Katsuki ed Eijiro erano fermi a un semaforo.
Le strade erano molto più trafficate del solito, complice anche l'asfalto bagnato che obbligava a procedere a velocità moderata. I due indossavano due caschi identici, di un nero lucido.
L'Omega teneva le braccia avvolte intorno al corpo di Eijiro, la pancia li separava appena. In quel momento, il cellulare del rosso suonò dalla tasca della sua giacca pesante e bianca.
«Faccio io» disse Katsuki, urlando un po' al di sopra del rombo della moto.
«Katsuki, Eijiro è con te?».
«Sì. Stiamo venendo in ospedale».
«Non serve. Ci possiamo vedere alla caffetteria? Vi spiegherò».
Katsuki tentennò un po'; il semaforo sopra di loro era ancora rosso ma poi rispose: «Ci vediamo lì tra dieci minuti. Torniamo indietro».
«D'accordo».
Chiusa la brevissima chiamata, l'Omega spiegò tutto al suo ragazzo che, annuito, svoltò subito a sinistra quando finalmente arrivò il verde. Guidò velocemente, a slalom tra le auto più lente, per poter raggiungere in fretta la meta. Dopo appena sei minuti Katsuki aprì il locale ed accese le luci.
Eijiro parcheggiò la moto proprio dinanzi alla caffetteria, raccolse i caschi e quando entrò si premurò di abbassare le sedie e sistemare un po' gli sgabelli. Ogni sera, infatti, Katsuki era solito lavare il pavimento e tenere sollevati i sedili per far asciugare completamente.
Dopo esattamente quattro minuti la familiare moto di Rody parcheggiò accanto a quella di Eijiro. Entrò nella caffetteria con il casco sotto il braccio e gli occhi iniettati di sangue. Il rosso gli concesse un cenno del capo, Katsuki socchiuse le palpebre.
I lividi non erano affatto piacevoli sul suo viso pallido.
«Posso sedermi?».
«Che cazzo di domande» sbuffò Katsuki, la mano gli indicò lo sgabello accanto ad Eijiro.
L'Omega iniziò a sciacquare due tazze, afferrò dei chicchi di caffè da uno dei sacchi sotto al bancone e li macinò mentre sterilizzava la macchinetta per un'ottima bevanda dal forte aroma. Per sé stesso scelse latte con una spolverata di cacao amaro. La caffeina non andava bene in gravidanza.
Servì piattini, cucchiaini e tazze pulite ai due. Eijiro si sedette accanto a Rody.
Questo, con un po' di fatica a causa dalla quantità immane di stress e mancanza di sonno spiegò tutto, senza tralasciare alcun dettaglio. Quando finì, il rumore di un bicchiere che si infrangeva sul pavimento lo fece sobbalzare. Katsuki aveva la bocca spalancata e la mano ancora alzata a mezz'aria. Eijiro si sporse sul bancone: i cocci erano sparsi accanto ai piedi del suo ragazzo. Lo guardò nella speranza che non si fosse ferito.
No, era tutto a posto.
«C-come era incinto?» biascicò, con un fil di voce. «E ha anche perso il bambino?».
Rody strinse duramente i pugni ma anche così non riuscì a trattenersi e singhiozzò ancora. Eijiro guardò Katsuki la cui mano era poggiata con fare protettivo sulla pancia e fu allora che circondò le spalle dell'amico con le proprie braccia. Il ragazzo dai capelli castani sobbalzò prima di stringerlo ferocemente, pur di avere un'ancora in quel mare di dolore in cui stava affogando inesorabilmente.
«Non ho mai visto un Alpha piangere così tanto per il proprio Omega» sfidò Katsuki.
Finalmente il caffè era pronto così come il latte con il cacao; l'odore galleggiava piacevolmente nella caffetteria. Il vapore caldo riempì le tazze, il nero liquido le riempì. Eijiro ringraziò, Rody invece scosse il capo.
