Izuku guardava il cielo nuvoloso.
Non era particolarmente felice ma neppure triste. Le sedute di terapie, ogni mercoledì, con Tensei-san gli stavano facendo capire come funzionava un Omega e imparare ad identificare ogni singola stranezza, sensazione, sintomo e per ora c'erano buone speranze che potesse tornare a pieno regime con il calore.
Parlare con Tensei-san lo aiutava contro quei dubbi che covava dentro di lui come Omega capace di generare figli in un qualche felice futuro. Da quando aveva subito l'aborto aveva pensato che mai più sarebbe stato capace di dare un bambino al suo Alpha predestinato.
Istintivamente portò la mano al collo.
Quando si era risvegliato dal suo punto di non ritorno, attorniato da Enji Todoroki, Keigo, Yagi e molti dottori, aveva scoperto che grazie a quelle cure dei nanobot del progetto Cardinal e le informazioni date da Tenko sulla USB, il morso di Kai era scomparso.
Sospirò pesantemente, con un po' di fastidio nel petto.
Ogni volta che il suo pensiero correva su Rody sentiva sempre colpevolezza, rabbia e profonda tristezza. Una parte di sé gridava che era giusto così che quel ragazzo fosse scomparso dalla sua vita, ma dall'altra odiava la sensazione di tradimento legato alle parole mai dimenticate di quella notte a Cantasia.
E di nuovo sospirò, molto più pesantemente di prima.
Quando rialzò gli occhi, però, si bloccò con lo sguardo scioccato e la bocca dischiusa. Un sibilo di vento scompigliò i suoi soffici capelli smeraldini; alcuni ciuffetti gli accarezzarono appena sotto le palpebre.
Izuku drizzò la schiena e lo superò con un'espressione cupa. Non era in vena di parlare, né di incontrare un fantasma del suo passato ormai.
«Izu, possiamo parlare, per favore?» chiese Rody.
Era in sella alla moto, fuori dall'ospedale. Il jeans scuro fasciava le toniche e muscolose gambe, la giacca blu con il cappuccio impelliciato di una tonalità cobalto gli conferiva una certa bellezza e i capelli castani sciolti volteggiavano nel vento.
Il verdino non lo degnò di una sola occhiata, nemmeno gli rispose.
Rody non demorse, così con uno scatto veloce si sporse oltre la moto per potergli afferrare un sottile polso e fermarlo. Izuku non lo guardò, ma irrigidì nervosamente la piccole spalle.
Il suo cappottino nero camuffava la sua magrezza, ma le gambe nel jeans bianco rendevano tutto molto più evidente. Rody guardò un momento quella pelle biancastra e le falangi cianotiche. Tremavano dal freddo.
«Solo parlare» insistette. «... per favore...».
Izuku abbassò le lunghe ciglia, dopodiché tirò con forza la mano per passeggiare il più possibile lontano da lì. Il suo cuore stava soffrendo.
«Izuku!» chiamò il castano. «Aspetta, Izuku!».
Ma l'Omega, colto da un improvviso bisogno di piangere, iniziò a correre il più velocemente possibile. Tuttavia bastò veramente poco a Rody per raggiungerlo grazie alla propria moto.
«Scusami, Izuku» gli sussurrò prima di afferrargli di nuovo un braccio senza rallentare e tirarlo al suo corpo.
Il verdino ebbe seriamente paura, nonostante la bassa velocità; non gli rimase altro che stringersi involontariamente a quelle forti braccia.
Rody non guidò molto lontano, svoltò infatti a sinistra e raggiunse un piccolo parco senza persone.
«Per favore, Izuku... so che sono l'ultima persona con la quale vorresti avere a che fare ma è davvero importante» ripeté dolcemente Rody.
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Petit Fleur
FanfictionKatsuki Bakugo, Omega, confida al suo migliore amico Izuku Midoriya, altrettanto Omega, di aspettare un bambino. Il punto è che non sa come e con chi sia successo. Eppure ben presto la storia prende forma tra amore, insicurezze, segreti, bugie e Can...
