuki sfiorò sbadatamente le sue dita. Un brivido della più lontana forma di piacere gli percorse la colonna vertebrale. Afferrò la stoviglia con uno scatto e poggiò quella pulita assicurandosi di fare un passo indietro.

Petit FleurDove le storie prendono vita. Scoprilo ora