La pazienza non era mai stata la virtù migliore di Katsuki.
Quelle pochissime volte che andava in ospedale si innervosiva in ricordo a quei tristi giorni passati a cercare di rendere sopportabile la vita di orfano di Izuku. In un tentativo di tenere sotto controllo le sue emozioni passò una mano sulla pancia.
«Si muove?».
Il biondo sobbalzò leggermente; si era dimenticato di Eijiro seduto al suo fianco fuori l'ambulatorio del brillante Tensei. Gli scoccò un'occhiataccia, l'altro ridacchiò semplicemente.
La sua vicinanza, o meglio quella forte spalla che toccava la sua, rendeva l'attesa molto più piacevole anche se non l'avrebbe mai ammesso. L'odore di Eijiro entrava dolcemente nel suo sensibile naso e risvegliava colpetti vibranti da ciò che teneva in mezzo alle gambe.
Katsuki sospirò per l'ennesima volta e con lieve arroganza rispose: «Ti pare che si muova ora? Non sai un bel niente della gravidanza!».
«Hai ragione, scusa! E' solo che è tutto nuovo per me!».
L'Omega sbuffò, poi riprese: «Nessuno ti obbliga a fingere di essere il padre del mio cucciolo. Mi sembra ridicolo che tu voglia farlo».
«E' difficile da spiegare ma... è come se sentissi una sorte di legame con il piccolo o piccola» ammise l'altro, una mano volò alla pancia per una carezza. «E poi tu mi piaci. Sarebbe assurdo ignorare il tuo pancino».
Katsuki arrossì e fu allora che notò alcune donne incinte che li fissavano con... disgusto. L'irritazione, come lava fusa, zampillò nel suo stomaco insieme a un'inquietante sensazione, ovvero, che avrebbe dovuto sfoderare gli artigli tra non molto.
Una di loro, una ragazza supper giù di vent'anni, guardava intensamente Eijiro.
L'Omega biondo socchiuse pericolosamente gli occhi e lo fece senza pensare. La sua mente molto più confusa, dove solo un'emozione rimase vivida a farsi sentire forte e chiara. Gelosia.
L'altra, presumibilmente un'Alpha considerando il forte odore di zenzero e cioccolato, spostò gli affilati occhi neri su Katsuki e sogghignò oscuramente. Cos'era una sfida? Furba e senza farsi vedere, fece cadere in terra il cellulare con una tale forza che scivolò dritto verso il piede di Eijiro.
«Oh, scusami!» cinguettò, fingendosi dispiaciuta.
Il rosso si chinò per raccoglierlo, si alzò e glielo porse con un brillante sorriso. E Katsuki sentì avvampare le guance di rabbia. Il suo cuore iniziò a battere più forte in perfetta simbiosi con la rabbia che scoppiettava dallo stomaco all'esofago.
La ragazza guardò Katsuki con fare vittorioso, poi riprese il cellulare e sfiorò la mano di Eijiro.
«E' un peccato che il mio ragazzo non sia qui a tenermi compagnia. Il tuo compagno deve sentirsi proprio fortunato ad averti» disse con voce melliflua e un sorrisetto arrogante.
Eijiro portò una mano sul fianco e felice rispose: «Non siamo ancora compagni ma sono felice di accompagnarlo».
«Quindi ti stai accollando un Omega che si è fatto ingravidare da un altro Alpha?» disse sconvolta. «Ma è inconcepibile! Ti starà solo sfruttando! Dovresti stare con chi davvero ti meriterebbe!».
Lo sguardo dell'Alpha dai capelli rossi diventò improvvisamente gelido, il sorriso luminoso scomparve. Però, beffa di quel momento, Tensei aprì la porta e fece segno a Katsuki di entrare. Il biondo raccolse il suo zaino e chiuse la porta un attimo prima che Eijiro potesse entrare.
«Ne sono consapevole» Katsuki udì queste parole del rosso molto chiaramente.
Ma non ascoltò il resto e dentro di lui qualcosa si ruppe con un dispiacere grande e amaro, paragonato a quello provato tempo fa. Alla fine aveva avuto ragione... non avrebbe dovuto fidarsi.
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Petit Fleur
FanfictionKatsuki Bakugo, Omega, confida al suo migliore amico Izuku Midoriya, altrettanto Omega, di aspettare un bambino. Il punto è che non sa come e con chi sia successo. Eppure ben presto la storia prende forma tra amore, insicurezze, segreti, bugie e Can...
