Chapter 37: Oscura Salvezza (Parte I)

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L'odore di carne e altre leccornie galleggiava nel ristorante che Eijiro era solito frequentare e che tempo fa aveva fatto provare anche a Katsuki per via della vasta sezione di cibi piccanti.

Le rosse lanterne di carta irradiavano una luce scarlatta sotto al soffitto, rendendo l'ambiente quasi qualcosa di magico. C'erano molte persone e il brusio era quasi fastidioso.

Rody, Izuku, Katsuki ed Eijiro sedevano allo stesso tavolo, accanto a una vetrata che affacciava su un giardino minuziosamente curato. Dopo circa cinque giorni, finalmente, l'Omega biondo era fuori da quel posto che odorava troppo di medicinali.

Terza settimana del suo sesto mese, o meglio ventisettesima settimana, ventisei agosto.

Lo ricordava perfettamente perché gli sembrava uno scioglilingua e lui era sempre stato molto bravo su queste cose, fin dalle elementari. 

Izuku non portava più l'enorme cerotto e i punti erano già quasi guariti, lasciando sullo zigomo un debole segno.

«Che cosa ordiniamo?» chiese il rosso crinito.

«Cibo piccante» rispose subito Katsuki, una mano sulla pancia.

«E' davvero cresciuta! Sembrava ieri quando era a malapena visibile!» commentò gentilmente Rody.

Teneva la mano di Izuku stretta nella sua sotto al tavolo.

«Già. Sto diventando una fottuta mongolfiera!» rispose l'altro.

Izuku teneva lo sguardo basso e Katsuki non gli aveva rivolto minimamente la parola da quando erano arrivati. I due Alpha si scambiarono uno sguardo preoccupato, così continuarono a intavolare un discorso più o meno semplice.

«Si muove molto il bambino?» riprese Rody.

«Sì, soprattutto quando Katsuki è affamato! Tira certi calci! E anche di notte!» raccontò, felice, Eijiro.

Sulla sua guancia capeggiava ancora un grosso cerotto per celare i punti di sutura della ferita provocata da Shindo Yo, condannato a un anno di galera. I genitori di Katsuki non si erano minimamente degnati di andare a trovare Katsuki, in tutto ciò.

«Da quando ha iniziato a farsi sentire non la smette più» bofonchiò il biondo, ma a nessuno sfuggì il sorrisino sulle sue labbra.

Izuku si alzò. Improvvisamente non si sentiva granché bene. Aveva bisogno di andare al bagno. Lo guardarono tutti, perfino il suo migliore amico Omega.

«Dove vai, Izuku?» chiese preoccupato Rody.

L'altro indicò la toilette ed andò via, con un'andatura un po' barcollante.

«Non si sente bene?» domandò perplesso Eijiro.

«Non lo so. Magari è solo ansioso perché qualcuno qui non ha intenzione di degnarlo di una sola occhiata!» accusò con una punta di veleno.

Eijiro era d'accordo, così guardò Katsuki che, sbuffando, imprecò leggermente.

«Katsuki, tesoro, devi parlare con il tuo migliore amico e risolvere la cosa. Pensa ancora che è per colpa sua se hai rischiato di perdere il cucciolo» provò a dire Eijiro.

Il biondo prese il bicchiere d'acqua e sorseggiò in un blando tentativo di calmarsi. Riconosceva perfettamente che i due Alpha avessero più che ragione, eppure... ogni volta che scorgeva gli occhi di Izuku quelle crude parole gli tornavano prepotentemente in mente.

«Kat, tesoro» Eijiro gli mise la mano sulla sua. «Non aver paura».

«Non ho paura, cazzo!» sbottò l'altro. «E' solo che... è dannatamente complicato! Io ho fatto un danno incredibile!».

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