«Io lo amo alla follia!» e in impeto di rabbia raccontò anche per filo e per segno cosa era successo con Himiko Toga fino al punto fondamentale, ovvero che Yagi aveva delle registrazioni importanti che avrebbero provato la sua innocenza.
Katsuki sogghignò ma i suoi occhi erano due pozze di lacrime che facevano splendere quei meravigliosi rubini. Anche lui si versò finalmente il latte. Offrì poi due ciambelle alla fragola e cioccolato.
«Mi dispiace per la scazzottata...» ammise Eijiro. «Ma ti aiuteremo a riconquistare il tuo Izuku, va bene?».
Rody annuì appena. Le sue mani tremavano così tanto che quando prese la tazza per sorseggiare il caffè la fece finire in terra.
«Scusami, Katsuki. Ti ripagherò la tazza...».
Il biondo sbuffò; gliene servì una seconda. L'altro ringraziò, Eijiro si premurò di ripulire il pasticcio e raccogliere i cocci del bicchiere rotto del suo ragazzo. Approfittò di buttare il tutto nel cestino sotto al bancone per poter baciare la guancia di Katsuki con immenso amore.
Rody sollevò le sopracciglia mentre prendeva un sorso di caffè. Katsuki arrossì un pochino mentre sorseggiava il latte. Eijiro gli portò la mano sul fianco e lo fece appoggiare a sé. Erano davvero perfetti insieme.
«E' il mio ragazzo. Hai visto quant'è dolce e carino?» squittì Eijiro.
Katsuki roteò gli occhi tuttavia, dietro al bicchiere, sorrise. L'Alpha gli accarezzò dolcemente la pancia.
Rody sorrise appena: «Scusate se non esulto per voi due... anche se sono felice che siete finalmente una coppia. Vorrei che Izuku fosse qui per festeggiare insieme».
«Già» sospirò Katsuki.
In quel momento, il cellulare di quest'ultimo trillò dalla tasca posteriore del suo pantalone scuro. Quando lesse il mittente impallidì vistosamente. I due Alpha si scambiarono un'occhiata preoccupata.
«E'... un messaggio di mia madre... verranno a controllare la caffetteria e a trovarmi...».
«Perché non mi sembri felice?» chiese Rody.
«Perché non sanno che sono incinto» ringhiò il biondo mentre rispondeva con un ok e rinfoderava il cellulare nella tasca.
«Non lo sanno?».
Katsuki, alla domanda di Rody, scosse il capo: «E non dovranno mai scoprirlo. Già avere un figlio Omega e omosessuale è stato uno shock, soprattutto per mia madre che è molto tradizionalista. Se saprà anche del mio bambino sarà implacabile».
«Glielo diremo, invece!» esclamò improvvisamente Eijiro.
«No. Tu non devi immischiarti».
L'altro gli prese le mani dolcemente e con uno sguardo molto serio disse: «Katsuki, sono il tuo ragazzo! E in parte mi sento anche il padre del bambino! Fammi essere presente! Fammi conoscere i tuoi genitori e mi presenterò come l'uomo che ti sposerà!».
Rody sorrise a malincuore all'eccessiva sincerità dell'amico.
Il biondo tentennò, non era minimamente sicuro della cosa. Ma lo spaventava, ora come ora, affrontare la certa ira di sua madre e così annuì. Eijiro si addolcì, gli prese il viso tra le mani e lo baciò dolcemente.
«Credimi. Ti supporterò al meglio e faremo capire a tua madre e a tuo padre che averti messo al mondo è stata la miglior scelta della loro vita» gli toccò la pancia. «Soprattutto per me che ti ho incontrato!».
«Quando verranno i tuoi genitori?» chiese Rody.
«Stasera».
Il rosso annuì. Nei suoi occhi brillava una grande determinazione...
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Petit Fleur
FanfictionKatsuki Bakugo, Omega, confida al suo migliore amico Izuku Midoriya, altrettanto Omega, di aspettare un bambino. Il punto è che non sa come e con chi sia successo. Eppure ben presto la storia prende forma tra amore, insicurezze, segreti, bugie e Can...
